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Cavoli - storia, produzione, commercio

Non ci sono traduzioni disponibili.

IL CAVOLO
Con il termine generico di "cavolo" si indicano tutti i cavoli, coltivati già da tempi antichi per la produzione di foglie, fiori e fusti. Si tratta di una varietà di verdura fresca molto preziosa per i loro principi nutritivi. Si tratta di una verdura invernale, che è possibile trovare molto facilmente, viste anche le numerose varietà disponibili sul mercato ortofrutticolo nazionale ed internazionale.
Conosciuto fin dall'antichità, il cavolo (Brassica oleracea) era considerato sacro dai Greci; i Romani invece utilizzavano questo tipo di verdura fresca per curare le più svariate malattie, mangiandolo crudo, prima dei banchetti, per aiutare l'organismo ad assorbire meglio l'alcool.

Si sostiene la presenza del cavolo già dal VI secolo a.C. Plinio in particolare cita il cavolo broccolo come elemento importante sui deschi dei romani più ricchi, e notizie certe danno il cavolo coltivato in Spagna dagli arabi, che lo introdussero dalla Siria attorno al XII secolo.
Con la scoperta dell'America iniziò l'epoca dei viaggi navali su lunghe distanze. Questo fatto pose a tanti navigatori la drammatica questione di come contrastare lo scorbuto, una malattia causata dalla carenza di Vitamina C.
Navigando per lunghi periodi senza toccare terra, non avendo a disposizione cibi freschi, si mostrarono subito utili, per contrastare le carenze di vitamina C, gli agrumi e soprattutto i cavoli, reperibili con facilità anche nei paesi nordici. La grossa scorta a bordo di cavoli freschi permetteva così di poter fare viaggi di molte settimane senza toccare terra. Dalle virtù del cavolo il capitano Cook fa dipendere la salute del suo equipaggio: per tre anni di navigazione in tutte le latitudini non perse infatti nessuno dei suoi 118 uomini, in quanto faceva mangiare loro cavoli cotti o crudi.
Nel 1500 la pianta di cavolo veniva utilizzato come lassativo, mentre durante il 1600 il brodo di cavolo era raccomandato in tutte le affezioni polmonari.
Sempre grazie alle scorte di cavoli divennero possibili nel 1700 e nel 1800 le campagne di mesi di pesca in mare aperto delle navi baleniere.
La letteratura medica del secolo scorso testimonia che il cavolo veniva utilizzato per guarire raffreddori, catarri, laringiti, ma anche per curare la pleurite ed i reumatismi.
Nei mercati inglesi e francesi il cavolo veniva commercializzato già nel 1600 e dall'Inghilterra fu portato in India all'inizio del 1800.
In Italia invece il cavolo fu fatto arrivare molto presumibilmente dai veneziani, che lo acquistavano nell'isola di Cipro, e proprio attorno a Venezia, riseminando i semi delle piante più belle, cominciò per tutta Europa il miglioramento genetico di questa pianta, che solo successivamente venne esportata e coltivata nel Centro e Nord del continente. Ad Arezzo, in un quadro, viene raffigurato un grosso cavolfiore offerto per stima e sudditanza al signore Cosimo III, nel 1706.

Vedi anche:

LA PIANTA DEL CAVOLO
I cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere, varietà Brassica oleracea. La parte edibile di queste piante è rappresentata dalle inflorescenze (dette anche rosette) ancora immature denominate pomo, cespo, capolino, corimbo.
Grazie al perfetto equilibrio dei suoi componenti il cavolo esercita un'azione benefica su tutto l'organismo.
Questi ortaggi freschi infatti sono molto ricchi in acqua, che costituisce più del 90% della costituzione totale del cavolo, con un valore energetico intorno a 25-30 cal./ 100g di parte edule. Utilizzato da sempre per prevenire, curare o alleviare numerosissime malattie, il cavolo contiene principi attivi anticancro, antibatterici,antinfiammatori, antiossidanti e antiscorbuto. In generale i cavoli sono una verdura fresca interessante per tanti aspetti: essi sono depurativi e rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti.
Possono essere consumati anche in caso di diabete, avendo un basso contenuto calorico ed ottimi livelli di potassio, minerali, acido folico, fibre, calcio, ferro, fosforo e vitamina C. I cavoli sono alimenti molto sazianti e poveri di grassi, quindi sono molti utili in una alimentazione ipocalorica, inoltre apportano fibre ricche di cellulosa, utili all’intestino.
Secondo alcuni studi americani, tra le principali proprietà di questo ortaggio invernale vi è anche quella di prevenire il cancro al colon e l'ulcera; per uso terapeutico si usano di solito il cavolo cappuccio e il cavolo verza. La clorofilla in essi contenuta favorisce infatti la produzione dell'emoglobina ed è utile per curare l'anemia. L'infuso di cavolo e miele è utile in caso di malattie dell'apparato respiratorio.
Il cavolo è infine molto utile contro bronchiti, coliti, congiuntivite, contusioni, sinusite, diabete, diarree e dissenterie, dolori gastrici ed intestinali, dolori muscolari e reumatici e influenza.
E' stato inoltre ampiamente documentato che il succo di cavolo crudo ha un'ottima efficacia nella cura dell'ulcera peptica: un litro di succo fresco al giorno, assunto in dosi separate, porta alla guarigione dell'ulcera in una media di soli dieci giorni, probabilmente grazie all'alto contenuto di glutamina contenuto nei cavoli. In cosmesi il succo viene utilizzato come ingrediente di prodotti rivitalizzanti per la pelle.
Normalmente il cavolo viene fatto bollire in grandi pentole con molta acqua, ma ciò favorisce la perdita di oltre la metà della vitamina C e dell'acido folico contenuti in questo ortaggio fresco : una buona soluzione è cuocerlo al microonde o al vapore senza affettarlo in piccoli pezzi.
I cavoli possono riuscire di difficile digestione alle persone delicate di stomaco, per cui è sempre prudente non servirli al pasto serale. Vanno inoltre sempre sconsigliati agli individui sofferenti di fegato e possono produrre flatulenza.
Per attenuare invece l'odore sgradevole che emanano durante la cottura, è sufficiente aggiungere all'acqua un pezzo di mollica di pane ed un pizzico di bicarbonato.
Il cavolo inoltre non contiene glutine, ed è quindi indicato nel consumo anche per le persone affette da celiachia. Contengono sostanze che rallentano il lavoro della tiroide, vanno quindi evitati in caso di ipotiroidismo. Controindicato per chi soffre di colon irritabile, perché eccedere con i cavoli può causare gonfiore all’addome e diarrea.
La pianta di cavolo è una coltura che vegeta bene in quasi tutti i terreni ma preferisce i terreni ricchi di sostanza organica: la pianta di cavolo infatti ha esigenze idriche non indifferenti ed è poco resistente alla siccità.
Il cavolo teme gli eccessi d’azoto, che possono creare problemi di qualità al frutto (infiorescenza), le carenze in boro, che provocano delle deformazioni vegetative sul fusto, dove la parte interna diventa nera, fino a creare delle cavità all’interno del fusto stesso, le carenze in molibdeno, che possono dare delle foglie bollose e deformate.
Infine, il cavolo è molto esigente in calcio e, come tutte le crucifere, in zolfo.
Per la scelta di un cavolo fresco, è bene utilizzare alcune accortezze: ad esempio, le foglie esterne devono essere croccanti ed aderenti alla testa, che a sua volta deve essere grossa e priva di macchie scure; un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di freschezza del cavolo: invece la superficie del fiore leggermente annerita è indice di una cattiva e prolungata conservazione.
Per pulire i cavoli è necessario staccare le foglie esterne.

Per quanto invece riguarda la cottura del cavolo, esso può essere cotto intero o a pezzetti: se lo si cuoce intero bisogna incidere un taglio a forma di croce alla base del torsolo e immergerlo in acqua acidulata con succo di limone, per eliminare tutto il terriccio nascosto tra le cimette. Se invece si desidera cuocere il cavolo a pezzi bisogna eliminare il torsolo e con un coltellino affilato tagliare le cimette, lasciando attaccata a ciascuna un pezzetto di gambo.

Vedi anche:

LA PRODUZIONE DI CAVOLO
Originario dell'Europa, il cavolo è oggi una coltivazione diffusa in tutto il mondo.
A livello mondiale la superficie coltivata per la produzione di cavoli risulta pari a circa 1.600.000 ettari e la resa si aggira sui 200 quintali ad ettaro.
A livello mondiale, la produzione di cavolo è particolarmente diffusa in India (con 88.000 ettari coltivati), Cina (55.000), Francia (35.000) ed Italia (28.000).
Circa l'80 per cento della produzione di cavolo mondiale complessiva proviene da Asia ed Europa.
L'Italia, con l’8% della produzione mondiale totale, è il quarto paese produttore di cavolo al mondo:
le regioni dove la produzione di cavoli è più sviluppata sono Campania, Sicilia, Lazio, Abruzzo e Puglia.
Vista la facile reperibilità sul mercato e le numerose varietà di cavoli disponibili, la presenza del cavolo sul mercato ortofrutticolo è praticamente garantita per tutto l'anno.
Il generale consumo di cavolfiore mondiale tende a fluttuare di anno in anno, senza mostrare una chiara tendenza.
Il consumo di cavolfiori in Francia, paese tra i primi produttori mondiali di cavolfiore, oscilla tra 4,1 e 4,7 kg pro capite annui dal 2000, ad eccezione del 2006 quando i francesi hanno consumato una media pro capite di 3,4 kg. Secondo gli ultimi dati, pubblicati da Eurostat, nel 2009 il consumo pro capite di cavolfiori in Francia è risultato del 9,3% superiore rispetto all'annata precedente, registrando il più elevato consumo di cavolfiori degli ultimi 10 anni.

Vedi anche:

 

LE VARIETA’ DI CAVOLI

Le varietà di cavoli coltivate sono numerosissime e di varie forme differenti tra loro.
Le varietà di cavolo disponibili sul mercato ortofrutticolo internazionale sono:

  • CAVOLFIORE o CAVOLO CIMONE. Costituito da foglie esterne più grandi, di colore verde più o meno intenso a volte tendente al grigio, mentre quelle interne sono di colore giallognolo o verde chiaro e spesso ricoprono completamente la parte edule. Del cavolfiore si mangiano i peduncoli fiorali, che possono essere bianchi, color crema o violacei: essi sono attorniati da numerose foglie verdi. Solitamente la parte commestibile è un corimbo di colore bianco-crema, verde o violaceo con un diametro che va da cm 12 a più di cm 20. Il cavolfiore ha ottime qualità di conservazione: esso si conserva bene in frigorifero per circa 5 giorni. Il cavolfiore è disponibile da novembre ad inizio Aprile, ma lo si trova sul mercato ortofrutticolo praticamente per tutto l’anno. Il cavolfiore è uno dei cavoli più diffusi ed è originario del Medio Oriente e del Mediterraneo.

    Il cavolfiore si consuma come contorno, lessato e condito con olio e aceto (o limone), conservato sottaceto, gratinato con la besciamella, fritto con la pastella, come condimento per la pasta o nelle minestre. Quando è particolarmente tenero e fresco, il cavolfiore è ottimo anche crudo: tagliato a fettine molto sottili e unito ad altre verdure in insalata. Il cavolfiore crudo è anche più digeribile e salutare, perché conserva inalterate tutte le sue sostanze benefiche.Tra le varietà di cavolfiore più famose nel commercio ortofrutticolo internazionale ricordiamo:

    • CAVOLFIORE ATALAYA F1: Cavolfiore ibrido maschio sterile con corimbo di buone dimensioni, dal peso di circa 1000-1300 gr, molto compatto e con buona resistenza. Pianta di buona vigoria con ciclo di 90-95 gg indicata per le raccolte autunnali, ha fogliame avvolgente che assicura un'eccellente copertura al corimbo. Varietà molto adatta sia per il mercato fresco, sia per l'industria.
    • CAVOLFIORE CONCEPT F1: Cavolfiore bianco a precocità media intorno ai 90 giorni dal trapianto che si adatta bene anche alle produzioni estive nelle zone montane. Ottima copertura del corimbo che si presenta sempre molto serrato e di altissimo peso specifico.
    • CAVOLFIORE KASTOR F1: ibrido adatto alle raccolte autunnali con ciclo di 85-90 gg che si caratterizza per l'elevato numero di foglie che avvolge il corimbo. Questi sono di buona pezzatura, pur mantenendo un'eccellente copertura anche a dimensioni elevate. La pianta di buona vigoria e di taglia media, è rustica, e dotata di elevata resistenza alle diverse condizioni ambientali.
    • CAVOLFIORE SYNERGY: Cavolfiore bianco a precocità media intorno ai 90 giorni dal trapianto che si adatta bene anche alle produzioni estive nelle zone montane. Ottima copertura del corimbo che si presenta sempre molto serrato e di altissimo peso specifico.
  • CAVOLO CAPPUCCIO. Il cavolo cappuccio è formato da foglie lisce e croccanti di colore bianco, rosso verde o viola, raggruppate a formare una palla compatta, e dall’aspetto ceroso, grazie alla presenza di pruina, che fa scivolare via l'acqua piovana. Le foglie del cavolo cappuccio possono essere mangiate crude in insalata oppure cotte: dai cavoli bianchi tagliati a strisce sottili e addizionati di sale, pepe ed aromi, cotti e fatti fermentare, si ottengono i famosi crauti, contorno tipicamente tedesco a base di cavoli. Il cavolo cappuccio ha ottime qualità di conservazione: esso si conserva bene in frigorifero per circa 5 giorni.
    Tra le varietà di cavolo cappuccio più famose nel commercio ortofrutticolo internazionale ricordiamo:
  • CAVOLO CAPE HORN F1: Varietà precoce appartenente al gruppo dei cavoli cappucci "a punta o conici". Le teste sono compatte, croccanti, di struttura solida con midollo corto. Notevole rusticità e tolleranza alla sovra maturazione. "Capo Horn F1" è considerata la varietà di riferimento nei cavoli conici.
  • CAVOLO CHARMANT F1: Cavolo cappuccio con ciclo di 60 gg che si distingue per la precocità e l'elevata tenuta in campo. Pianta dall'aspetto eccellente, con portamento eretto e foglie esterne grandi e coprenti. Le teste sono solide, compatte ed uniformi di colore verde brillante.
  • CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO RED JEWEL F1: Cavolo cappuccio "rosso", a maturazione precoce. La testa, dal peso medio di 1,5 kg, è rotondeggiante, di un bel colore rosso brillante e molto compatta. Questo ibrido è da segnalare per la buona tolleranza alle spaccature e alle deformazioni della testa.
  • CAVOLO VERZA. Il cavolo verza è formato da foglie di colore verde, grinzose, con nervature rilevanti, che formano un cespo non molto compatto. Esso è noto per le sue proprietà terapeutiche e si può mangiare anche crudo: in cucina è maggiormente utilizzato per preparare zuppe, minestre, o per avvolgere altre preparazioni nelle sue foglie. Il cavolo verza contiene un raro principio attivo che protegge le pareti dello stomaco dalle lesioni. Il cavolo verza ha ottime qualità di conservazione: esso si conserva bene in frigorifero per circa 5 giorni.
    Tra le varietà di cavolo verza più famose nel commercio ortofrutticolo internazionale ricordiamo:
  • CAVOLO ESTORIL F1: Cavolo verza di facile coltivazione e per produzioni precoci: si raccoglie a 65-70 gg dal trapianto. La testa è molto compatta, di forma tonda e leggermente schiacciata, di pezzatura uniforme, pari a 1,2 kg. Manifesta una buona tenuta alla sovra maturazione e alla pre- fioritura. La pianta è di buona vigoria, sana e tollerante al marciume.
  • CAVOLO SAVOY KING F1: Cavolo verza di tipo semi-bolloso apprezzato per le buone qualità organolettiche e l'adattabilità di coltivazione. Questo ibrido presenta una "testa" di grandi dimensioni, compatta, di elevata qualità, ben protetta dalle foglie esterne di rivestimento che facilitano l'autoimbianchimento. La pianta presenta un'eccellente tolleranza al freddo e alle malattie consentendo così raccolte di tardo inverno.
  • CAVOLO RAPA. Il cavolo rapa è originario dell'Asia sud-occidentale e si differenzia dagli altri cavoli perché presenta un fusto ingrossato e tondeggiante, di colore verde o purpureo, sul quale si formano poche foglie lobate, munite di un lungo picciolo. Si tratta una varietà di cavolo dal fusto commestibile e ingrossato, verde o viola. Le sue foglie, di color verde pallido, sono lobate in basso; la parte inferiore del fusto, ingrossata, assomiglia ad una grossa rapa, di cui ricorda anche il sapore. Le varietà precoci hanno un sapore più delicato e possono essere coltivate in serra o all’aperto, se non esiste pericolo di gelo. Le varietà tardive invece si prestano ad una conservazione più lunga. Il cavolo rapa è diffuso soprattutto in Germania, ma cresce bene in Sicilia. Le varietà più note sono il cavolo rapa Vienna e il cavolo rapa White express, che, a livello di gusto, non presentano grandi differenze. Il cavolo rapa crudo può essere preparato in insalata o, se tagliato a listarelle, gustato con delle salsine. Per prepararlo come verdura o in minestra, rosolarlo o cuocerlo al vapore. Il cavolo rapa farcito (cuocerlo dapprima brevemente al vapore) rappresenta un piatto molto gustoso. Questa varietà di cavolo, essendo più delicata, può essere conservata in frigorifero per 2-3 giorni.

Il cavolo rapa, inoltre, può anche essere addentato come fosse una mela.

  • CIME DI RAPA O BROCCOLETTI. (Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta; dette anche broccoletti). La cima di rapa è la parte verde ancora non fiorita della rapa(Brassica campestris varietà cymosa). Le parti commestibili della cima di rapa sono le foglie, i “bottoni” fiorali e i fiori. Sono da consumarsi previa cottura ed hanno un sapore molto caratteristico, leggermente amarognolo e piccantino. Le cime di rapa si differenziano della rapa comune per il ciclo annuale e la radice fittonante che non si ingrossa. All’inizio sviluppa una rosetta di foglie lisce di colore verde medio- verde chiaro, in seguito si formano dei “bottoni” fiorali, spessi dischiusi, dai quali nascono dei piccoli fiori gialli. Quando è completamente formata, la pianta della cima di rapa può avere un’altezza variabile da circa 40 centimetri ad un metro.
  • CAVOLO BROCCOLO. Il cavolo broccolo e il cavolo broccolo ramoso, entrambi chiamati comunemente broccoli, sono due piante della famiglia dei cavoli la cui parte edibile è costituita dalle inflorescenze ancora immature. Il cavolo broccolo presenta foglie di colore verde scuro più piccole del cavolfiore e soprattutto dalla parte edule più compatta, globosa o a pigna, verdastra o violacea. La parte edule del cavolo broccolo talora è aperta o formata da fasci di germogli di varia lunghezza. Il diametro della parte edule del broccolo va dai cm 5 fino a cm 15. Il cavolo broccolo ha fiori di colore biancastro, simili a quelli del cavolfiore ma molto più piccoli. I broccoli si consumano solitamente previa cottura, lessati o a vapore: essi si conservano in frigorifero per circa 2-3 giorni. Il cavolo broccolo ramoso è simile al cavolfiore, ma si differenzia per il colore verde azzurro delle sue teste e per i piccoli germogli laterali chiamati broccoletti, costituiti da piccoli ammassi floreali
  • CAVOLO BROCCOLO ROMANESCO. È una varietà di cavolo caratteristico per le grandi qualità nutritive ed estetiche del corimbo; si presenta di un bellissimo colore verde brillante, con particolari cime tipiche della varietà con diametro dai cm. 10 a più di cm. 20 e peso di poco oltre kg. 1,5.
  • CAVOLINI DI BRUXELLES. Sono anche chiamati cavoletti di Bruxelles. Pare che questi tipici ortaggi siano originari dell'Italia, e solo in un secondo momento furono portati in Belgio dai romani. Rispetto ai broccoli contengono una quantità superiore di vitamina E. I cavolini di Bruxelles, che sono della dimensione di una noce, devono essere compatti e duri, di colore brillante. Si consumano cotti, bolliti o al vapore, ed hanno un caratteristico sapore amaro che non tutti gradiscono: questa caratteristica li rende adatti all'abbinamento con cibi dolci come castagne, ceci, salse di frutta. I cavolini di Bruxelles possono essere conservati in frigorifero per circa 5 giorni.
  • CAVOLO CINESE. Il cavolo cinese è formato da un ceppo allungato e foglie ricce e croccanti di colore bianco o verde pallido, viene utilizzato crudo o cotto, o saltato in padella assieme ad altre verdure. Esso si ritrova spesso nel ripieno degli involtini primavera serviti nei ristoranti cinesi.
  • CAVOLO NERO. Il cavolo nero è una pianta costituita da foglie arricciate di colore verde molto scuro e forma allungata. Esso è usato soprattutto in Italia per la tradizionale ribollita, una minestra di fagioli con pane raffermo e verdure varie, tra le quali il cavolo nero.
  • CAVOLO MARINO. Il Cavolo marino è una pianta erbacea nota soprattutto in Italia. La parte edibile è costituita da piccoli fogliari che diventano teneri e croccanti a seguito di particolari tecniche di coltura.

Vedi anche:

COMMERCIO DEL CAVOLO
Secondo i dati della FAO il maggior produttore mondiale di cavolfiore è la Cina, con una produzione di circa 8.300.000 tonnellate, circa il 46% della produzione mondiale. Segue poi l’India, con 5.000.000 di tonnellate, e l’Italia, che detiene il terzo posto per la produzione mondiale di cavoli ed il primo posto per la produzione europea di cavoli, producendo circa 455.000 tonnellate di cavoli su una superficie di circa 18.000 ettari.
In Europa i primi 3 paesi produttori di cavoli sono, dopo l’Italia, la Spagna, con circa 440.000 tonnellate, la Francia con 417.000 tonnellate, e la Polonia con 275.000 tonnellate.
Si nota un notevole incremento della produzione di cavoli anche in paesi extraeuropei, come Ecuador e Bangladesh.
A livello europeo, dal 2004 al 2008 la produzione è aumentata in Polonia, Turchia, Belgio e Paesi Bassi, mentre si sono registrati cali di produzione di cavoli nel Regno Unito, in Germania e in Grecia.
Il commercio estero avviene totalmente tra Paesi europei. Il 77% dell’import italiano viene effettuato con Francia e Germania, per un quantitativo pari a poco più di 8.000 tonnellate, mentre l’export avviene principalmente con la Germania, con la Svizzera e nella Repubblica Ceca.
Nel 2010 si riporta una crescita lenta ma costante delle importazioni di cavoli e delle esportazioni di cavoli: dell’esportazione di cavoli nel mondo circa il 97% è destinato ai paesi dell'Unione Europea, gran consumatori di questa verdura di stagione invernale, soprattutto la Germania, conosciuta ed apprezzata a livello culinario per i suoi crauti, una verdura a base di cavoli.
Anche il commercio di cavoli è in graduale e costante crescita in tutti i Paesi dell’Unione Europea, ma anche in India e Cina, leaders nel commercio di cavoli in tutto il mondo.
La Germania ha esportato 27.179 tonnellate di cavolfiori e broccoli, con un incremento del 6,2% rispetto alle 25.500 ton esportate nel 2009. Del volume esportato nel 2010, il 97% è andato a paesi dell'Unione Europea, ma, nel complesso, le esportazioni hanno rappresentato il 18% di tutta la produzione di cavolfiori e broccoli.
Il generale consumo di cavolfiore mondiale tende a fluttuare di anno in anno, senza mostrare una chiara tendenza. Così come è avvenuto per la Francia, anche le esportazioni tedesche di cavolfiore e broccoli, sono risultate piuttosto instabili: tuttavia il 2010 ha visto il volume più alto di cavolfiori e di broccoli registrato negli ultimi 5 anni esportato verso i Paesi Terzi: 743 tonnellate, il 20% in più rispetto alle 613 tonnellate esportate nel 2009.
Numerose sono le aziende che si occupano produzione di cavoli, di import di cavoli ed export di cavoli e altri prodotti ortofrutticoli: su Zipmec.com potrai trovare l’elenco mondiale di tutti gli importatori di cavoli, esportatori di cavoli ed altri prodotti ortofrutticoli

Vedi anche:


CAVOLO BIOLOGICO
Come tutte le colture più commercializzate, anche i cavoli oggi sono valutati dal punto di vista biologico, in virtù del possibile controllo parassitario con i prodotti fitosanitari a disposizione; l'agricoltura biologica e con questa la produzione di cavoli biologici, infatti, entrano sempre più nella coscienza del consumatore, poiché si tratta di un'agricoltura di prevenzione che opera soprattutto nel miglioramento della fertilità del terreno, al fine di contenere, ridurre o eliminare i problemi di coltivazione. L’agricoltura biologica infatti non utilizza prodotti chimici di sintesi come i fertilizzanti, i concimi, i diserbanti, gli insetticidi e gli anticrittogamici, e si oppone categoricamente all’introduzione degli OGM. L’agricoltura biologica, sostenendo la biodiversità, l’uso responsabile dell’energia e delle risorse naturali, la salvaguardia della qualità delle acque e il miglioramento della fertilità del terreno, contribuisce al mantenimento o al ripristino dell’equilibrio ecologico del territorio.
In Italia i prodotti biologici e biodinamici, come i cavoli biologici, sono certificati da organismi nazionali di controllo, autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole: essi sono caratterizzati da informazioni più dettagliate in etichetta, che permettono una reale tracciabilità del prodotto biologico e del cavolo biologico.
La scelta varietale del cavolo biologico rappresenta un momento decisionale di estrema importanza al fine del buon esito tecnico-economico delle coltivazioni, in modo particolare nell’agricoltura biologica a basso impatto. Le varietà di cavoli biologici da piantare devono necessariamente possedere requisiti di maggiore resistenza agli attacchi degli insetti alle condizioni metereologi che avverse, che potrebbero in breve danneggiare la produzione di cavolo biologico.
Varietà di cavolo biologico che maggiormente si adattano a questi requisiti sono:

  • CAVOLO HEAD STAR: questa varietà di cavolo biologico ha una disposizione delle foglie a formare una massa serrata detta palla o testa o cappuccio; si tratta di una varietà di cavolo dal colore verde, dall’odore aromatico e dalle foglie di forma regolare, intere, sane, pulite, tenere, ricche inoltre di fibre, vitamine e minerali. E’ una varietà dalle buone caratteristiche organolettiche, che resiste per circa 2-3 mesi dalla raccolta; solitamente viene conservato ad una temperatura di 0° C al buio, ed è maggiormente adatto alla grande distribuzione e alla vendita all’ingrosso di cavoli biologici.
  • CAVOLO DACATO: questa varietà di cavolo biologico è mediamente produttiva, con un’ottima concentrazione di maturazione. Questa varietà di cavolo presenta una testa compatta di forma tonda-ovale e un colore verde delle foglie. Si tratta di una varietà di cavolo che ben si adatta al consumo fresco e alla vendita all’ingrosso di cavoli biologici.

Vedi anche:


PRODUTTORI, AZIENDE AGRICOLE, IMPORT EXPORT DEI CAVOLI
A tutt’oggi esistono numerose aziende ed imprenditori agricoli che operano attivamente nel settore della verdura e della verdura fresca. In particolare, come sopra ricordato, la lavorazione del cavolo, il commercio di cavolo, la produzione di cavoli e la vendita di cavoli diventano sempre più attività remunerative per il settore ortofrutticolo: si tratta spesso di aziende certificate per la produzione di cavoli ed altri prodotti ortofrutticoli, in possesso di certificazione proveniente dall’UE. Grazie ai nostri annuari FruitNEWSLETTER e MEC Ortofrutticolo (e le relative versioni digitali) puoi avere comodo supporto per metterti in contatto ed avere informazioni sulle principali aziende di ortofrutta ed ortaggi. In particolare puoi trovare un elenco di aziende:

Per questa specifica coltivazione, così rilevante nel settore ortofrutticolo, ti forniamo oggi la possibilità di accedere a zipmec.eu, il più grande motore di ricerca di aziende ortofrutticole di tutto il mondo dove avrai modo di reperire informazioni su

Facilmente consultabili e sempre aggiornati. Si tratta di un elenco di aziende per la produzione di cavoli, la distribuzione di cavoli , la vendita di cavoli, l’import/export di cavoli, la vendita all’ingrosso di cavoli, ed in generale di ogni azienda presente sul mercato ortofrutticolo che si interessa di produzione e commercio di cavoli. Oltre alle aziende legate al commercio dei cavoli puoi trovare chiaramente elenchi e dati di tutte le aziende del mercato ortofrutticolo mondiale.
Il MEC Ortofrutticolo descrive tante varietà di cavoli: esso indica, per ogni varietà specifica di cavolo, le caratteristiche agronomiche e morfologiche, accompagnate da un’illustrazione del prodotto. Per ogni varietà di cavolo il MEC Ortofrutticolo presenta l’elenco di aziende che trattano quella specifica varietà di cavolo, come produttori di cavoli, rappresentanti di cavoli, ingrossi di cavoli, importatori di cavoli ed esportatori di cavoli ,specificando per ogni azienda ortofrutticola l’indirizzo della sede e l’eventuale sito web per contattare direttamente il produttore e distributore di cavoli e di cavoli biologici.

Vedi anche:

Il MEC Ortofrutticolo descrive tantissime varietà di cavoli: esso indica per ogni varietà di cavoli da consumo le caratteristiche agronomiche e morfologiche, accompagnate da un’illustrazione del prodotto.

Nel catalogo sono riportate le caratteristiche del prodotto, quali forma, colore del corimbo e delle foglie.
Per ogni varietà di cavoli il MEC Ortofrutticolo presenta l’elenco di aziende per cavoli , come produttori di cavoli, rappresentanti di cavoli, ingrossi di cavoli, importatori di cavoli ed esportatori di cavoli, specificando per ogni azienda ortofrutticola l’indirizzo della sede e l’eventuale sito web per contattare direttamente il produttore e distributore di cavoli.

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