Arance - storia, produzione, commercio

L'arancio (Citrus aurantium subsp. dulce) è un albero che può arrivare fino a 12 metri di altezza, dalle foglie carnose, allungate, lucide e verde scuro, che abbelliscono i rami, impreziositi da bellissimi fiori candidi, profumati, a 5 petali. I germogli sono sempre verdi, mai rossastri, e la buccia è caratterizzata da una leggera ruvidezza. I rametti, su alcune cultivar, possono essere spinosi.
I fiori (zagare) sono bianchi e profumati: essi possono essere singoli o riuniti in gruppi fino a sei per infiorescenza. La fioritura è primaverile, mentre i frutti arrivano a maturazione nell'autunno o nell'inverno successivo; in alcuni casi i frutti dell'anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva.
I frutti dell'arancio dolce non maturano dopo la raccolta: vanno quindi lasciati sulla pianta fino al grado di maturazione desiderato.
Nelle zone tropicali i frutti rimangono verdi, e per far assumere loro la colorazione arancione vengono trattati con etilene, un gas che è anche un ormone che interviene nella loro maturazione.
l’albero di arancio resiste piuttosto bene alla siccità, ma richiede irrigazioni abbondanti per la massima produzione.
Si innesta su arancio amaro, limone volkameriano e arancio trifogliato (specie per le piante in vaso e nelle zone con basse temperature invernali).
varietà di aranciacoltivata. Il periodo di maturazione si estende solitamente da novembre per le varietà precoci, fino, per le più tardive, anche verso maggio-giugno.
Il periodo di riposo dell'arancio è di soli tre mesi, per cui succede che l'albero fiorisca e fruttifichi contemporaneamente.
Oggi l'arancio è l'agrume più diffuso nel mondo e se ne coltivano centinaia di varietà. Alcuni frutti sono a polpa bionda (ovale, biondo comune, navelina, washington navel, ecc.), altri a polpa rossa per via dei pigmenti antocianici in essi contenuti (moro, tarocco, sanguinello), alcuni più grandi e più belli, altri di aspetto più modesto e dalla buccia più sottile, ma più succosi e dunque adatti per spremute. Solo in Italia più di venti varietà vengono coltivate come frutta da tavola e altrettante per spremuta. Comunque, le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto nel caso di quelle a polpa bionda, vengono utilizzate per la produzione di succhi (durante la lavorazione delle aranciedelle quali la buccia, preventivamente separata dal resto del frutto, viene sfruttata per estrarne l'olio essenziale in essa contenuto) e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata.

L’albero di arancio è riginario della Cina e del sud-est asiatico: fu importato in Europa solo nel XIV secolo. Anche se questo frutto è originario della Cina, la parola arancia potrebbe provenire anche dall'arabo narandj, a sua volta derivato dal sanscrito nagarunga, che significa "frutto amato dagli elefanti". Secondo la mitologia greca, la dote di Hera (Giunone), andata in sposa a Giove, consistette in alcuni alberelli i cui frutti erano meravigliosi pomi d'oro, arance e limoni, simboli di fecondità.
Alcuni testi antico-romani ne parlano già nel I secolo, anche se non era conosciuto come arancio, bensì veniva chiamato melarancia. Questo dato storico è avvallato anche dal ritrovamento di una pianta di arancio nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino a Roma, edificato nel 1200 circa.
Nella letteratura del secolo XIX poi a volte l'arancia è stata appellata portogallo. Le arance dolci sono state introdotte in Europa solo nel XV secolo ad opera dei marinai portoghesi (da cui deriverebbe probabilmente il termine dialettale "purtuali") che hanno saputo sviluppare in modo sapiente la coltivazione di questo frutto ed hanno contribuito in modo significativo alla loro diffusione. Fu Cristoforo Colombo stesso a importarne, dopo il suo secondo viaggio, i semi che diedero origine alla coltivazione delle arance in America. Luigi XIV, che amava le arance tanto quanto le fragole, fece erigere le famosissime orangeries di Versailles.
Le arance contengono circa l’87% d'acqua, pochi grassi e proteine, molti minerali come calcio, fosforo,potassio, ferro, selenio, e molte vitamine fra cui, oltre alla ben nota vitamina C, la A, B1 e la B2. L’acido citrico contenuto nelle arance svolge un’importante funzione nel corpo umano: infatti è in grado di abbassare l’acidità delle urine e prevenire la formazione di calcoli renali.
le arance sono suddivise in due grandi gruppi:
- le pigmentate, con le varietà tarocco, moro e sanguinello: ideali da spremere.
- le bionde, con le varietà naveline, ovale, valencia: ottime da mangiare.
Le arance hanno numerose proprietà benefiche: esse combattono con buoni risultati le forme degenerative tumorali (grazie alla presenza dei numerosi antiossidanti) e fungono da “riparo” verso angina, bronchite, malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, gengivite, obesità, emicrania, cefalea, reumatismi, gengiviti e stomatiti.
Le arance inoltre hanno poteri antitumorali. Il consumo quotidiano di arance, insomma, sotto forma di frutto intero o di succo, rappresenta dunque un modo semplice ed efficace per aggiungere una difesa naturale alla nostra salute.
Le arance, dal punto di vista alimentare, rappresentano un integratore naturale genuino e sano, proprio in virtù della loro leggerezza e straordinaria ricchezza di sostanze utili per poter sopperire al quotidiano dispendio di energie. Drenanti, depurative e antinfiammatorie, le arance saziano, appiattiscono la pancia e ti aiutano a controllare la fame. Oltre a mangiarle al naturale o in macedonia, le arance sono ottime per essere abbinate
agli ortaggi nella preparazione di insolite insalate drenanti. Le arance apportano infatti solo 34 Kcal per 100 grammi, pertanto sono indicate nei regimi dietetici che richiedono poche calorie. Per 100 grammi di arancia (parte edibile) sono presenti 87 grammi di acqua, circa 8 grammi di carboidrati, 1,6 di fibre, 0,7 di proteine e pochissimi grassi (0,2 g).
Questi agrumi sono apprezzati per il loro contenuto in acido ascorbico.
L’arancia è anche un ingrediente tipico delle marmellate, e la buccia dell'arancia è una preziosissima fonte di essenze, da cui si produce il celebre olio essenziale dell'arancia dolce o essenza di Portogallo, un liquido che va dal giallo-arancione al rosso scuro (varietà Tarocco e Sanguinello) che ravvisa l'odore della scorza fresca del frutto e che viene utilizzato per la produzione di liquori e per aromatizzare molti detersivi.

Nell'industria farmaceutica viene esclusivamente utilizzato l'olio essenziale ricavato dalle sacche oleifere della scorza per le sue qualità aromatizzanti: L'essenza estratta dall'arancia viene utilizzata anche dall'industria profumiera, per la realizzazione di acque profumate, shampoo, bagnoschiuma, latte per il corpo e creme profumate. L'arancia viene impiegata anche in fitoterapia per le virtù antispasmodiche e stomachiche.
Con i profumatissimi fiori d'arancio, chiamati anch’essi zagare (come i fiori del limone) vengono costruite composizioni floreali per la decorazione di chiese in occasione di matrimoni: il loro significato indica la castità e purezza della sposa. Le foglie essiccate dell’arancia trovano impiego come blando sedativo, diuretico e stomachico, mentre i fiori d’arancio, anch’essi essiccati, sono utilizzati nel trattamento dell'insonnia di lieve entità.

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