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Frutti di bosco - storia, produzione, commercio

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FRUTTI DI BOSCO
Con il termine “frutti di bosco” si fa riferimento ad un gruppo eterogeneo sia per specie che per tipologia di frutta fresca, indicata anche con altri sinonimi, come “piccoli frutti” o “frutti minori”. Si tratta di piante spontanee di sottobosco, dalle dimensioni ridotte dei frutti: questi ultimi infatti si sviluppano nel particolare clima umido del sottobosco e raggruppano al loro interno tutte le specie a “bacca” che crescono spontanee, come mirtilli, more, lamponi, ribes, fragola di bosco ed uva spina.

Nonostante i frutti di bosco crescano spontaneamente in ambienti boschivi o montani, oggi vengono anche coltivati, talvolta con metodi tipici dell'agricoltura moderna, ma più spesso in maniera semi – artigianale.

I frutti di bosco sono presenti in commercio soprattutto durante la stagione estiva: essi sono anche considerati “frutti minori” a causa della facile deperibilità dei frutti, che causa la limitata commercializzazione dei frutti di bosco sul mercato ortofrutticolo internazionale rispetto ad altre categorie di frutta estiva, come ad esempio pesche e pere.

I frutti di bosco hanno un basso contenuto calorico e sono ricchissimi di valori nutrizionali benefici: essi hanno elevate quantità di vitamina A, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B, composti essenziali per la nostra salute, che hanno la capacità di rinforzare il sistema immunitario, produrre effetti protettivi sull’apparato cardiovascolare ed favorire la costituzione e il rinnovamento del collagene, la proteina strutturale per eccellenza, che si ritrova in tutti i distretti del corpo, dalla pelle alle cartilagini, dai tendini alle ossa, dai denti ai vasi. I frutti di bosco hanno inoltre un buon contenuto di sali minerali e acidi organici, quali potassio e magnesio, importanti per il corretto svolgimento di molte funzioni fisiologiche del nostro organismo; essi contengono inoltre carotenoidi, antiossidanti e precursori della vitamina A, decisiva per preservare la vista.

I frutti di bosco si distinguono per l’importante apporto di fibre, necessarie per consentire lo sviluppo di una flora batterica sana, regolarizzare le funzioni intestinali e proteggere l’organismo dal cancro del colon. Certamente la qualità più importante dei frutti di bosco sta nell’alto contenuto di antiossidanti, importantissime sostanze che combattono l' azione dei radicali liberi (composti estremamente reattivi, responsabili dell' invecchiamento dei tessuti), grazie all’azione dei flavonoidi, di cui i frutti di bosco sono ricchi, cioè composti della famiglia dei polifenoli, idrosolubili e conosciuti anche come bioflavonoidi o vitamina P: essi sono responsabili delle colorazioni dal blu al viola (determinate dagli antociani o antocianine) che ritroviamo caratterizzare quasi tutti i frutti di bosco, come anche tanti altri fiori e frutti freschi.

Oltre alle proprietà antiossidanti, i frutti di bosco hanno anche proprietà antiradicaliche che gli permettono di contrastare la fragilità capillare, le modificazioni cellulari e gli effetti dell' ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue).

Le specie più diffuse di frutti di bosco sono:

  • FRAGOLA O FRAGOLINA DI BOSCO (nome botanico: Fragaria x ananassa, un ibrido tra F. virginiana e F. chiloensis, oppure Fragaria vesca): Si tratta di una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Rosacee, che si propaga per stoloni ed è caratterizzata dalla presenza di un breve fusto per lo più interrato (rizoma), su cui sono inserite foglie e infiorescenze; dalla base del fusto partono anche radici primarie e secondarie che formano un apparato radicale fascicolato. I fiori, riuniti in infiorescenze, hanno cinque petali bianchi. L’impollinazione è di tipo anemofilo (vento) ed entomofilo (insetti pronubi).

Le fragole di bosco sono molto più piccole delle sorelle maggiori ed inoltre il loro sapore e profumo sono più intensi e dolci; esse vengono raccolte da giugno ad agosto.
Botanicamente il frutto della fragola di bosco è un falso frutto: infatti il vero frutto è rappresentato dagli acheni, cioè da quei “semi” inseriti più o meno profondamente sulla superficie dell’epidermide.
A seconda della varietà esistono forme e colori diversi del frutto, che può presentarsi più o meno arrotondato o conico con variazioni di colore dal rosso aranciato al rosso scuro.
La raccolta è subordinata al tipo di fragola coltivata e comunque, se opportunamente programmata, solitamente si protrae da maggio a settembre.

Due raggruppamenti distinguono le piante di fragola: unifere e rifiorenti; le prime fioriscono e fruttificano una sola volta in primavera, mentre le rifiorenti fioriscono e fruttificano quasi ininterrottamente dalla primavera fino ai primi freddi invernali.
La propagazione della fragola di bosco avviene per stoloni, cioè con fusti striscianti che si originano durante la fase vegetativa e che, radicando, danno origine ad una nuova pianta uguale alla pianta madre. La fragolina di bosco si moltiplica sia per via vegetativa che per semi; in particolare la varietà Regina delle Valli si moltiplica solo per seme per la mancata emissione di stoloni.
Questo tipo di frutta fresca necessita di terreni freschi, sciolti, fertili, senza ristagni idrici con reazione sub-acida-acida (pH 6,5-5,5). La fragolina di bosco è inoltre sensibile alle carenze di ferro (terreni calcarei con pH elevato).
La specie di fragolina di bosco si adatta molto bene a tutte le aree climatiche, dalle zone collinari fino alle zone montuose con 1500 m di altitudine s.l.m, dove si possono ottenere pregiate produzioni tardo-estive. Temperature medie ottimali della pianta sono comprese tra i 20 e i 25 °C: essendo però una pianta che soffre di eccessi climatici,  valori estremi sia estivi che invernali possono risultare fatali alla fragola di bosco. In particolare, per quanto riguarda le coltivazioni di fragole di bosco, esse sono soprattutto sensibili alle gelate primaverili che causano necrosi dei fiori e conseguenti deformazioni dei frutti; dannosa è anche la pioggia prolungata nel periodo compreso tra la fioritura e la maturazione per problemi di sanità del prodotto che viene infettato da patogeni fungini.
Oggi sul mercato ortofrutticolo internazionale sono presenti diverse tipologie di piante di fragola di bosco, differenti a seconda del risultato produttivo che si vuole ottenere.
In generale, al momento dell’acquisto, si può scegliere tra piantine di fragola fresche per raccolte primaverili precoci, piantine frigoconservate per impianti da effettuarsi in qualsiasi momento dell’anno per produzioni primaverili, fuori stagione e in pieno campo, e piantine in vasetto per produzioni primaverili a rapido attecchimento.

  • JOSTA (nome botanico: Ribes nigridolaria): si tratta di un cespuglio a foglie caduche, appartenente alla famiglia Saxifragacee . La pianta è un un ibrido tra uva spina e ribes nero, ottenuto per incrocio naturale tra le due specie e dalle quali trae il singolare appellativo per combinazione della parte iniziale dei nomi in tedesco dei capostipiti. In effetti la Josta nasce da una volontà di miglioramento dei caratteri di spinosità dell’uva spina e della sensibilità alla ruggine del ribes nero: tali obiettivi sono stati raggiunti dando origine ad un frutto merceologicamente poco appetibile. Il sapore di questo ibrido ricorda sia il ribes nero che l’uva spina, anche se molto più tenui sono le note aromatiche di entrambe le specie. La pianta della Josta è un cespuglio di buon vigore e di facile allevamento, con rami assurgenti che può superare i due metri di altezza; le foglie sono caduche, di colore verde intenso a dalla ampiezza mediamente di 5 cm. Il cespuglio è molto resistente ai rigori invernali e ben si adatta ai climi di montagna; il risveglio primaverile è tuttavia precoce e ciò lo rende sensibile alle gelate tardive.

La produzione dei frutti avviene sui rami di un anno ma anche su legno più vecchio  e generalmente sono raggruppati in grappolini di 3-5 bacche: una soddisfacente produzione di bacche di Josta è richiamata da una potatura medio-forte con l’asportazione di interi rami dalla base del cespuglio. I frutti delle Josta sono delle bacche di colore nero brillante del diametro di circa 1,5-2 cm, che, come quelle del ribes nero, sono estremamente ricche di Vitamina C: si tratta di frutti di notevole appariscenza e di sicuro effetto se posti in composizione con gli altri frutti di bosco e per usi di pasticceria; per queste particolari caratteristiche la coltivazione della Josta viene consigliata solo per limitate superfici come accompagnamento ad impianti di piccoli frutti.
La natura ibrida della Josta e la conseguente ricchezza di caratteri miglioratori fanno si che pochi o nulli siano i problemi fitosanitari che affliggono la coltura; rari possono essere gli attacchi della tentredine del ribes (Pteronidea ribesii) e comunque facilmente risolvibili con un trattamento insetticida appena verificati i primi danni.

  • LAMPONE (nome botanico:Rubus idaeus) Si tratta di un arbusto cespuglioso, appartenente alla famiglia delle Rosacee, a foglia caduca. Il sistema radicale di tipo fascicolato rappresenta la parte perenne della pianta di lampone, mentre il frutto della pianta, appunto il lampone, è un frutto estivo (epoca di maturazione che varia da maggio a settembre), dal sapore dolce, molto apprezzato dai bambini.

Il gusto del lampone varia a seconda della varietà ed è generalmente dolce-aromatico; anche il colore del lampone varia da una cultivar all’altra, toccando tutti i toni del rosso, ma anche del giallo e del nero.
In base al tipo di fruttificazione  i lamponi sono soliti dividersi in 2 classi: i lamponi uniferi e i lamponi rifiorenti. Le varietà di lampone unifere fruttificano una sola volta l’anno, mentre le varietà bifere o rifiorenti  fruttificano sia sui rami vecchi – a inizio estate – che sui rami nuovi – a settembre.
Il lampone è attualmente il frutto di bosco più coltivato, ma anche quello con maggiori esigenze di substrato: nonostante infatti sia una pianta che, grazie alla sua rusticità, si adatta a terreni di natura differente, esso predilige in generale terreni ricchi di sostanza organica, sciolti, freschi, privi di calcare, con reazione sub-acida (pH 6-6,5) e ben drenati, per non incorrere nel rischio di clorosi o asfissia radicale.
Il lampone unifero può essere coltivato fino a 1200-1500 metri s.l.m., mentre il lampone rifiorente dà una buona produzione di lamponi fino a 800-900 metri s.l.m.. E’ significativo sottolineare che ad ogni 100 metri di dislivello corrispondono circa 4 giorni di anticipo o ritardo nella maturazione. Il lampone sopporta bene le basse temperature invernali e meno le elevate temperature estive.
I lamponi si coltivano in filari, mediante l’utilizzo di pali e fili orizzontali sui quali legare i tralci: è opportuno solitamente proteggere il terreno con teli di plastica nera per evitare lo sviluppo di agenti infestanti. Per le irrigazioni non vanno bagnate le foglie, per evitare lo sviluppo di malattie fungine. Il frutto del lampone risulta maturo quando si stacca senza difficoltà dal peduncolo.
I lamponi sono ottimi da consumare freschi ma anche surgelati; essi inoltre hanno proprietà benefiche ottime per l’organismo. Il lampone è infatti ricco di vitamine C e B, di zinco, ferro e acido folico; esso ha un effetto diuretico, depurativo, astringente e rinfrescante: viene consigliato anche come tonico a chi soffre di anemia e di reumatismi.
Le tisane a base di lampone sono leggermente lassative e da secoli vengono utilizzate dalle donne all' utlimo mese di gravidanza per prepararsi al parto. I lamponi inoltre sembrano essere indicati anche nelle diete di chi soffre di diabete.

  • MIRTILLO (nome botanico: Vaccinium corymbosum – mirtillo gigante americano): Si tratta di un arbusto cespuglioso spontaneo, appartenente alla famiglia delle ericacee, che si sviluppa soprattutto nelle regioni settentrionali d’Europa e dell’America del Nord. La pianta di mirtillo è un arbusto cespuglioso a portamento eretto, caratterizzato dalla presenza di germogli che si accrescono dalla base o dal colletto. Il sistema radicale, superficiale ed espanso, è costituito da radici molto fini; i fiori, di colore bianco o rosa pallido, hanno la forma di una piccola campanella rivolta verso il basso e sono riuniti in infiorescenze. Il frutto invece è una bacca globosa dal colore variabile dal bluette al blu nerastro o al rosso, ed è reso più chiaro da uno strato pruinoso identificativo della varietà. La polpa è bianco verdastra ed ha un gusto dolce acidulo più o meno aromatico.

I mirtilli costiuiscono il genere Vaccinium, che comprende circa 400 specie. Quello tipico europeo, che cresce spontaneo, è il Vaccinium myrtillus; quello americano, detto anche mirtillo gigante, in effetti deriva dal Vaccinium Corymbosum, un arbusto selezionato nel XX secolo in America nella regione dei grandi laghi. Il mirtillo gigante, Vaccinium Corymbosum porta i fiori in un corimbo (simile a un grappolo), rispetto a quello europeo, ha una pianta più vigorosa, un frutto più grosso e consistente, dal gusto più dolce e dalla polpa di colore più chiaro.Dalle zone più calde degli Stati Uniti derivano invece le altre specie come il conilopide (Vaccinium ashei), poco noto in Europa.
Si può affermare che oggi il mirtillo consumato allo stato fresco è costiuito dal Vaccinium Corymbosum, quello utilizzato dall’industria delle confetture e degli sciroppi è costituito dal Vaccinium myrtillus europeo o canadese. Pur avendo composizioni chimiche diverse, entrambi sono ricchi di polifenoli e più in generale di sostanze naturali antiossidanti (mirtillene, ma non solo).
In generale il mirtillo, nelle sue varietà blu, nera e rossa, è raccolto da giugno a settembre; tra i frutti di bosco menzionati,  è in assoluto il più ricco di antocianine, che svolgono un' azione protettiva dei capillari: si rivelano un valido aiuto contro i disturbi del microcircolo e gli inestetismi che ne derivano. Molto nota è anche la sua azione protettiva della vista. Grazie alla sua combinazione di antiossidanti e antibatterici, i mirtilli sono utili nel combattere e prevenire cistiti, gastroenteriti, prostatiti e uretriti; il succo puro di mirtillo rosso poi, bevuto la sera prima di dormire, aiuta a tenere lontani i batteri e a prevenire le infezioni alle vie urinarie.
Il mirtillo si coltiva in suoli poco profondi (30-40 cm), ben drenati, ricchi di sostanza organica; questa specie di frutta fresca è inoltre esigente nei confronti della reazione del terreno.  Con un buon processo di lignificazione in autunno, la pianta di mirtillo mostra un’alta resistenza al freddo (anche fino a -30°C), mentre, durante la maturazione, richiede temperature elevate per una buona qualità dei frutti e per il contenuto degli zuccheri che altrimenti non raggiunge livelli ottimali. Queste condizioni suggeriscono di non spingersi con la coltivazione e la produzione di mirtilli oltre gli 800 metri s.l.m. Nei confronti della luce è importante un’ottima esposizione che, favorendo l’induzione a fiore, aumenta la produzione.

  • MORA: Appartengono alla famiglia delle more sia quelle di rovo (nome botanico: Rubus fruticosus ), di colore nero o a volte rosso, sia quelle di gelso, tipicamente rossastre.
  • MORA DI ROVO: Le more di rovo crescono spontanee in tutta Europa, ed è facile trovarle nelle nostre campagne e nei boschi, solitamente lungo il bordo delle strade. Si tratta di un arbusto vigoroso che, come il lampone, appartiene alla famiglia delle Rosacee. La mora è diffusa spontaneamente in tutta l’Eurasia ed in America. Esattamente le more sono i frutti del gelso, di colore viola scurissimo-nero, se vengono coltivate, mentre la qualità selvatica di rovo può avere una colorazione sia nera che rossa. Il rovo è un vigoroso arbusto caratterizzato da una ceppaia perenne a rami biennali; ogni anno dal ceppo vengono emessi vigorosi polloni, che possono raggiungere la lunghezza di 5 m e che nell’anno successivo porteranno alla produzione di more. I fiori sono riuniti in infiorescenze ed hanno cinque petali bianchi. In Italia esistono allo stato spontaneo oltre 40 specie di rovo anche se, negli impianti specializzati, sono presenti solo le varietà senza spine di Rubus fruticosus. In base al portamento dei germogli distinguiamo tre tipi di cultivar: a portamento eretto, semi-strisciante e strisciante; le cultivar più coltivate tuttavia sono quelle che appartengono al tipo semieretto.

Botanicamente il frutto del rovo è una mora, costituita da un insieme di drupeole il cui colore, come accennato, varia dal rosso scuro al nero. L’epoca di maturazione di questi frutti freschi varia generalmente da luglio a settembre.
La mora predilige terreni di medio impasto, con un livello medio di sostanza organica, poveri di calcare, a reazione subacida (pH 6-6,5) e con un buon drenaggio; questa specie risulta comunque più tollerante del cugino lampone nei confronti di pH e calcare. Infatti il rovo di more può essere coltivato fino ad una quota di 800-900 metri s.l.m, meglio se ben esposto al sole per evitare maturazioni incomplete. Sono da evitare, per la produzione delle more, anche impianti di rovi in zone troppo ventose.
Le more sono ricche di vitamine C, vitamina E e fibre; contengono inoltre molti sali minerali come il potassio, il manganese, il magnesio, il fosforo ed il calcio. Le more risultano leggermente lassative e svolgono un azione depurativa del sangue, regolano gli effetti della sudorazione e della perdita di sali minerali, combattendo la debolezza fisica. Il loro sciroppo è ottimale anche nei disturbi infiammatori di tonsille e gengive, e delle affezioni della bocca in generale.

  • MORA DA GELSO:. Il gelso anticamente era coltivato proprio per il suo frutto mangereccio; in seguito, dalla fine del primo millennio, la sua importanza si legò invece sempre più all'allevamento del baco da seta, al quale forniva nutrimento tramite le foglie. Il gelso, generalmente nero, fu affiancato poi dal gelso bianco verso la metà del '500. Fino al secolo scorso ogni famiglia contadina possedeva o lavorava filari di gelsi per allevare i bachi, e quindi disponeva di una notevole quantità di more.

Le more di gelso, rispetto alle more da rovo, presentano frutti di colore biancastro o nero violaceo, a seconda se il frutto appartenga al moro da gelso bianco o al moro da gelso nero
Il frutto è simile alla mora da rovo, ed è grosso, nero, lucido, acidulo e molto succoso, mentre il frutto del moro bianco è più piccolo e meno saporito. 
Oggi, in seguito all'abbandono dell'allevamento del baco da seta la cui produzione è stata sostituita dalle fibre artificiali, la mora da gelso è decisamente meno disponibile. Eppure già in antichità si conoscevano le virtù e le proprietà benefiche delle more da gelso: già Orazio ne suggeriva il consumo grazie al forte potere energetico, mentre Gargilio Marziale insegnava a trarre dal frutto un potente medicamento contro i mali della bocca, dei denti, delle fauci e delle arterie. La medicina popolare consigliava invece lo sciroppo di more quando era necessaria una azione astringente ed antinfiammatoria, mentre le foglie avevano proprietà febbrifughe. I frutti del gelso bianco, più piccoli e meno saporiti, venivano essiccati per ricavarne una farina dolcificante.

  • RIBES (nome botanico: Ribes nigrum, R. rubrum, R. vulgare). Si tratta di un cespuglio fruttifero appartenente alla famiglia delle Saxifragacee. Vi sono tre tipi di ribes coltivati: bianco, rosso e nero. I primi due, avendo qualità organolettiche superiori (rapporto acidi-zuccheri), sono maggiormente destinati al consumo fresco, mentre il ribes nero risulta principalmente destinato alla trasformazione per il sapore eccessivamente aromatico che lo rende poco adatto al consumo fresco. La pianta è un cespuglio fruttifero che può raggiungere un’altezza di 1-3 m, con una buona capacità pollonifera e un apparato radicale superficiale concentrato nei primi 30 cm di profondità.

I fiori del ribes hanno cinque petali di colore variabile, mentre il frutto è una bacca riunita in grappoli di diversa lunghezza a seconda della specie.
La pianta di ribes ben si adatta ai vari tipi di terreno anche se quelli soffici, ricchi di humus e ben drenati, danno in generale risultati migliori. La reazione ottimale per lo sviluppo è leggermente acida (pH 6.2-6.7). Le piante, nei terreni poveri, portano frutti più aromatici e profumati,penalizzando le rese che risultano molto basse. Il ribes è inoltre molto resistente ai freddi invernali (soprattutto il ribes rosso), quindi può essere coltivato anche a quote alte, meglio se mediamente soleggiate. E’ necessario prestare attenzione agli abbassamenti termici in fioritura per problemi di cascola dei frutticini. Il ribes viene generalmente raccolto da giugno ad agosto; la  variante gialla della pianta di ribes è altresì conosciuta come uva spina, ed è ricca di acido citrico e pectina, come anche di vitamine e sali minerali. Il ribes nero ha invece proprietà antinfiammatorie ed antiallergiche.
Il ribes ha un sapore più acidulo che dolce, ma è ottimo nella preparazione di tisane diuretiche: le bevande a base di ribes sono infatti un toccasana contro la fatica e lo stress. Avendo inoltre un alto contenuto di vitamina C, il ribes è indicato nei casi di artrite e disturbi del fegato. I suoi germogli sono utilizzati nella preparazione del famoso Cassis.

  • UVA SPINA (nome botanico: Ribes grossularia) Si tratta di un cespuglio appartenente, come per il ribes, alla famiglia delle Saxifragacee: questa specie di frutta fresca è infatti comunemente conosciuta anche con il nome di ribes giallo. Questa specie è principalmente diffusa a livello famigliare o in impianti di limitate dimensioni, e spesso l’uva spina viene coltivata assieme ad altri piccoli frutti, come lampone e mirtillo, con lo scopo di rendere più ampia l’offerta nelle confezioni miste.

La pianta è un piccolo cespuglio, che può raggiungere un’altezza di 1.5 m, con germogli dotati di spine; gli arbusti di uva spina sono però meno vigorosi del ribes. I frutti, come per il ribes, sono delle bacche di forma sferica o ovale, dalla superficie più o meno liscia. In base al colore si distinguono tipologie di uva spina a bacca verde, gialla e rossa. La polpa è croccante, di sapore dolce e leggermente acidula.
I frutti dell’uva spina possono essere destinati sia al consumo fresco che alla trasformazione.
L’uva spina preferisce terreni ricchi di sostanza organica, dalla reazione leggermente acida (pH 6-6.5), di medio impasto e ben drenati. Sono da evitare terreni troppo sabbiosi e di scarsa fertilità, come per la produzione dei frutti di bosco in generale. Come per le piante degli altri frutti minori, anche la pianta di uva spina è molto resistente ai freddi invernali e predilige esposizioni non eccessivamente soleggiate.
L’uva spina è apprezzata per i suoi frutti appariscenti e ricchi di sali minerali, con un buon tenore di vitamina C. La raccolta dell’uva spina va da fine giugno a fine luglio a seconda della varietà scelta; la raccolta dell’uva spina è però ostacolata, come si desume dal nome della pianta, dalle lunghe spine.
L’epoca di raccolta fra le diverse varietà di uva spina non presenta grandi differenze; quasi tutte le varietà di uva spina sono sensibili allo zolfo (in polvere e bagnabile) e all’oido: queste sostanze producono infatti sulla pianta un’azione fitotossica che provoca l’arresto della vegetazione e la cascola delle foglie. Per combattere l’oidio devono essere usati prodotti antiodici specifici sintetici. Poiché l’uva spina è facilmente soggetta al mal bianco, è preferibile scegliere varietà resistenti o tolleranti la malattia, come la varietà di uva spina Colossale verde.

I frutti di bosco in generale, e parte delle piante da cui derivano, sono largamente impiegati in vari settori del commercio: piccoli e colorati, essi sono utilizzati più diffusamente in cucina, per la guarnizione di torte e dolci, per aromatizzare liquori, nella preparazione di succhi di frutta, cocktails e yoghurt, ma vi è anche un abbondante utilizzo dei frutti di bosco in erboristeria e nelle preparazioni galeniche.
I frutti di bosco si rivelano inoltre un ottimo espediente per far mangiare più frutta ai bambini, grazie al loro aspetto, alle loro dimensioni e al loro sapore generalmente dolce. Grazie al loro basso contenuti calorico, infine, sono accessibili a tutti, e sono specialmente indicati nelle diete ipocaloriche. L’unica cautela riguarda il consumo delle fragole di bosco per quei soggetti particolarmente sensibili: stimolando l’organismo a rilasciare istamina, le fragole di bosco, se consumate in dosi massicce, potrebbero favorire episodi simil-allergici, caratterizzati da orticaria e prurito.

Essendo frutti ad elevata deperibilità, se ne consiglia il consumo immediato dopo l’acquisto, per beneficiare al meglio di tutte le proprietà caratterizzanti i frutti di bosco.

Vedi anche:

 

FRUTTI DI BOSCO storia ed origini
Già noti all’uomo fin dai tempi preistorici, i frutti di bosco sono arbusti spontanei delle regioni settentrionali d’Europa e dell’America del Nord.
La raccolta dei frutti di bosco vedeva coinvolte le famiglie di ogni ceto sociale nella ricerca di frutta di stagione nei boschi vicino a casa, al fine di poter arricchire la dieta quotidiana, ma soprattutto per integrare il reddito familiare.

E’ proprio nella tradizionale famiglia che si verificarono le prime esperienze di coltivazione dei frutti di bosco: le piante venivano localizzate negli angoli meno fertili di orti familiari e piccoli frutteti.

I primi riferimenti si frutti di bosco si ritrovano in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti, come in quello del 1583 redatto da Baldassare Pisanelli (Trattato de' cibi e del bere), in cui si illustrano le qualità delle more.

Vedi anche:

 

Coltivazione e  produzione di FRUTTI DI BOSCO
I frutti di bosco come lamponi, mirtilli, ribes, more e uva spina sono caratterizzate da elevata rusticità, proprio perché si sviluppano generalmente nel sottosuolo delle aree boschive: ciò permette a questa tipologia di frutta fresca di adattarsi a pressoché qualsiasi terreno, in ambienti di coltivazione differenti per clima e condizioni pedologiche.
La natura del suolo, a differenza di altre tipologie di frutta fresca commercializzate nel mercato ortofrutticolo mondiale, non è limite alla coltivazione ed alla produzione di frutti di bosco; in particolare l’areale italiano e la dorsale appenninica, in quote di media ed alta collina, risultano territori favorevoli sia per le temperature che per la piovosità, anche se in generale è soprattutto nel Nord  Europa che le colture di frutti di bosco, come mirtilli, more, ribes e lamponi hanno avuto un certo successo.
Nei frutti di bosco l’installazione di un impianto di irrigazione è indispensabile per compensare i deficit idrici che si verificano in alcuni momenti della stagione: l’acqua infatti, se in presenza adeguata, assicura la crescita delle piante nei primi anni d’età riducendo le fallanze e, in fase produttiva, permette di ottenere rese elevate con frutti di ottima pezzatura e qualità.
Il sistema irriguo consigliato e maggiormente diffuso negli impianti di frutti di bosco è quello della microirrigazione sia per i contenuti costi di realizzazione e di gestione, sia per la possibilità che offre di nutrire il terreno e le piante con la tecnica della fertirrigazione.
Avversità naturali dei frutti di bosco sono generalmente funghi patogeni, che ricoprono le foglie e gli stoloni delle piante di frutti di bosco di una muffa biancastra o bianco-grigia, e botrite o muffa grigia (Botrytis Cinerea), un marciume del frutto, che si sviluppa con la bagnatura dei fiori o dei frutti quando la temperatura è superiore ai 15 gradi. Vi sono poi i cosiddetti fitofagi, cioè insetti e acari che colpiscono l’intera pianta ed, oltre al danno diretto, trasmettono virosi. In tutti questi casi è bene intervenire con disinfestazioni acaricide specifiche oppure, nel caso si tratti di una produzione di frutti di bosco in agricoltura biologica, è possibile contrastare queste avversità la lotta biologica.
Nonostante la rusticità delle specie di frutti di bosco, è comunque opportuno per la coltivazione e la produzione di frutti di bosco evitare impianti a quote troppo elevate: in questo caso infatti si potrebbero verificare problemi nella maturazione e moria di piante per abbassamenti termici eccessivi, soprattutto in primavera, al risveglio vegetativo. Il limite massimo di altitudine per gli impianti di produzione di questo tipo di frutta fresca solitamente si aggira intorno agli 800-1000 metri s.l.m., anche se per le colture di fragola e lampone ci si può spingere fino a 1200-1500 metri s.l.m.
E’ sempre raccomandabile scegliere zone ben esposte, al riparo da forti venti e da gelate tardive, ed inoltre è necessario, ai fini della produzione dei frutti di bosco, scegliere  opportunamente la localizzazione dell’impianto a seconda della tipologia di frutti di bosco da mettere a dimora, la preparazione del terreno, la predisposizione dell’impianto di irrigazione e della struttura di sostegno quando prevista.
La Federazione Russa è il produttore di frutti di bosco principale, con oltre 400.000 tonnellate, seguita da Polonia, Stati Uniti, Canada e Italia. In Europa i maggiori produttori di frutti minori sono Polonia, Italia, Austria e Germania, con una produzione totale superiore a 350.000 ton
Sebbene la produzione dei frutti di bosco sia più legata a Paesi nordici,come Germania, Olanda e Polonia, attualmente anche in Italia il commercio dei frutti di bosco nel settore ortofrutticolo vive un momento di vitalità: la superficie investita a frutti di bosco in Italia è di circa 350 ha (dati FAO 2009), con una produzione specifica di 1.800 t di lamponi, 850 di ribes, 1.500 di mirtilli e 92.000 di altre tipologie, tra cui prevale la mora di rovo; le importazioni di frutti di bosco italiane si aggirano sulle 10.000 t, delle quali 250 risultano esportazioni di frutti di bosco come prodotto fresco.
La produzione di frutti di bosco, le importazioni di frutti di bosco e le esportazioni di frutti di bosco nei Paesi europei sono cresciute a livello complessivo su tutti gli indicatori nell'ultimo decennio: in particolare si è assistito ad un notevole sviluppo sia dell’import sia dell’export dei frutti di bosco in Paesi come Germania, Olanda e Polonia, cresciuti più che proporzionalmente rispetto alla produzione; in questi Paesi dell’Unione Europea inoltre il tentativo di meccanizzazione della raccolta di alcune specie di frutti di bosco (in particolare con mirtillo, ribes, uva spina) ha dato buoni esiti dal punto di vista commerciale.

Vedi anche:

 

Le varietà di FRUTTI DI BOSCO
Con la dicitura “frutti di bosco” si raggruppano  tutte le specie a “bacca” che crescono spontanee, e ultimamente anche coltivate, nei sottosuoli delle aree boschive e collinari. Le varietà di frutti di bosco più diffuse e commercializzate sul settore ortofrutticolo europeo e mondiale sono certamente i mirtilli, le more, i lamponi, i ribes e le fragole di bosco, anche se esistono molte altre varietà classificabili come “frutti minori” a bacca o frutti di bosco, come ad esempio la meno conosciuta uva spina.

Le specie più diffuse di frutti di bosco sono:

Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

    • LAMPONE AUTUMN BLISS: varietà rifiorente che fruttifica in due periodi dell’estate, con una prima fioritura dai primi di giugno fino ai primi di luglio ed una seconda fioritura da fine luglio fino ai primi freddi di ottobre. La frutta è di medie dimensioni, intorno ai 3 grammi di peso, di colore rosso scuro, con un sapore gradevole ed una buona resistenza sia alle fasi di manipolazione (raccolta, confezionamento) sia in fase di conservazione.
    • LAMPONE FALLGOLD: si tratta di  una cultivar bifera (rifiorente) che si presenta come una pianta cespugliosa e spinosa di altezza variabile (fino a 1,5 m), caratterizzata da un’intensa attività pollonifera. I frutti sono di piccole dimensioni, hanno una forma conica più o meno allungata, sono di colore giallo e sono molto dolci (più dolci dei Lamponi rossi maggiormente conosciuti e consumati).
    • LAMPONE GLEN AMPLE: varietà di lampone più tardiva rispetto a Tulameen; presenta caratteristiche qualitative del frutto leggermente inferiori, ma produzioni unitarie più elevate.
    • LAMPONE GLEN LYON: pur presentando un frutto medio-piccolo, è di sapore mediocre, di facile raccolta e resistente alle manipolazioni.
    • LAMPONE GLEN MOY: varietà introdotta circa  20 anni fa; si tratta di una varietà precoce che in alcune zone matura già  dalla seconda settimana di giugno . Il frutto, di media pezzatura,  ha un buon  sapore, ed è particolarmente resistente agli afidi. Questa varietà ha inoltre il vantaggio di avere un fusto senza spine.
    • LAMPONE GLEN PROSEN: Varietà resistente, con frutti di pezzatura medio/grande, particolarmente resistenti ad agenti atmosferici e manipolazioni. Il tempo di raccolta va dall’inizio di luglio alla fine del mese. La pezzatura della frutta, di forma rotondeggiante, si colloca nella fascia medio-grande.
    • LAMPONE HERITAGE: cultivar più diffusa al mondo tra le rifiorenti; molto vigorosa e produttiva, con frutti di pezzatura medio-grossa, colore rosso mediamente brillante, sapore molto dolce e soprattutto con una capacità di tenuta sulla pianta fuori dal comune.
    • LAMPONE HIMBO TOP:nuovo ibrido molto interessante nato, selezionato dalla ricerca Svizzera. È una varietà molto produttiva con  acini grossi, consistenti, gustosi, ottimi sia per la congelazione  che per la commercializzazione del fresco.
    • LAMPONE LLOYD GEORGE
    • LAMPONE MALAHAT: varietà di lampone più precoce rispetto a Tulameen; ha caratteristiche qualitative del frutto leggermente inferiori, ma produzioni unitarie più elevate.
    • LAMPONE MEEKER
    • LAMPONE POLKA
    • LAMPONE PORANNA ROSA: varietà unifera, di dimensione medio-grande,  con una forma approssimativamente sferica, sullo stesso genere di quella del lampone nero. I lamponi sono di colore giallo o leggermente aranciato, compatti e piuttosto saporiti. Questa varietà si caratterizza positivamente per un’ottima resistenza ai problemi di  marciume e negativamente per un rapido decadimento del frutto maturo.
    • LAMPONE ROSSANA: Varietà tardiva, con frutti molto dolci e molto resistenti alle fasi di manipolazione che maturano nel periodo del mese di luglio.
    • LAMPONE RUBY: varietà bifera, frutti di grossa pezzatura.
    • LAMPONE SEPTEMBER: varietà bifera, di grande effetto decorativo e caratterizzata dai frutti molto grossi.
    • LAMPONE SUGANA: varietà dai frutti piuttosto grandi.
    • LAMPONE TULAMEEN: la cultivar migliore che si trova oggi sul mercato. Varietà medio tardiva (da metà luglio a metà-fine agosto) apprezzata e commercializzata per la sua produttività di frutti a pezzatura media di colore rosso chiaro e sapore corposo. Buona la resistenza alle manipolazioni ed agli eventi atmosferici quali le precipitazioni ed alla conservabilità decisamente superiore alla media di altre varietà.
    • LAMPONE WILLAMETTE: varietà che produce frutti di grossa pezzatura e molto saporiti. La fruttificazione copre il periodo che va da metà luglio fino a metà-fine agosto.

Esiste un particolare tipo di mora, chiamato Tayberry, che è un incrocio tra mora e lampone: si tratta  di una pianta rampicante, con i frutti simili ai lamponi, ma dalla forma molto allungata. Vi è ancora la varietà Boysenberry, un ibrido neozelandese, i cui frutti sono scuri come quelli delle more dei rovi,  solo molto più dolci e privi della tipica nota acidula delle more.

Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

    • MORA ARAPAHO: varietà di mora precoce costituita nel 1993 da Clark, nell’Università dell’Arkansas (USA). Si tratta di una varietà di mora dal portamento eretto, vigorosa e resistente. È una varietà mediamente produttiva:  i suoi frutti sono di media pezzatura e buona qualità.
    • MORA BLACKSATIN: Varietà di mora molto vigorosa e dotata di notevole rusticità, che produce frutti di pezzatura medio-grossa, di forma conica con la punta arrotondata, di colore nero lucente con sfumature violacee. La polpa è mediamente consistente di colore nero violacea, succosa, di sapore acidulo e poco dolce. La maturazione e la raccolta di questa varietà di mora inizia verso la metà del mese di luglio e si protrae fino a tutto il mese di settembre.
    • MORA BOYSENBERRY: varietà di mora ibrida neozelandese; presenta frutti scuri come quelli delle more dei rovi, solo molto più dolci e privi della tipica nota acidula delle tradizionali more.
    • MORA CHESTER THORNLESSvarietà di mora medio-tardiva senza spine selezionata nell’Illinois, dal rovo di un portamento semi-eretto dei polloni; anch’essa è una varietà resistente al freddo, molto vigorosa e produttiva. I frutti di questa varietà di mora sono di medio calibro, scuri, sodi e dolci, dalla maturazione tardiva.
    • MORA HULL: varietà di mora molto resistente al freddo, molto vigorosa e molto produttiva. I frutti di questa varietà di mora sono di medio calibro, sodi e dolci. Ha maturazione intermedia.
    • MORA LOCHNESS NESSY ®: varietà di mora media, selezionata in Scozia e diffusa dal 1988, è la varietà attualmente più coltivata in Italia ed in Europa per il mercato fresco: presenta un frutto grosso, nero brillante, dolce ed aromatico a completa maturazione, che si raccoglie a luglio-agosto.
    • MORA NAVAHO: varietà di mora medio-precoce costituita nel 1989 a Fayetteville (USA). La pianta di questa varietà presenta tralci eretti di diametro molto elevato. I frutti sono di pezzatura media, consistenti e di buona qualità. È una varietà poco pollonifera che può presentare problemi di attecchimento.
    • MORA SMOOTHSTEM: varietà di mora senza spine di origine statunitense, dal rovo di un portamento semi-eretto dei polloni; si tratta di una varietà tardiva, che si raccoglie  mediamente da fine luglio a fine settembre: produce grossi frutti, aromatici, dolci solo a completa maturazione, adatti alla produzione di conserve di frutta, e meno al consumo fresco
    • MORA TAYBERRY, LOGANBERRY, BOYSENBERRY, TUMMELBERRY: particolari varietà frutto di incroci tra mora e lampone. Sono piante rampicanti, con i frutti simili ai lamponi, dalla forma molto allungata, dall’aroma intenso, ma diverso da quello classico della mora e del lampone selvatico europeo. Queste varietà sono forse più adatte alla produzione di conserve di frutta e sono più sensibili ai geli invernali.
    • MORA THORNFREE: varietà di mora senza spine selezionata nel nord-est degli Stati Uniti, è una cultivar molto vigorosa ed estremamente produttiva; la sua produzione è indicata anche nelle zone mediterranee italiane, per la sua maggiore resistenza alla siccità; tuttavia questa varietà di mora ha necessità di un certo numero di ore di freddo invernale per fruttificare regolarmente. I frutti si presentano di un color bianco rosato, di dimensioni grandi e grosse (anche fino ad 8 g), di forma allungata e colore nero. La polpa di questa varietà di mora è nerastra, succosa, acidula e aromatica, dal sapore gradevole

Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

Varietà a grappolo rosso

    • RIBES JUNIFER: varietà di ribes rosso selezionato dall’Inra in Francia, a maturazione precoce, di buona produttività, con grappoli di media lunghezza; è una varietà adatta anche alle regioni a clima mite (in Italia fino alla Campania). Presenta un frutto di bell’aspetto e dal gusto gradevole, e si presta a tutti gli usi, sia come frutto fresco, sia per la produzione di confetture, composte, salse, ecc.
    • RIBES ROVADA: varietà olandese di ribes rosso, a maturazione tardiva, molto produttiva e vigorosa, con grappoli lunghi e bacche succose e aromatiche. Risulta attualmente la varietà più coltivata per il grosso grappolo e la facilità di raccolta.
    • RIBES STANZA OLANDESE: varietà con grappoli lunghi, frutti di colore rosso cupo e di ottima qualità.

Varietà a grappolo bianco

    • RIBES BLANKA: varietà di ribes bianco a produzione tardiva, vigorosa, di elevata produttività con grappoli lunghi costituiti da 18-20 bacche.
    • RIBES VERSAILLES: varietà di ribes bianco con grappoli lunghi, bacche di colore giallo e sapore delicato.
    • RIBES ZITAVIA: varietà di ribes bianco a maturazione precoce, vigorosa, di media produttività, con frutti sodi e gradevoli.

Varietà a grappolo nero

    • RIBES BLACK LAMOND
    • RIBES GIGANTE DI BOOSKOOP: varietà di ribes nero vigorosa, con grappoli piccoli costituiti da 8-10 bacche; i frutti sono aciduli e aromatici. La varietà si impollina con Noir de Bourgogne.
    • RIBES NOIR DE BOURGOGNE: varietà di ribes nero vigorosa, con grappoli corti.
    • RIBES TITANIA

Varietà a grappolo giallo

    • RIBES VICTORIA: varietà di ribes giallo dalla media maturazione, dolce se a completa maturazione; resiste bene sulla pianta, è rustica e facile da coltivare.

Varietà ibride:

    • Esistono alcune varietà che derivano dall’incrocio del ribes nero e uva spina, quali la varietà di ribes Josta; il gusto è intermedio fra le due specie.

In generale le varietà più produttive sono quelle con grossi germogli (diametro superiore a 5 mm) e lunghi.
Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

    • MIRTILLO BERKELEY: varietà di mirtillo medio-tardiva, dalla grande adattabilità a diversi areali, una produttività elevata, e frutti di buone dimensioni e pruinosi, anche se poco aromatici, e adatti solo per il mercato fresco.
    • MIRTILLO BLUECROP: varietà di mirtillo a maturazione intermedia, produttività costante ed elevata, con frutti di buona pezzatura, blue chiaro di forma leggermente allungata, molto resistenti alle manipolazioni; questa varietà di mirtillo è particolarmente adatta ai trasporti ed alla conservazione; in frigo a +1°C si conserva bene per due settimane. È la varietà più resistente ai geli invernali.
    • MIRTILLO BRIGITTA BLUE: varietà di mirtillo a maturazione semitardiva, vigorosa e produttiva con frutti di ottima qualità; caratteristiche importanti sono la facilità di conservazione e il prolungato periodo di consumo. È la varietà più recente selezionata in Australia, ma in generale è meno produttiva delle precedenti varietà.
    • MIRTILLO COVILLE: varietà di mirtillo medio-tardiva, dalla pianta assurgente, molto vigorosa e produttiva. Produce mirtilli di buona pezzatura, di elevato grado zuccherino e con buone caratteristiche qualitative.
    • MIRTILLO DUKE: varietà di mirtillo a maturazione precoce, resistente al freddo primaverile per la fioritura tardiva, di elevata produttività, con frutti di buona qualità, aromatici e di pezzatura media.
    • MIRTILLO ELIZABETH: varietà di mirtillo tardiva, con un cespuglio di buona vigoria, a portamento eretto. Presenta bacche di buona pezzatura con grado zuccherino medio-elevato. E’ una valida alternativa per i raccolti tardivi.
    • MIRTILLO LATEBLUE: varietà di mirtillo tardiva, con frutti di buona pezzatura, diffusa in particolare per estendere il periodo di commercializzazione nella tarda estate - inizio autunno.
    • MIRTILLO LEGACY: varietà di mirtillo medio-tardiva, con un arbusto vigoroso, eretto, a portamento espanso. Presenta frutti di buona pezzatura e ottima qualità organolettica, che mantengono a lungo la pruina, sono dolci e aromatici, di facile raccolta.
    • MIRTILLO OZARKBLUE®: varietà di mirtillo medio-tardiva, dall’arbusto vigoroso e dalle rese molto elevate. Presenta frutti di ottima pezzatura, costante nel corso delle raccolte, di buona qualità organolettica, particolarmente aromatici, facili da raccogliere, grazie anche ad una ridotta scolarità della maturazione. Ottima la conservabilità.
    • MIRTILLO PATRIOT: varietà di mirtillo precoce, con pianta rustica e produttiva; i frutti hanno buone caratteristiche organolettiche e sono molto aromatici.
    • MIRTILLO SPARTAN: varietà di mirtillo a maturazione precoce, abbastanza resistente al freddo, con frutti molto grossi di colore blu chiaro, polpa compatta, sapore molto buono.
    • MIRTILLO TOP HAT: varietà di mirtillo nano, con una pianta cespugliosa alta 40 cm, più adatta ad essere coltivato in vaso.

Del genere Vaccinium, specie vitis-idaea, si menzionano i mirtilli rossi spontanei, ma anche coltivati, adatti alla produzione di composte, confetture e salse dal tipico gusto acidulo. I mirtilli rossi sono coltivati in impianti intensivi quasi solo in Germania, e derivano da selezioni del mirtillo rosso selvatico di bosco presente soprattutto nei Paesi scandinavi e del Nord Europa.
Questa nuova specie può essere coltivata nelle stesse aree dove si coltiva il mirtillo gigante poiché le esigenze di terreno e di clima sono simili. Lo sviluppo della pianta di mirtillo rosso è però molto più ridotto, con circa 30 cm di diametro, e la maturazione avviene quando la raccolta del mirtillo gigante è terminata, cioè in settembre. Vista inoltre la forte richiesta dell’industria per i frutti di mirtillo rosso coltivato, in Germania è stata messa a punto una macchina per agevolarne la raccolta, ed anche per contrastare la presenza di grosse quantità di mirtillo selvatico immesse sul mercato in annate particolarmente favorevoli.

  • FRAGOLA DI BOSCO

Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

    • FRAGOLA DI BOSCO ELSANTA: varietà di fragola di bosco apprezzata per la produzione abbondante e di buona qualità; il frutto ha dimensioni uniformi, è consistente e di aspetto sempre fresco e piacevole. E’ la varietà più utilizzata per le zone di montagna dove ha mostrato un ottimo adattamento al clima.
    • FRAGOLA DI BOSCO FERN: varietà di fragola di bosco dalla produzione media, vegetazione poco rigogliosa con numerosissime infiorescenze; frutti medi di colore rosso non brillante e di buon sapore.
    • FRAGOLA DI BOSCO IRVINE: varietà di fragola di bosco dalla produzione elevata; pianta di buona vigoria e con fioritura abbondante; i frutti sono di buona pezzatura e di sapore buono.
    • FRAGOLA DI BOSCO MARALINE: varietà di fragola di bosco particolarmente indicata per la buona produzione; ha una vegetazione rigogliosa e frutti di bell’aspetto con colore rosso vivo e di buon sapore.
    • FRAGOLA DI BOSCO MISS: varietà di fragola di bosco con una produzione media con frutti di bell’aspetto ma di dimensioni elevate, sensibili alla botrite e all’antracnosi. E’ consigliabile se l’impianto è protetto da tunnel.
    • FRAGOLA DI BOSCO REGINA DELLE VALLI: varietà di fragola di bosco dalla produzione elevata, pianta vigorosa, frutti di pezzatura piccola molto profumati e di ottimo sapore; è la varietà di fragolina di bosco più diffusa.
    • FRAGOLA DI BOSCO SEASCAPE: varietà di fragola di bosco dalla produzione elevata, pianta vigorosa, frutti medio-grossi, di colore rosso intenso, dalla buona qualità.

Altre varietà interessanti sono Dea delle Valli e Alexandria.

Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

    • UVA SPINA GOLDA : varietà di recente introduzione a maturazione precoce, abbastanza vigorosa e produttiva; le bacche sono piuttosto grosse, rotonde e di colore giallo, quasi glabre, consistenti, di buon sapore. Poco sensibile all’oidio.
    • UVA SPINA GOUDBAL: vecchia varietà a maturazione precoce poco vigorosa, ma di elevata produttività; i frutti sono oblunghi ed abbastanza grossi, lisci, di color giallo oro, consistenti e dal sapore gradevole. Poco sensibile all’oidio.
    • UVA SPINA MAY DUKE : Vecchia varietà a maturazione precoce e sapore gradevole; vigorosa con bacche piuttosto grosse, di color rosso vivo e quasi glabre.
    • UVA SPINA PAX: Nuova varietà senza spine, di medio vigore, frutto medio-grosso di buon sapore. La pianta è resistente all’oidio.
    • UVA SPINA ROSKO : varietà dalla recente creazione, con bacche di color rosso-rosato vivo, quasi glabre, molto grosse, consistenti e di sapore gradevole. La varietà è poco vigorosa, pertanto necessita di particolare attenzione nella potatura e nella legatura dei rami principali. La maturazione è intermedia, la sensibilità all’oidio inferiore rispetto alle altre varietà e frutto rosso.
    • UVA SPINA ROTULA: varietà di nuova generazione, meno sensibile all’oidio di quelle classiche.
    • UVA SPINA WHITE SMITH: Vecchia varietà a frutto verde-chiaro dal gradevole sapore adatta quindi al consumo fresco, a differenza di altre varietà più recenti a frutto verde create a East Malling ("Invicta" e "Greenfinch"), poco sapide e pertanto più indicate per la trasformazione industriale.
  • JOSTA

Tra le varietà più diffuse sul mercato ortofrutticolo internazionale, ritroviamo:

    • JOSTA BOYSENBERRY: Anch’esso è frutto di un incrocio tra lampone e rovo, ottenuto in Nuova Zelanda. La pianta del Boysenberry ha una vigoria elevata e necessita di palificazione di sostegno; i frutti, di grosse dimensioni e di colore nero-violetto, assomigliano alle more, ma sono più dolci e ricchi di vitamine. La maturazione avviene nel mese di luglio.
    • JOSTA GLENCOE: Varietà ibrida ottenuta dall’incrocio tra lampone nero e lampone rosso. La pianta ha fusti senza spine; i frutti, senza semi, sono di colore violaceo e di sapore intenso, adatti anche alla trasformazione industriale. Questa varietà consente di ottenere frutti di qualità elevata anche in stagioni siccitose.
    • JOSTA TAJBERRY: si tratta di un ibrido di rovo e lampone, la cui pianta, mediamente vigorosa possiede tralci lunghi e fini e una leggera spinosità. I frutti, colore del lampone, sono grossi e piuttosto allungati (4-5 cm) con un gusto leggermente acidulo, consistenza discreta e profumo molto più intenso. La raccolta avviene ai primi di luglio, più precoce rispetto ai capostipiti e si completa in un breve periodo.
    • JOSTA TUMMELBERRY: si tratta di un ibrido ottenuto dall’incrocio tra Tajberry e un altro incrocio di lampone e mora. Si distingue per il frutto di gradevole colore rosso, dal sapore più aspro e meno aromatico del Tajberry.

Vedi anche:

 

FRUTTI DI BOSCO BIOLOGICI
Fare agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione di frutta fresca , verdura fresca e ortaggi freschi nel massimo rispetto delle risorse naturali, al fine di preservare l'ambiente e soprattutto la salute del consumatore.
Come tutte le varietà ortofrutticole più commercializzate a livello mondiale, anche i frutti di bosco, nonostante si sviluppino in modo spontaneo nelle aree collinari e boschive,  sono coltivati oggi in modalità biologica, nel massimo rispetto dell’ambiente e  del controllo dei prodotti utilizzati, che devono essere rigorosamente privi di sostanze chimiche.
L’agricoltura biologica, e con essa la produzione di frutti di bosco biologici, fanno sempre più parte della coscienza del consumatore finale, attento alle scelte colturali e più rispettoso dell’ambiente.
Nella coltivazione dei frutti di bosco biologici si utilizzano principalmente fertilizzanti organici naturali e senza eccessivi apporti idrici che renderebbero il frutto meno saporito e più soggetto  al deterioramento. Tutti i tipi di frutti di bosco tollerano bene il gelo e sono piuttosto sensibili all’aridità e al caldo. E’ quindi necessario che vivano in un terreno fresco, con la possibilità di un’irrigazione regolare.
Essendo inoltre i frutti di bosco piante poco soggette agli attacchi di parassiti, essi risultano maggiormente adatti a tipi di coltivazione biologica e naturali, priva di agenti chimici.
Sempre più sono i produttori di frutti di bosco biologici, importatori di frutti di bosco biologici, esportatori di frutti di bosco biologici, grossisti di frutti di bosco biologici e distributori di frutti di bosco biologici, che hanno abbracciato i metodi e i valori propri dell’agricoltura biologica. Pur appartenendo alle colture di minor importanza rispetto ad altre specie frutticole, i piccoli frutti infatti esercitano un interesse tra gli operatori soprattutto per gli aspetti legati alla differenziazione colturale, alla valorizzazione di aree interne e marginali montane e pedemontane. I consumatori, sempre più attenti alla salubrità della frutta e alle sue proprietà apprezzano i piccoli frutti freschi o trasformati: lo dimostra il mercato  in continua espansione.
La coltivazione, e trasformazione, dei piccoli frutti con metodo biologico può offrire sbocchi di mercato interessanti: la produzione biologica di frutti di bosco si inserisce in questo filone dove la qualità dell’alimento diviene un elemento centrale nella sensibilità di chi oggi tutti i giorni fa la spesa, anche se non esiste ancora di fatto una produzione sensibile di frutti di bosco da agricoltura biologica che si possa paragonare alla produzione convenzionale. Coltivare frutti di bosco biologici offre però un elemento qualitativo in più per il consumatore, determinato dalla assoluta mancanza di prodotti per la conservazione della frutta che vengono invece largamente usati nei prodotti convenzionali per allungare  la vita commerciale. Inoltre la filiera corta generalmente caratterizzante la produzione di frutti di bosco biologici rappresenta un segmento importante per le aziende ortofrutticole.
I prodotti ortofrutticoli che provengono da agricoltura biologica vengono ottenuti mediante l'applicazione di metodi produttivi che autorizzano il solo uso di sostanze di origine naturale.  Si tratta di un passaggio estremamente importante per il consumatore, poiché si delinea la qualità del processo e della filiera produttiva, garantite dall’etichettatura del prodotto ortofrutticolo biologico sul mercato internazionale, con aziende ortofrutticole produttrici di frutti di bosco biologici certificate secondo le norme dettate in materia di agricoltura biologica dall’Unione Europea, con il Regolamento Europeo 2092/91, successivamente abrogato con il nuovo CE 834/2007, istituito per tutelare l’ambiente. L’etichetta è così, di fatto, la “certificazione” di prodotti ortofrutticoli validi, sani e qualitativamente superiori.

Le varietà più comuni di frutti di bosco biologici sono:

  • LAMPONE AUTUMN BLISS: varietà rifiorente che fruttifica in due periodi dell’estate, con una prima fioritura dai primi di giugno fino ai primi di luglio ed una seconda fioritura da fine luglio fino ai primi freddi di ottobre. La frutta è di medie dimensioni, intorno ai 3 grammi di peso, di colore rosso scuro, con un sapore gradevole ed una buona resistenza sia alle fasi di manipolazione (raccolta, confezionamento) sia in fase di conservazione.
  • LAMPONE FALLGOLD: si tratta di  una cultivar bifera (rifiorente) che si presenta come una pianta cespugliosa e spinosa di altezza variabile (fino a 1,5 m), caratterizzata da un’intensa attività pollonifera. I frutti sono di piccole dimensioni, hanno una forma conica più o meno allungata, sono di colore giallo e sono molto dolci (più dolci dei Lamponi rossi maggiormente conosciuti e consumati).
  • LAMPONE GLEN MOY: varietà introdotta circa  20 anni fa; si tratta di una varietà precoce che in alcune zone matura già  dalla seconda settimana di giugno . Il frutto, di media pezzatura,  ha un buon  sapore, ed è particolarmente resistente agli afidi. Questa varietà ha inoltre il vantaggio di avere un  fusto  senza spine.
  • LAMPONE GLEN PROSEN: Varietà resistente, con frutti di pezzatura medio/grande, particolarmente resistenti ad agenti atmosferici e manipolazioni. Il tempo di raccolta va dall’inizio di luglio alla fine del mese. La pezzatura della frutta, di forma rotondeggiante, si colloca nella fascia medio-grande.
  • LAMPONE HERITAGE: varietà classica e molto diffusa di lampone, dai frutti, che maturano tra la fine di giugno e la fine di luglio, di pezzatura media, di colore rosso intenso, con un sapore molto dolce e soprattutto con un capacità di tenuta sulla pianta fuori dal comune.
  • LAMPONE HIMBO TOP: nuovo ibrido molto interessante nato, selezionato dalla ricerca Svizzera. È una varietà molto produttiva con  acini grossi, consistenti, gustosi, ottimi sia per la  congelazione  che per la commercializzazione del fresco.
  • LAMPONE PORANNA ROSA: varietà unifera, di dimensione medio-grande,  con una forma approssimativamente sferica, sullo stesso genere di quella del lampone nero. I lamponi sono di colore giallo o leggermente aranciato, compatti e piuttosto saporiti. Questa varietà si caratterizza positivamente per un’ottima resistenza ai problemi di  marciume e negativamente per un rapido decadimento del frutto maturo.
  • LAMPONE ROSSANA: Varietà tardiva, con frutti molto dolci e molto resistenti alle fasi di manipolazione che maturano nel periodo del mese di luglio.
  • LAMPONE SUGANA: varietà dai frutti piuttosto grandi.
  • LAMPONE TULAMEEN: varietà medio tardiva (da metà luglio a metà/fine agosto), apprezzata e commercializzata per la pezzatura importante, il sapore corposo, la resistenza alle fasi di manipolazione e  agli eventi atmosferici quali precipitazioni,  e per l’alta produttività.
  • LAMPONE WILLAMETTE': varietà che produce frutti di grossa pezzatura e molto saporiti. La fruttificazione copre il periodo che va da metà luglio fino a metà-fine agosto.
  • RIBES COCAGNE  FRANCESE: varietà molto resistente al freddo, con grappoli persistenti e facili da raccogliere a mano;
  • RIBES JUNNIFER FRANCESE: varietà di ribes rosso selezionato dall’Inra in Francia, a maturazione precoce, di buona produttività, con grappoli di media lunghezza; è una varietà adatta anche alle regioni a clima mite (in Italia fino alla Campania). Presenta un frutto di bell’aspetto e dal gusto gradevole, e si presta a tutti gli usi, sia come frutto fresco, sia per la produzione di confetture, composte, salse, ecc.
  • RIBES PERFECTION OLANDESE: varietà molto produttiva;
  • RIBES RED LAKE: varietà molto produttiva e di media vigoria, adatta al consumo diretto;
  • RIBES RONDOM: varietà rustica, con grappoli molto compatti, di facile raccolta perché provvisti di lungo peduncolo, adatta all’industria di trasformazione;
  • RIBES ROVADA: varietà olandese di ribes rosso, a maturazione tardiva, molto produttiva e vigorosa, con grappoli lunghi e bacche succose e aromatiche. Risulta attualmente la varietà più coltivata per il grosso grappolo e la facilità di raccolta.
  • RIBES STANZA OLANDESE: varietà con grappoli lunghi, frutti di colore rosso cupo e di ottima qualità;
  • RIBES VERSAILLES: varietà di ribes bianco con grappoli lunghi, bacche di colore giallo e sapore delicato.
  • MORA BLACK SATIN
  • MORA DIRKSEN THORNLESS
  • MORA HULL THORNLESS
  • MORA LOCK NESS
  • MORA THORNFREE
  • MIRTILLO BLUETTA
  • MIRTILLO DUKE
  • MIRTILLO EARLIBLUE
  • MIRTILLO PATRIOT

 

Vedi anche:

 

PRODUTTORI, AZIENDE AGRICOLE, IMPORT EXPORT DI FRUTTI DI BOSCO
A tutt’oggi esistono numerose aziende ortofrutticole ed imprenditori agricoli che operano attivamente nel settore della frutta, della frutta fresca, della frutta di stagione, della verdura fresca, degli ortaggi e dei prodotti derivanti da lavorazione della frutta.
In particolare, la lavorazione dei frutti di bosco, il commercio dei frutti di bosco, la produzione di frutti di bosco e la vendita di frutti di bosco risultano attività sempre più remunerative per il settore ortofrutticolo: si tratta di aziende ortofrutticole certificate per la produzione di frutti di bosco ed altri prodotti ortofrutticoli, in possesso di certificazione proveniente dall’UE. Grazie ai nostri annuari FruitNEWSLETTERMEC Ortofrutticolo (e le relative versioni digitali) ) puoi avere comodo supporto per metterti in contatto ed avere informazioni sulle principali aziende di ortofrutta ed ortaggi.
In particolare puoi trovare un elenco di aziende:

Per questa specifica coltivazione, così rilevante nel settore ortofrutticolo, ti forniamo oggi la possibilità di accedere a zipmec.eu, il più grande motore di ricerca di aziende ortofrutticole di tutto il mondo dove avrai modo di reperire informazioni su

  • aziende produttrici di frutti di bosco
  • aziende certificate per la produzione di frutti di bosco (aziende certificate per la produzione di frutti di bosco I.G.P. ed aziende certificate per la produzione di frutti di bosco con Denominazione geografica tipica)
  • produttori di frutti di bosco
  • aziende produttrici di frutti di bosco biologici
  • aziende che si occupano di commercio di frutti di bosco (confezionamento di prodotti ortofrutticoli)
  • distributori di frutti di bosco
  • grossisti di frutti di bosco
  • importatori di frutti di bosco
  • esportatori di frutti di bosco
  • operatori dell’ingrosso di frutti di bosco

Facilmente consultabili e sempre aggiornati.

Si tratta di un elenco di aziende per la produzione di frutti di bosco, la distribuzione di frutti di bosco, la vendita di frutti di bosco, l’import/export di frutti di bosco, la vendita all’ingrosso di frutti di bosco, ed in generale di ogni azienda presente sul mercato ortofrutticolo che si interessa di produzione e commercio di frutti di bosco. Oltre alle aziende legate al settore ortofrutticolo europeo puoi trovare chiaramente elenchi e dati di tutte le aziende del mercato ortofrutticolo mondiale.

Il MEC Ortofrutticolo presenta l’elenco di aziende che si occupano di frutti di bosco, come produttori di frutti di bosco, rappresentanti di frutti di bosco, ingrossi di frutti di bosco, importatori di frutti di bosco ed esportatori di frutti di bosco, specificando per ogni azienda ortofrutticola l’indirizzo della sede e l’eventuale sito web per contattare direttamente il produttore e distributore di frutti di bosco e di frutti di bosco biologici.

Vedi anche:

 

Zipmec.eu

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MecOrtofrutticolo.eu

mecortofrutticolo.eu

ZipmecDigital.eu

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