immagine

zipmec

Local
Roma

26032017

Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)Deutsch (DE-CH-AT)Español(Spanish Formal International)
Banner
Notice
  • Joom!Fish router plugin not installed correctly. Plugin not executed

Uva - storia, produzione, commercio

Non ci sono traduzioni disponibili.

VITE E UVA
Le origini della vite e dell’uva sono talmente antiche da affondare nella leggenda: alcune di esse fanno risalire l'origine della vite sino ad Adamo ed Eva, affermando che il frutto proibito del Paradiso terrestre fosse la succulenta Uva e non l'anonima Mela; le prime testimonianze della pratica della viticoltura ci giungono dalla Genesi (cap.9) quando Noè, finito il diluvio universale, attraccò a terra, piantò la vite e si ubriacò del suo inebriante vino. Venendo a tempi più recenti, sono in molti ad affermare che la vite sia originaria dell'India, e che da qui, nel terzo millennio a.C., si sia diffusa prima in Asia e in seguito nel bacino del Mediterraneo.
Si pensa che si sia sviluppata intorno al 7500 a.C. nella regione trans caucasica, che corrisponde oggi all'Armenia ed alla Georgia.
Da allora, fino all'era classica, la cultura della vite si diffuse in quasi tutti i paesi del mediterraneo e giunse fino al medio oriente.
Si pensa che i vitigni Muscat e Syrah siano i vitigni più antichi del mondo, come indica la stessa etimologia dei loro nomi. I reperti archeologici fanno risalire i primi esperimenti produzione di uva e di produzione di vino nel periodo neolitico (8000 a.C.): in Turchia e Giordania sono stati rinvenuti enormi depositi di vinaccioli che suggeriscono che le uve venissero spremute. Al tempo, tuttavia, il vino si faceva da uve selvatiche, mentre le prime prove di qualche attività di viticoltura vengono dalle Georgia 3000 anni dopo, nell'età della Pietra.

In occidente la coltura della vite era già nota in Armenia (la Mesopotamia), dove si compì la prima rivoluzione dell'umanità, con l'abbandono del nomadismo da parte di qualche comunità e la conseguente nascita dell'agricoltura: si tratta dell’area della "mezzaluna fertile", tra il corso dei fiumi Tigri ed Eufrate, terra madre dei cereali e laboratorio della scoperta dei processi fermentativi da cui discendono il pane, il formaggio e le bevande euforizzanti. Alcuni geroglifici egiziani risalenti al 2500 a.C. descrivono già vari tipi di lavorazione dell’uva: nell'antico Egitto la pratica della vinificazione era talmente consolidata che nel corredo funebre del re Tutankamon (1339 a.C.) erano incluse delle anfore contenenti vino su cui si riportata la zona di provenienza, l'annata e il produttore; qualcuna di esse conteneva del vino invecchiato da parecchi anni. Dall'Egitto la pratica della produzione e della lavorazione di uva si diffuse presso gli Ebrei, gli Arabi e i Greci: questi ultimi addirittura dedicarono al vino una divinità, Dionisio, il Dio della convivialità.

Non è certo quando sia iniziata la viticoltura italiana: le prime testimonianze nell'Italia del Nord risalgono al X secolo a.C., in Emilia. Certo è che la vite è diffusa attualmente in più di 40 Paesi al mondo, anche se più della metà della produzione mondiale si ha in Europa (soprattutto Spagna, Italia e Francia).
Nel cuore del mediterraneo, sempre intorno ai secoli XII-XIII, la produzione e lavorazione di uva iniziava dalla Sicilia il suo viaggio verso l' Europa, diffondendosi prima presso i Sabini e poi presso gli Etruschi, i quali furono abili coltivatori e vinificatori ed allargarono la coltivazione dell'uva dalla Campania sino alla pianura Padana. Presso gli antichi Romani la lavorazione dell’uva in vino assunse notevole importanza solo dopo la conquista della Grecia: l'iniziale distacco si tramutò in grande amore al punto da inserire Bacco nel novero degli Dei e da farsi promotori della diffusione della viticoltura in tutte le province dell'impero.

La nascita del Cristianesimo e il conseguente declino dell'Impero Romano, segnò l'inizio di un periodo buio per l’uva e per il vino, accusato quest’ultimo di portare ebbrezza e piacere effimero; a ciò si aggiunse la diffusione dell'Islamismo nel Mediterraneo, tra l'800 e il 1400 d.C., con la messa al bando della viticoltura in tutti i territori occupati. Per contro furono proprio i monaci di quel periodo, assieme alle comunità ebraiche, a continuare, quasi in maniera clandestina, la viticoltura e la pratica della lavorazione dell’uva per produrre i vini da usare nei riti religiosi. Bisognerà comunque attendere il Rinascimento per ritrovare una letteratura che restituisca al vino il suo ruolo di protagonista della cultura occidentale e che torni a decantarne le qualità.

Nel diciassettesimo secolo si affinò l'arte dei bottai, divennero meno costose le bottiglie e si diffusero i tappi di sughero, che contribuirono alla conservazione e al trasporto del vino, favorendone dunque il commercio.
Il diciannovesimo secolo vede consolidarsi la distintiva e straordinaria posizione che l’uva e il vino occupano nella civiltà occidentale: alla tradizione contadina inizia ad affiancarsi il contributo di illustri studiosi che si adoperano per la realizzazione di uve e vini di sempre miglior qualità e bontà.

Vedi anche:

 

LA PIANTA DELL’UVA
La Vitis vinifera, comunemente nota come vite europea o, più propriamente, vite euroasiatica, è una pianta arbustiva della famiglia delle Vitacee, anticamente chiamate Ampelidacee: da questa pianta si ricava generalmente l’uva e il vino, un settore importantissimo e redditizio dell’ortofrutta.
Le molte specie di vite sono suddivise generalmente in due sottogeneri: - vite Muscadinia;- vite Euvitis.
Le varie specie sono riunite in tre gruppi in base all'areale di origine: viti americane, viti asiatiche orientali e viti euroasiatiche (comprendenti un'unica specie, la Vitis vinifera). La Vitis vinifera comprende due sottospecie, la V. vinifera silvestris (che comprende le viti selvatiche dell'Europa centrale e meridionale, dell'Asia occidentale e dell'Africa settentrionale) e la V. vinifera sativa (che comprende le viti coltivate). Le viti coltivate si possono suddividere in viti orientali (viti caspiche e antasiatiche) e viti mediterraneee (viti pontiche e occidentali).
Per quanto riguarda le radici, a seconda che la pianta della vite derivi da seme o da talea, si distinguono:

  • radici fittonanti, cioè quelle originate dal seme e da cui derivano quelle di ordine inferiore e di minori dimensioni;
  • radici avventizie, cioè quelle originatesi dalla talea, in genere vicino al nodo; sono di tipo fascicolato, di sviluppo omogeneo e da cui derivano quelle di ordine inferiore.

Il fusto o ceppo della vite ha un aspetto contorto ed è avvolto dal ritidoma che si sfalda longitudinalmente. Il fusto della vite è verticale ma può avere diversa inclinazione a seconda della forma di allevamento. Le ramificazioni sono chiamate germogli o pampini quando sono erbacee, tralci quando sono lignificate (sarmenti quando sono staccati dalla pianta dopo la potatura). Se derivano da rami di un anno sono chiamate cacchi, polloni invece se derivano da legno vecchio. I tralci sono costituiti da nodi e internodi (o meritalli) in numero e lunghezza variabile. Le foglie della vite sono semplici, distiche e alterne. Sono formate da un picciolo di diversa lunghezza e da una lamina palmato-lobata con cinque nervature primarie che possono originare altrettanti lobi separati da insenature dette seni (foglie a forma intera, trilobata o pentalobata). Le foglie sono inoltre asimmetriche ed eterofille (cioè sullo stesso tralcio si hanno foglie di forma diversa).

La foglia può essere ricoperta di peli. Nella vite si trovano soltanto gemme che hanno origine dal meristema primario, e possono essere gemme pronte, ibernanti o normali e latenti. I cirri o viticci sono organi di sostegno volubili: erbacei durante l'estate, lignificano con la fine del ciclo vegetativo. I fiori della vite invece non sono singoli, ma riuniti a formare un'infiorescenza, detta grappolo composto o, meglio, racemo composto o pannocchia, inserita sul tralcio in posizione opposta alla foglia. L'infiorescenza è costituita da un asse principale (rachide) sul quale sono i racimoli, divisi in vari ordini, l'ultimo dei quali è detto pedicello e porta il fiore.

Il numero dei fiori per grappolo è molto variabile (fino a 100). I fiori sono ermafroditi, con calice con 5 sepali e corolla di 5 petali; cinque sono anche gli stami; l'ovario è bicarpellare e contiene 4 ovuli. A seconda della vitalità degli organi maschili e femminili, sulla vite si possono trovare fiori ermafroditi, staminiferi e pistilliferi. Oltre a questi tipi fondamentali se ne possono trovare altri, di tipo intermedio. I grappoli possono avere forma diversa a seconda della varietà. Il frutto della vite è una bacca (acino), più comunemente chiamato UVA, costituito da un epicarpo o buccia, dal mesocarpo o polpa (tessuto molle e succoso) e dall'endocarpo (tessuto membranoso in cui sono contenuti i semi o vinaccioli). Gli acini sono posti sui pedicelli che formano, con le ramificazioni del grappolo, il raspo o graspo. La forma, la dimensione, il colore e il sapore variano a seconda della varietà. Il frutto della vite, l’uva, è un prodotto di stagione che ha una limitata conservabilità come prodotto fresco, essendo gli acini costituiti da una polpa succosa.
L'uva può essere destinata al consumo fresco o alla lavorazione per la produzione di vino, che rappresentano indubbiamente i settori di maggiore importanza; ancora essa può essere impiegata per ottenere:

  • succhi limpidi;
  • sciroppati al naturale da aggiungere alle macedonie;
  • prodotti conservati in alcool;
  • distillazione;
  • uva secca.

Le foglie in decotto vengono invece usate come astringenti.
Il genere Vitis comprende numerose specie:

  • Vitis vinifera L., detta anche Vite europea, domesticata nella sua forma sativa, coltivata fin dall'antichità in Europa, in Medio Oriente e nella regione caucasica.

Altre specie, prevalentemente selvatiche, di origine americana, sono :

  • Vitis labrusca, la vite americana (in inglese fox grape, in quanto l'uva ha un gusto "selvatico" o "volpino" poco apprezzato in Europa);
  • Vitis riparia;
  • Vitis rupestris;
  • Vitis berlandieri (o vitis cinerea).

Queste specie di vite, poco sensibili alla fillossera, un parassita che attacca le radici delle viti europee, vengono per lo più utilizzate sia come portainnesto, cioè come arbusto su cui innestare le barbatelle dei vitigni, sia come incrocio con alcune varietà di Vitis vinifera per la produzione di uva.
Le principali varietà di vitigni ad uva da tavola invece si distinguono in:
- Alphonse Lavaleé: ottenuto in Francia nella seconda metà dell'Ottocento incrociando Bellino x Lady Downes Seedling; ottimo vitigno da tavola diffuso in molti paesi.
- Baresana: diversi sono i sinonimi di questa cultivar di origine antichissima e probabilmente di provenienza orientale: Turchesca, Uva Turca, Uva di Bisceglie, Lattuario bianco, Imperatore, Uva Sacra
- Cardinal: ottenuta nel 1939 da E. Suyder e F. Harmon in California dall'incrocio 'Flame Tokay' x 'Ribier' (A.Lavallée) fu introdotta in Europa dopo la II guerra mondiale; è una delle migliori uve precoci rosse da tavola. A maturazione va raccolta immediatamente in quanto non ha una grande resistenza sulla pianta; acino grosso, sferoidale, con buccia pruinosa di medio spessore, dal colore rosso violaceo non molto uniforme, polpa croccante, dolce gradevole a sapore neutro.
- Conegliano Precoce: ottenuto dall’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, incrociando Italia x Volta (I.P. 105); è un vitigno molto interessante per la precocità di maturazione e per il bel aspetto dei grappoli; compie il suo ciclo in 90-95 giorni. Resiste molto bene alle crittogame ed al marciume; si conserva bene ed ha una buona resistenza ai trasporti; acino media grandezza, di peso medio gr 5,5, rotondo o sub-rotondo, buccia pruinosa di colore nero violaceo intenso, polpa soda succosa, dolce, gradevole con gusto leggermente aromatico.
- Conegliano 218: ottenuto dall’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, incrociando Italia x Volta (I.P. 105); molto simile al “fratello” Conegliano Precoce; apprezzato per la precocità ed il bell’aspetto dei grappoli; acino: media grandezza, di peso medio gr 6,5, rotondo o sub-rotondo, buccia pruinosa di colore nero violaceo intenso, polpa soda succosa, dolce, gradevole con gusto leggermente aromatico.
- Isabella: vitigno ibrido produttore diretto ottenuta incrociando Vitis vinifera x Vitis Lambrusca; è vietata la vinificazione sia per leggi vigenti, sia perché si può ottenere un vino con alta percentuale di alcol metilico; adatta ad essere piantata vicino alle abitazioni per formare pergolati, perché non richiede particolari trattamenti; anche come uva da tavola si sta riscoprendo come “vecchio vitigno”; acino piccolo, ovale, con buccia grossa, coriacea e leggermente pruinosa, di un colore nero violaceo, polpa soda e succosa, di colore rosso scuro con il tipico sapore volpino o foxy (di fragola).
- Italia: vitigno ottenuto dal prof. Pirovano nel 1911 incrociando Bicane x Moscato d'Amburgo è tra i principali vitigni da tavola a livello mondiale. In Francia è chiamato "Ideal".
- Matilde: ottenuto presso l’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma da P. Manzo incrociando Italia x Cardinal; vitigno ottimo per la sua precocità e l’aspetto del grappolo e dell’acino. Resiste molto bene ai trasporti a sulla pianta; acino grosso o molto grosso (7gr), ovoidale, con buccia abbastanza sottile, consistente, di un colore giallo, polpa soda piuttosto croccante e succosa, di sapore leggermente aromatico.
- Michele Palieri: ottenuto da M. Palieri a Velletri(Roma, Italia), incrociando l'Alphanse Lavallée x Red Malaga; buona la conservabilità e la resistenza ai trasporti; sta trovando una buona accoglienza sui mercati per le caratteristiche qualitative del grappolo oltre che al suo bel aspetto; acino grosso, ovale, con buccia di medio spessore, consistente e pruinosa, di un colore nero violaceo, polpa croccante, soda e succosa, dolce.
- Moscato d’Adda: ottenuto a Vaprio d'Adda nel 1897 da Luigi Pirovano da vinaccioli di Moscato d'Amburgo; questa cultivar può essere considerata un miglioramento del Moscato d'Amburgo con caratteristiche commerciali qualitativamente migliori; presenta una buona resistenza sia ai trasporti che alla conservazione sulla pianta ed in fruttaio; acino medio-grande, subsferoidale, con buccia molto pruinosa spessa e consistente, dal colore nero violaceo uniforme ed intenso; polpa carnosa, dolce, succosa dal gradevole sapore moscato.
- Moscato d’Amburgo: originario dell'Inghilterra dove è chiamato "Black of Alessandria", questa varietà era coltivata in serra; si è diffusa prima in Francia e più tardi in numerosi paesi viticoli; molto buona come sapore ma con caratteristiche commerciali (conservabilità, trasporto) non pienamente soddisfacenti; acino medio-grande, lievemente ellissoidale, con buccia molto pruinosa piuttosto sottile ma resistente, dal colore nero violaceo intenso; polpa abbastanza molle, dolce, succosa dal gradevole sapore moscato.
- Moscato di Terracina: noto come "Moscato di Maccarese", dal nome della principale zona di coltivazione, ma l'origine sembra invece della zona di Terracina (Latina); le migliori caratteristiche vengono esplicate nelle zone tipiche di coltivazione. A volte presenta grappoli troppo compatti che presentano una scarsa resistenza agli attacchi delle crittogame e ai trasporti; vitigno a duplice attitudine dal quale si ottengono vini speciali; acino medio, sferoide, con buccia spessa ma non molto resistente, pruinosa, di un colore giallo dorato o ambrato, polpa carnosa e succosa, dolce con un intenso aroma di moscato.
- Noah: ibrido produttore diretto ottenuta incrociando Vitis Lambrusca x Vitis riparia; è vietata la vinificazione per gli stessi motivi dell’ibrido Isabella; si presta molto bene ad essere piantata vicino alle abitazioni per formare pergolati in quanto, in linea di massima, non occorrono trattamenti; acino piccolo, ovale, con buccia grossa, coriacea e poco pruinosa, di colore giallo verde, polpa soda e succosa, con il tipico sapore volpino o foxy (di fragola).
- Perla di Csaba: ottenuta nel 1904 in Ungheria da seme di origine incerta da M. Stark; buone le caratteristiche gustative e la sua recocità ma inadatto ai trasporti e alla resistenza sulla pianta, perché preda di uccelli e api; acino medio-piccolo, sferoidale, buccia pruinosa, abbastanza spessa di colore giallo-chiara e polpa succosa, dolce, dal netto sapore di moscato.
- Pizzutello Bianco: conosciuto con numerosi sinonimi quali Pizzutello di Tivoli, Uva Cornetta, Damasco, ecc.; l'origine si ritiene sia araba, forse siriana, introdotto in Europa con le invasioni arabe; ottime le caratteristiche qualitative e molto buona la resistenza sulla pianta; buona anche la conservabilità e la resistenza ai trasporti; acino medio-grande, caratteristicamente allungato e appuntito, piriforme, ricurvo a mezza luna, buccia leggermente pruinosa, abbastanza sottile ma resistente, di colore verde-gialla o giallo-dorato carico, polpa croccante, a sapore semplice, dolce e molto gradevole.
- Regina Bianca: vitigno dalle origini antichissime, di probabile origine orientale (Siria), è coltivato in tutto il bacino Mediterraneo e oltre. In Italia esistono numerosi sinonimi quali Pergolona, Regina di Firenze, Menavacca, Inzolia Imperiale, Dattero di negroponte; all'estero la troviamo chiamata: Dattier de Beyrouth in Francia, Rasaki nelle isole greche, Afuz-Ali in Bulgaria, Aleppo in Romania, Waltam Cross in Australia e Sud Africa; ottima per il gusto e per le caratteristiche di conservabilità e di trasporto; rappresenta uno dei vitigni più diffusi nel mondo; acino grosso o molto grosso, ellissoidale breve o lungo, con buccia di medio spessore, consistente e pruinosa, di un colore giallo dorato, polpa carnosa o croccante, dolce con sapore semplice.
- Regina dei Vigneti: conosciuto anche come Incrocio Mathiasz 140 ottenuto nel 1916 dall'ungherese G. Mathiasz incrociando Regina Elisabetta x Perla di Csaba; buona è la precocità e le caratteristiche qualitative del prodotto tanto che è tra i principali vitigni coltivati in Italia; resiste discretamente sulla pianta ed ai trasporti; acino grosso o molto grosso, ellissoidale, con buccia di medio spessore, consistente e pruinosa, di un colore giallo dorato, polpa carnosa o croccante, dolce con sapore moscato assai gradevole.
- S. Anna di Lipsia: selezione di una vecchia varietà (Luglienga) diffusa un po' ovunque; è un vitigno d'interesse locale con buone le caratteristiche gustative e per la sua precocità ma inadatto ai trasporti e alla resistenza sulla pianta, perché preda di uccelli e api; acino medio, sferoidale, buccia sottile e pruinosa, di colore giallo-chiaro o verdastro, polpa succosa, dolce, gradevole.
- Sultanina Bianca: cultivar d'origine antichissima, deriverebbe dall'Anatolia da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo orientale; annovera parecchi sinonimi quale Kechmish in Persia, Coufurogo in Grecia, Sultana in Australia e Thompson Seedless in USA che è una selezione diffusa in California; ottima sia per il consumo fresco sia per la preparazione di succhi e distillati; è l'uva per eccellenza destinata all'appassimento; acino medio-piccolo, di forma ovoidale o ellissoidale, polpa croccante, di sapore semplice, zuccherina, assai gradevole, buccia poco pruinosa, sottile ma resistente, di colore giallo-dorato o giallo-chiaro; apirena.
- Victoria: varietà selezionata in Romania da Lepadatu Victoria e Condei Gherghe incrociando Cardinal x Afuz Ali; vitigno molto valido per la sua precocità, la produttività, l’aspetto del grappolo e dell’acino; resiste bene ai trasporti a sulla pianta; acino grosso o medio-grosso (6,6gr), di forma oblunga o ellittica, con elevata resistenza allo schiacciamento e al distacco, di colore giallo e sapore neutro.
- Zibibbo: di origine incerta è diffuso da tempo antico lungo le coste del mediterraneo sembra che il nome derivi dal Capo Zibibb in Tunisia oppure dall'arabo zabeb che significa appassito; è conosciuto con tanti sinonimi come "Moscato d'Alessandria", "Moscato di Pantelleria", Salamanna in Toscana; è una varietà a duplice attitudine dalla quale si ottengono i famosi passiti di Pantelleria e Siciliani; ottima anche da mangiare allo stato fresco; acino grosso o molto grosso, ellissoidale o subsferoidale, con buccia spessa, consistente e pruinosa, di un colore giallo-verdastro o gialloambrato, polpa croccante, dolce con sapore intenso e tipico di moscato.
Altri vitigni da tavola: Schiava, Panse Precoce, Don Mariano, Moscato Giallo, Delizia di Vaprio, Pizzutello Nero.
Le uve destinate all'essiccazione devono avere determinate caratteristiche, in particolare devono essere bianche, ad acini uniformi e a grappolo spargo. Tra le varietà di questo gruppo ricordiamo: Perlette, Flame Seedless, Maria Pirovano, Sultanina Bianca e Ruby Seedless.
La vite presenta una vasta adattabilità al clima e presenta quindi un immenso areale di coltivazione. Negli ambienti viticoli dell'Europa meridionale ed insulare non esiste il problema di un adeguata insolazione in quanto questa risulta più che sufficiente affinché si compia il ciclo biologico della vite, pianta tipicamente eliofila. Se la radiazione solare è in grado di determinare il grado zuccherino o l'epoca di maturazione dell'uva, la temperatura influenza invece tutte le fasi fenologiche della pianta, e può addirittura determinarne la morte.
La vite europea inizia a manifestare danni quando si raggiungono circa i -15°C in inverno e i -5°C in caso di brinate tardive. Le viti americane hanno una soglia di danno ad una temperatura inferiore di 5°C circa, mentre gli ibridi produttori diretti e gli ibridi Vitis vinifera x Vitis amurensis rispettivamente a -25°C e a -40°C nel caso di geli invernali. I danni da eccesso termico riguardano esclusivamente la viticoltura meridionale ed insulare e sono in rapporto anche alla ventosità e in particolare alla presenza dello scirocco, che determina raggrinzimento degli acini fino ad un loro appassimento totale. Nelle zone a bassa piovosità primaverile - estiva è necessaria un'oculata regimazione idrica in modo da conservare nel terreno l'acqua caduta durante l'inverno. La pianta di vite richiede quantitativi diversi di acqua disponibile nelle differenti fasi vegetative. Una scarsa piovosità durante l'inverno induce il risveglio vegetativo, ma i germogli, dopo l'allegagione, in genere cessano di crescere e l'uva, specialmente quella dei vitigni più vigorosi, non arriva a maturazione. Danni più o meno simili si hanno anche a causa della siccità estiva, in quanto viene a mancare la disponibilità idrica proprio nel momento in cui la pianta è particolarmente esigente.
Altrettanto dannose sono le piogge eccessive durante l'estate o l'autunno: nel primo caso si determina la formazione di un prodotto molto acquoso, con basso contenuto di zuccheri ed elevato contenuto di acidi, mentre nel secondo caso vengono particolarmente favoriti gli attacchi di muffa grigia con conseguenze dannose sul vino.
Come il portinnesto, così anche il terreno è in grado di determinare la qualità e la quantità della produzione di uva, sia direttamente (composizione chimica e fisica, colore) sia indirettamente, in relazione ad alcuni fattori, quali la giacitura, l'esposizione, ecc., che possono modificare il microclima di quel determinato ambiente.

Vedi anche:

 

LA PRODUZIONE DI UVA
La produzione di uva da tavola nel mondo è di circa 180 milioni di quintali. I Paesi asiatici, con il 50 % della produzione di uva mondiale, sono i maggiori produttori, mentre la Cina è leader mondiale.
Tra i produttori di uva per il consumo fresco si contano invece i Paesi mediterranei (Turchia, Italia, Spagna, Grecia) e il Cile, gli Stati Uniti, il Sud Africa. Tra le nuove realtà maggiormente produttrici di uva vi è l'Egitto, favorito dalle condizioni climatiche ottimali per l'ottenimento di produzioni di varietà precoci di uve apirene senza semi.
I maggiori quantitativi di uva fresca destinati ai mercati internazionali (lavorazione di uva, esportazione di uva, importazione di uva, commercio di uva, ingrosso di uva, ecc …) provengono dal Cile (per quanto riguarda l’uva senza semi) e dall'Italia: insieme, questi due Paesi contribuiscono a livello mondiale con il 45% della produzione di uva e delle esportazioni mondiali di uva.
La produzione di uva da tavola italiana rappresenta la punta di diamante dell'esportazione di frutta italiana nel mondo. La produzione media nazionale è di circa 14 milioni di quintali di uva, di cui il 70% è prodotto in Puglia. Minori quantitativi si ottengono in Sicilia, coste ioniche della Basilicata, Abruzzo e Lazio.
La produzione di uva in Italia è ancora fortemente orientata verso le varietà con semi, grazie alle straordinarie caratteristiche produttive ed organolettiche della più importante varietà, l’uva Italia, che ha consentito ai produttori di avere un’ottima redditività per oltre un trentennio. È invece al momento trascurabile la produzione di uve apirene destinate al commercio, anche se la tendenza verso la produzione di questa varietà di uva sta crescendo: per quanto riguarda soprattutto la Spagna, essa sta investendo molto sulle varietà di uve senza semi. Le varietà senza semi prodotte in Italia rappresentano invece solo il 5% del totale; Sugraone e Crimson sono le varietà più importanti, seguite a distanza dalle varietà Thompson, Centennial, Sublima ed altre.
Per quanto invece attiene l'export italiano, le uve italiane sono destinate per l'88% a destinazioni interne alla Unione Europea, e solo per il 12% a Paesi extra europei. Il principale acquirente europeo delle uve italiane è la Germania, con oltre 110.000 tonnellate, mentre, per i paesi non aderenti alla UE, spicca la Svizzera, che assorbe oltre 28.000 tonnellate di uva di provenienza italiana.
Le zone di produzione di uva da tavola della Sicilia orientale, rispetto a tutti i Paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, avevano il primato di far maturare prima le uve di Matilde, Cardinal e Victoria. Negli ultimi anni, alcuni Paesi del nord Africa, tra cui l'Egitto, anche grazie a finanziamenti internazionali, hanno impiantato nuovi vigneti con cultivar apirene, ottenendo produzioni con periodi di maturazione anticipati rispetto alla Sicilia.

Vedi anche:

 

LE VARIETA’ DI UVA
Sono innumerevoli le varietà di uva prodotte sia per la lavorazione (vini, sciroppi, succhi, bevande alcoliche) sia per il consumo fresco: tradizionalmente, almeno per quanto riguarda il commercio di uva da tavola, si può optare per l’uva rossa o l’uva bianca. Ma, oltre alle caratteristiche fisiche delle singole uve, anche le qualità organolettiche e le caratteristiche chimiche variano profondamente da una varietà all’altra di uva.
Certo è che la produzione di uva, il commercio di uva, l’ingrosso di uva, l’importazione di uva, l’esportazione di uva e la sua lavorazione, la produzione di uve biologiche e di uve apirene sono settori sempre più in crescita all’interno del mercato ortofrutticolo internazionale e nel settore dell’economia agricola mondiale.
Tutte le uve apirene commercializzate per il consumo fresco, appartengo al gruppo delle stenospermocarpiche; le loro bacche in sezione presentano, in forma variabile, rudimenti di vinaccioli abortiti.
Relativamente alla presenza dei semi, nella vite si possono distinguere tre tipologie di bacche aventi caratteristiche differenti:
Uve con semi - In queste uve il processo fisiologico prevede l'impollinazione del fiore e la successiva fecondazione, due eventi biologici fondamentali per l'allegagione e la formazione di acini con uno o più semi. A questo gruppo appartengono numerose varietà come: UVA Italia, UVA Vittoria, UVA Regina, UVA Red Globe, ecc..
Uve stenospermocarpiche (definite di tipo Sultanina) - In queste uve il processo fisiologico prevede l'impollinazione del fiore, la fecondazione e il successivo aborto del seme. L'acino formato arresta precocemente lo sviluppo e la bacca rimane di dimensioni ridotte. Il breve periodo di sopravvivenza del piccolo seme in fase di crescita è sufficiente tuttavia a fare allegare la bacca e a produrre ormoni stimolatori della crescita (citochinine, gibberelline). Con la morte dell'embrione cessa anche l'azione degli ormoni e per questo motivo la bacca assume uno sviluppo limitato. I semi (vinaccioli) abortiti si atrofizzano e rimangono soltanto piccoli rudimenti di consistenza variabile da erbacea a semilegnosa.
A questo gruppo appartengono le varietà apirene commercializzate: UVA Early Red, UVA Early Gold, UVA Regal, UVA Sugraone, UVA Perlon, UVA Centennial, UVA Thompson, UVA Crimson, ecc. In ogni caso le uve apirene commercializzate non presentano un’apirenia perfetta, e pertanto si dovrebbero definire "uve con seme non percettibile": questo aspetto è evidente anche in altri frutti, ad esempio nelle nuove varietà di angurie "seedless" sono presenti i semi atrofizzati che appaiono di colore biancastro.
Uve partenocarpiche (definite di tipo Corinto) - in queste uve l'impollinazione non è seguita dalla fecondazione. L'allegagione e l'accrescimento dell'acino sono determinati soltanto dall'azione stimolativa ormonale indotta dall'impollinazione che porta le cellule dell'ovario a dividersi e a moltiplicarsi. In queste uve non si ha fecondazione e pertanto, le bacche presentano uno sviluppo molto limitato (dimensioni ridottissime, nettamente inferiori alle uve stenospermocarpiche), forma rotondeggiante, apirenia perfetta e assenza totale di vinaccioli. Attualmente non hanno interesse commerciale.
Tra le innumerevoli varietà di uva da tavola, possiamo ricordare le più prestigiose:

  • UVA CARDINAL: Ottenuta nel 1939 nella Stazione di Orticoltura di Fresno, in California, la Cardinal è considerata una delle migliori varietà di uva precoce, pur manifestando una scarsa resistenza alla manipolazione ed al trasporto. Tale caratteristica si manifesta anche sulla pianta, per cui l'uva Cardinal, una volta raggiunto il grado di maturazione ottimale, va raccolta immediatamente. La varietà di uva Cardinal presenta grappoli abbastanza grandi, allungati, di bell'aspetto e colore rosso violaceo, con una buccia di medio spessore, pruinosa ed una polpa leggermente croccante, dal sapore gradevolmente dolce. È disponibile sul mercato ortofrutticolo da luglio a settembre.
  • UVA DAWN SEEDLESS: Vitigno di uva da tavola apirena, ottenuto a Davis, in California, dal Prof. H. P. Olmo incrociando "Gold x Perlette". Di buona produttività e qualità specialmente per le caratteristiche della polpa che è croccante e dell'epidermide di colore giallo. L'acino, di media grossezza, (3/4 g.), è di forma arrotondata ellittica. Il grappolo è abbastanza grande, di forma piramidale cilindrica, semi serrato, con peso medio di 700 g. circa. Matura a fine luglio, inizio agosto.
  • UVA DIAMANTE: Vitigno, con semi, ottenuto in Argentina, dal Dr. A. Gargiulo. È molto interessante sia per la precocità che per la forma del grappolo ed il gusto della bacca. Questa varietà di uva matura nell'ultima decade di agosto. L'acino, che pesa circa 10/12 grammi, è di forma cilindro- ovoidale, con buccia consistente o quasi, di colore giallo, pruinosa. Il grappolo è grande, con un peso medio di circa 700g., di forma tronco-conica o piramidale, a volte alato con un'ala, abbastanza spargolo. Possiede polpa croccante e succosa di sapore neutro, con ottima resistenza allo schiacciamento.
  • UVA IMPERATRICE: Cultivar ottenuta dal Dr. A. Gargiulo (Argentina) incrociando "Emperor x Sultanina". Il grappolo è da grosso a grossissimo, di forma conico-piramidale, semi spargolo, spesso alato. L'acino è di media grandezza, ovoidale con buccia pruinosa di colore rosa; la polpa, carnosa, ha sapore caratteristico. Apirena o con pochi rudimenti di semi, la qualità dell'uva prodotta da questo vitigno è buona sia per il consumo allo stato fresco nonché per l'industria di conservazione. È a maturazione medio-tardiva (inizio di settembre).
  • UVA ITALIA: È stata ottenuta dal Prof. Pirovano incrociando "Bicane x Moscato d'Amburgo". Per la bellezza dei suoi grappoli, grandi e in giusta misura spargoli, è una delle più apprezzate uve da tavola. È un cultivar di grande vigoria e di ottima fertilità, possiede grappolo grande, conico piramidale, alato con 1 o 2 ali, del peso medio di 600/800 g. tra i più pesanti in assoluto. Gli acini, nei quali sono presenti 2 o 3 semi, sono ovoidali con buccia pruinosa, consistente, di colore giallo dorato e possono essere anche di 12/15 g. o più se viene eseguito il diradamento. La polpa è croccante con delicato e gradevole aroma di moscato; le caratteristiche qualitative sono : zuccheri 14-15%, acidità totale 4,5x1000, pH 3,45. Resiste ottimamente ai trasporti ed alla conservazione. Matura nella seconda - terza decade di agosto; se sotto serra, anticipa la maturazione a fine luglio.
  • UVA MATILDE: Vitigno ottenuto da P. Mauro incrociando "Italia x Cardinal". Il suo grappolo è grande, di forma cilindro conica o piramidale, abbastanza spargolo, con peso medio di 5/600 g. La bacca (con 2 semi) è medio - grande, circa 7/8 g. di forma ovoidale con buccia pruinosa di colore giallo; polpa croccante di sapore aromatico. È di buona vigoria, molto fertile ed ottimo per la precocità e per l'aspetto del grappolo.
  • UVA MELISSA: è una varietà di uva apirena senza semi, ottenuta in California da D. Ramming e R. Tarallo, brevettata con il nome di Melissa e successivamente rinominata Princess seedless. È una varietà che presenta acini cilindrici di colore verde chiaro con leggero sapore di moscato. Matura contemporaneamente alla varietà Thompson. Da alcuni anni è coltivata in Italia in forma sperimentale in alcune aziende viticole della Puglia. Si tratta di una varietà di uva da tavola bianca, molto produttiva, caratteristica per la bellezza del suo aspetto estetico, la dimensione dei suoi acini e la buona conservabilità in frigo e sulla pianta. È disponibile sul mercato da fine agosto. Il grappolo è medio - grande, conico, non troppo compatto. Gli acini si presentano grandi, di forma cilindrica - ellittica, con una polpa croccante di gusto aromatico ed una buccia di colore giallo-verde.
  • UVA MICHELE PALIERI: Vitigno interessante per l’aspetto del grappolo e per la precocità. È stato ottenuto da M. Palieri a Velletri (Roma) incrociando "Alphonse Lavallée x Red Malaga". La forma del grappolo è medio - grande, cilindro piramidale alato, spargolo, con peso medio di 5/600 g. La bacca, con 1 o 2 semi, è di media grandezza (circa 7/8 gr.) ovoidale, con buccia mediamente consistente, pruinosa, di colore nero violaceo. La polpa è croccante, dolce, di sapore neutro. Matura nella prima decade di settembre o anche prima se coltivata in serra.
  • UVA PASIGA: È fra le più interessanti uve da tavola apirene per il consumo allo stato fresco. Ottenuta dal Dr. A. Gargiulo (Argentina) incrociando "Alphonse Lavallée x Sultanina" ha grappolo medio- grosso, di forma conico - piramidale, alato, giustamente spargolo, cone peso medio di 500 g. circa. La qualità è buona: infatti assieme alla discreta dimensione della bacca di colore blu - nero, possiede un acino di circa 4 g. con polpa croccante e piacevolmente dolce. Matura nella seconda decade di agosto.
  • UVA PERLON: Ottenuta dal Dr. A. Gargiulo in Argentina incrociando "Emperor x Perlette". Vitigno di uva da tavola apirena adatta sia per il consumo allo stato fresco, sia per le utilizzazioni industriali. Il suo grappolo è di forma tronco-conica, semi compatto con peso medio di circa 600/700 g. La bacca è di media grandezza, (5 g. circa), ovoidale, con buccia pruinosa di colore violaceo; la polpa h croccante, con semi appena accennati, di sapore neutro, leggermente acidulo. Matura all’inizio di settembre. È tra i vitigni apireni, uno dei più promettenti.
  • UVA PIZZUTELLO BIANCA: varietà di uva bianca da tavola dolcissima, dall’acino molto allungato, con ottime caratteristiche qualitative e molto buona resistenza sulla pianta. Questa particolare varietà di uva è decisamente buona anche per la conservabilità e la resistenza ai trasporti, ed è disponibile da fine agosto a novembre inoltrato. Ha un grappolo di grandezza medio - grande, cilindrico - conico o piramidale, mediamente spargolo, alato e talora acinellato, dal peso di circa 300-400 grammi. Gli acini sono medio - grandi, caratteristicamente allungati ed appuntiti, piriformi, ricurvi a mezza luna, con una buccia leggermente pruinosa, abbastanza sottile ma resistente, di colore verde-gialla o giallo-dorato carico, ed una polpa croccante, a sapore semplice, dolce e molto gradevole.
  • UVA RED GLOBE: Ottenuto a Davis, in California, dal Prof. H.P. Olmo, è un vitigno di uva da tavola con semi molto interessante per l’epoca di maturazione tardiva (terza decade di settembre), ma soprattutto per la sua capacità di resistenza nelle fasi di trasporto, della conservazione in frigo e della commercializzazione. Il grappolo, grande, con peso medio di circa 6/700 g., è di forma cilindropiramidale, alato con 1 o 2 ali, semiserrato. Acino grande, quasi sferico, con buccia pruinosa non molto consistente, di colore rosso bluastro. Polpa croccante di sapore neutro, con caratteristiche qualitative medie.
  • UVA REGINA BIANCA: È originaria dell'Oriente, forse della Siria, ed è, tra le uve da tavola con semi, il vitigno più diffuso; ha molti sinonimi quali: Mennavacca, Regina di Firenze, Dattier di Beyrouth, Rosaki, Bolgar, ecc. Il grappolo è grande, di forma cilindrico - piramidale, spargolo, alato con 1 o 2 ali, con peso medio di 4/500 g. L'acino, medio grande ha forma oblunga - ellittica, con buccia pruinosa, abbastanza spessa, di colore giallo; la polpa è croccante a sapore neutro. Matura nella seconda o terza decade di settembre.
  • UVA REGINA DEI VIGNETI: Vitigno di uva da tavola con semi, ottenuto incrociando "Regina Elisabetta x Perla di Csaba". Il grappolo, da medio a medio- grande, è di forma cilindro conica, alato e semiserrato, con peso medio di 4/500 g. circa. La bacca, del peso di 6/7 g. circa ha forma quasi tondeggiante con buccia mediamente spessa e di colore giallo dorato; la polpa, semi-croccante, è dolce e con leggero sapore di moscato. Cultivar apprezzata per la sua precocità. Matura, se coltivata sotto serra, tra fine giugno e inizio luglio.
  • UVA VITROBLACK 1: Ottenuta nel 1994 da "Vitroplant". E' varietà di uva apirena nera molto produttiva e precocissima. A completa maturazione si presenta nera con ottime caratteristiche organolettiche ed un buon sapore zuccherino.
  • UVA VITTORIA: Ottenuta presso l'Istituto Dragasani (Romania) incrociando "Cardinal x Afuz Alì" e diffusasi inizialmente in Grecia e successivamente in Italia. Il grappolo è medio grande con peso di 6/700 g. a volte alato o con un'ala, semispargolo. L'acino è medio - grosso, di forma oblunga o ellittica con peso di 7/8 g.: buccia pruinosa di colore giallo abbastanza consistente, la polpa è croccante e possiede sapore neutro con zuccheri 15%, pH 3,40 e acidità totale 5,50x1000. Vitigno di uva da tavola con semi, molto apprezzato dai consumatori anche per l'epoca di maturazione: fine luglio, anticipata a inizio-metà luglio, se coltivata sotto serra.

Vedi anche:


UVE APIRENE
In campo europeo ed italiano la maggiore novità nella viticoltura da tavola è costituita dal tentativo di introdurre in maniera significativa le varietà apirene, senza semi, per la sempre maggiore attenzione che il consumatore tende a dare a questa caratteristica.
Il fenomeno dell'apirenia nell'uva consiste nella produzione di acini senza semi: la terminologia è derivante dal nome apirenia, che in greco significa senza semi . dal punto di vista botanico, l’apirenia è il fenomeno naturale che porta alla formazione di acini che si presentano senza semi e, conseguentemente, di dimensioni ridotte rispetto agli acini con seme; queste uve sono conosciute commercialmente come uve apirene,uve senza semi,seedless grape, uvas sin semillas.
Tradizionalmente, l'uva senza semi è stata sempre destinata all'essiccazione per la produzione di uva passa, nota anche con il nome di uva sultanina.
Negli ultimi anni le uve apirene stanno assumendo una importanza commerciale rilevante anche per il consumo di uva fresco accanto alle tradizionali uve con semi.
In alcuni Paesi la richiesta di uve apirene ha addirittura superato quella delle uve con seme: questa gradevole proprietà naturale dell'uva da tavola sta modificando radicalmente i gusti dei consumatori, che, oltre all’uva, gradiscono l’apirenia anche in frutti quali clementine, kiwi, angurie e kaki.
L'apirenia è apprezzata per motivi diversi: la facilità con cui i bambini possono mangiare l'uva, l'eliminazione dell'imbarazzo nell'espellere dalla bocca i semi, la semplicità nella preparazione di dolci e di composte di frutta, la comodità nella preparazione di frutta destinata alla quarta gamma.
Si distinguono tradizionalmente due forme di apirenia:

  • Stenospermocarpia (frutto con semi rudimentali) definita di tipo Sultanina;
  • Partenocarpia (frutto senza semi) definita di tipo Corinto.

Tutte le uve apirene attualmente commercializzate per il consumo fresco appartengono al gruppo delle stenospermocarpiche; le loro bacche in sezione presentano, in forma variabile, rudimenti di vinaccioli abortiti. In queste uve il processo fisiologico prevede l'impollinazione del fiore, la fecondazione e il successivo aborto del seme. L'acino formato arresta precocemente lo sviluppo e la bacca rimane di dimensioni ridotte. Il breve periodo di sopravvivenza del piccolo seme in fase di crescita è sufficiente tuttavia a fare allegare la bacca e a produrre ormoni stimolatori della crescita (citochinine, gibberelline). Con la morte dell'embrione cessa anche l'azione degli ormoni e per questo motivo la bacca assume uno sviluppo limitato. I semi (vinaccioli) abortiti si atrofizzano e rimangono soltanto piccoli rudimenti di consistenza variabile da erbacea a semilegnosa.
A questo gruppo appartengono le varietà apirene commercializzate: UVA Early Red, UVA Early Gold, UVA Regal, UVA Sugraone, UVA Perlon, UVA Centennial, UVA Thompson, UVA Crimson, ecc. In ogni caso le uve apirene commercializzate non presentano un’apirenia perfetta, e pertanto si dovrebbero definire "uve con seme non percettibile": questo aspetto è evidente anche in altri frutti, ad esempio nelle nuove varietà di angurie "seedless" sono presenti i semi atrofizzati che appaiono di colore biancastro.
Gli acini delle uve apirene sono naturalmente di dimensioni ridotte rispetto a quelli con i semi.
È inoltre possibile ottenere anche nelle uve apirene acini di dimensioni maggiori soltanto ricorrendo all'applicazione di ormoni, che inducono lo stesso stimolo alla crescita determinato dagli ormoni naturalmente prodotti dal seme. Anche la tecnica agronomica dell'incisione anulare ha un'azione simile, incrementando la disponibilità di zuccheri e di ormoni che favoriscono la crescita delle bacche.
Gli attori della filiera viticola, come produttori di uva, commercianti di uva, grossisti di uva, importatori di uva ed esportatori di uva, richiedono nelle uve apirene acini con le stesse "grandi" dimensioni delle uve con seme, ritenendo che soltanto in tal modo le uve apirene possano farsi spazio nel mercato dell'uva da tavola. Non si considera però che le uve senza semi, per motivi biologici, sono più piccole.
L'apirenia nell'uva da tavola è un comunque carattere naturale: obiettivo del miglioramento genetico dell'uva deve essere quindi quello di valorizzare ciò che la natura già racchiude e non quello di ottenere, ad ogni costo, apirene con acini di grandi dimensioni, anche ricorrendo a manipolazioni genetiche.
Anche la precocità riveste particolare interesse, stanti le migliori possibilità di collocamento delle uve precoci, così come i requisiti qualitativi dell’uva, riassumibili nell’aspetto regolare del grappolo, nell’elevata dimensione degli acini, nell’uniformità degli stessi e nella colorazione della buccia.
Per l’aspetto gustativo le caratteristiche particolarmente richieste dai consumatori di uva da tavola sono, oltre all’apirenia (uva senza semi), il gusto dolce (buon rapporto zuccheri/acidi del succo), la dotazione aromatica, la croccantezza e la succosità dell’acino, la buccia non coriacea; inoltre la resistenza ai trasporti e la serbevolezza.
In Italia, dopo una stagione 2007 impegnata nel consolidare i mercati esteri acquisiti precedentemente, le uve apirene senza semi hanno nel 2008 raddoppiato il loro volume di produzione.
Tra le varietà di uve apirene coltivate in Italia, le principali sono:

  • UVA APIRENA APULIA ROSE SEEDLESS: Uva da tavola rosso intensa; si tratta dell’ultima varietà di uva senza semi, nata dalla ricerca in Puglia: questa varietà di uva è molto ricca di sostanze nutritive e antiossidanti, a maturazione tardiva, ed è dotata di ottime capacità di frigo-conservazione con una lunga shelf - life per una lunga commercializzazione e resistenza al trasporto. Ha un grappolo medio grosso cilindrico - conico, spargolo, del peso medio di 600-800 grammi. Gli acini sono medi, di forma sferoidale e di colore rosso rubino/intenso, con una polpa abbastanza soda e dolce ed una buona tenuta sul grappolo.
  • UVA APIRENA AUTUMN ROYAL SEEDLESS: Varietà di uva da tavola apirena sempre più apprezzata per il consumo allo stato fresco. È disponibile sul mercato da settembre fino a fine novembre. Ha un grappolo di bell’aspetto, non troppo serrato, dalla forma cilindrico - conica abbastanza lunga, e dal peso di circa 300/ 500 grammi. Gli acini si presentano senza semi o con semi appena distinguibili con un buon peso medio per acino (circa 6 grammi), di forma ovoidale, di colore blu - nera e con una polpa soda non colorata.
  • UVA APIRENA CENTENNIAL SEEDLESS: Uva da tavola bianca, apirena, di origine californiana. Ha un grappolo piuttosto grande, conico - cilindrico, alato e spargolo. Gli acini sono medi, di forma ellittica (abbastanza lunga), dal sapore neutro e dolce, con una buccia leggermente pruinosa, sottile di colore giallo carico, ed una polpa carnosa senza semi. Questa varietà di uva è disponibile sul mercato da fine luglio a metà settembre.
  • UVA APIRENA CRIMSON SEEDLESS: Uva da tavola rosso-violacea caratterizzata da proprietà organolettiche e aspetto uniche che la rendono molto apprezzata dai consumatori. È una varietà di uva dall’ottima conservabilità, ed è disponibile da settembre a dicembre. Ha un grappolo medio grosso del peso di circa 500 – 600 grammi, dalla forma piramidale. Gli acini si presentano di forma allungata, di colore rosso intenso, con una polpa soda e croccante e con caratteristiche gustative eccellenti.
  • UVA DAWN SEEDLESS: Vitigno di uva da tavola apirena, ottenuto a Davis, in California, dal Prof. H. P. Olmo incrociando "Gold x Perlette". Di buona produttività e qualità specialmente per le caratteristiche della polpa che è croccante e dell'epidermide di colore giallo. L'acino, di media grossezza, (3/4 g.), è di forma arrotondata ellittica. Il grappolo è abbastanza grande, di forma piramidale cilindrica, semi serrato, con peso medio di 700 g. circa. Matura a fine luglio, inizio agosto.
  • UVA APIRENA EARLY GOLD®: Varietà apirena, bianca, di recente costituzione ottenuta in Argentina. Grappolo medio grosso del peso di circa 600 gr., di forma piramidale, semplice, giustamente spargolo; acino medio grosso, senza seme, di colore verde-giallo con peso medio di circa 5 – 6 gr., polpa croccante e succosa di sapore dolce. Vitigno di ottima vigoria e soprattutto di produttività elevata con fertilità pari 1,4. La produzione di uva di questa varietà risulta ottima e costante.
  • UVA APIRENA FIESTA: varietà di uva bianca senza semi dolcissima, utilizzata specialmente per la produzione di uva passa.
  • UVA APIRENA MELISSA: è una varietà di uva apirena, ottenuta in California da D. Ramming e R. Tarallo, brevettata con il nome di Melissa e successivamente rinominata Princess seedless. È una varietà che presenta acini cilindrici di colore verde chiaro con leggero sapore di moscato. Matura contemporaneamente alla varietà Thompson. Da alcuni anni è coltivata in Italia in forma sperimentale in alcune aziende viticole della Puglia. Si tratta di una varietà di uva da tavola bianca, molto produttiva, caratteristica per la bellezza del suo aspetto estetico, la dimensione dei suoi acini e la buona conservabilità in frigo e sulla pianta. È disponibile sul mercato da fine agosto. Il grappolo è medio - grande, conico, non troppo compatto. Gli acini si presentano grandi, di forma cilindrica - ellittica, con una polpa croccante di gusto aromatico ed una buccia di colore giallo-verde.
  • UVA PASIGA: È fra le più interessanti uve da tavola apirene per il consumo allo stato fresco. Ottenuta dal Dr. A. Gargiulo (Argentina) incrociando "Alphonse Lavallée x Sultanina" ha grappolo medio- grosso, di forma conico - piramidale, alato, giustamente spargolo, con peso medio di 500 g. circa. La qualità è buona: infatti assieme alla discreta dimensione della bacca di colore blu - nero, possiede un acino di circa 4 g. con polpa croccante e piacevolmente dolce. Matura nella seconda decade di agosto.
  • UVA PERLON: Ottenuta dal Dr. A. Gargiulo in Argentina incrociando "Emperor x Perlette". Vitigno di uva da tavola apirena adatta sia per il consumo allo stato fresco, sia per le utilizzazioni industriali. Il suo grappolo è di forma tronco-conica, semi compatto con peso medio di circa 600/700 g. La bacca è di media grandezza, (5 g. circa), ovoidale, con buccia pruinosa di colore violaceo; la polpa h croccante, con semi appena accennati, di sapore neutro, leggermente acidulo. Matura all’inizio di settembre. È tra i vitigni apireni, uno dei più promettenti.
  • UVA APIRENA SUGRAONE: È originaria della California ottenuta da I.M. Garabanion nel 1963 incrociando "Cardinal x semenzale ignoto". Frequentemente può essere scambiata per la "Centenia". È un vitigno di uva da tavola apirena, ottimo per il consumo allo stato fresco. La qualità dell'uva è elevata, in grado quindi di spuntare buoni prezzi sul mercato. IL grappolo è medio - grande, di forma conica a volte alato, serrato, con peso medio di 500 g. L'acino è di media grandezza (circa 6/7 g. di peso), ovoidale con polpa croccante, carnosa a sapore leggermente aromatico con zuccheri 14%, acidità totale 4x1000, pH 3,80. Buccia pruinosa di colore giallo. Matura tra la terza decade di luglio e la prima decade di agosto.
  • UVA APIRENA THOMPSON SEEDLESS: Uva da tavola bianca senza semi, ottima sia per il consumo fresco sia per la preparazione di succhi e distillati. È una varietà di uva utilizzata tipicamente per l'appassimento, ed è disponibile da fine agosto ad ottobre. Il grappolo è medio - grande, cilindrico - conico, abbastanza compatto o semispargolo, alato, del peso circa di 350-450 grammi. Gli acini si presentano medio - piccoli, di forma ovoidale o ellissoidale, con una polpa croccante,di sapore semplice, zuccherina, assai gradevole, ed una buccia poco pruinosa, sottile ma resistente, di colore giallo-dorato o giallo-chiaro.
  • UVA APIRENA VITROBLACK 1: Ottenuta nel 1994 da "Vitroplant". E ' varietà di uva apirena nera molto produttiva e precocissima. A completa maturazione si presenta nera con ottime caratteristiche organolettiche ed un buon sapore zuccherino.

Esistono molte altre varietà di uve apirene, come BLACK SEEDLESS, BLUSH SEEDLESS, CENTENNIAL SEEDLESS, CORINA, CORRIN SEEDLESS, EARLY RED, IMPERATRICE (RED SEEDLESS), PERLA NERA, RED FLAME, RUBY SEEDLESS, SILCORA.

Vedi anche:

 

IL COMMERCIO DI UVA
Il commercio di uva nel mondo è un commercio da sempre più che fiorente: i consumatori di vino, uva da tavola e prodotti legati alla vite e all’uva sono milioni e milioni, appassionati semplicemente del sapore unico di questo frutto o veri e propri collezionisti dei prodotti dell’uva, come i vini. L’enologia infatti ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, per attrezzature e metodologie. Dagli anni 80 si è aperta alle innovazioni internazionali, prendendo a modello il mercato francese. Oggi le realtà più avanzate nel settore enologico sono rappresentate dai paesi dell’America Latina, dall’Australia e dal Sudafrica. In Europa, invece, è la Romania ad aver subìto intense operazioni vitivinicole. Si tratta di Paesi che vantano indubbie condizioni climatiche ottimali per la vite e che hanno investito molto per apprendere i migliori know-how da terre, come l’Italia, con una consolidata tradizione enologica. Ciò ha comportato, però, non pochi problemi: i tecnici di queste nazioni, infatti, acquisite le metodologie e le tecniche migliori nel settore, le hanno divulgate nel loro paese d’origine.
L’Italia è tra i primi paesi produttori di uva nel mondo, al terzo posto dopo Cina e Stati Uniti: la sua produzione si attesta circa sui 14 milioni di quintali di uva. Per quanto attiene l'export di uva, le uve italiane sono destinate per l'88% a destinazioni interne all’Unione Europea, e solo per il 12% a destinazioni extraeuropei. Il principale acquirente europeo delle uve italiane è la Germania, con oltre 110.000 tonnellate, mentre, per i paesi non aderenti alla UE, spicca la Svizzera, che assorbe oltre 28.000 tonnellate di uva.
Altri Paesi extraeuropei, oltre alla Cina, stanno però affiancandosi in maniera spiccata nel settore viticolo mondiale: tra il 2005 e il 2011, ad esempio, le esportazioni dal Perù di uva fresca hanno mostrato un tasso di crescita medio annuo del 43,7%, passando da 33,9 milioni di dollari a ben 299 milioni, detenendo oggi il primato come maggior paese esportatore di uva nel mondo.
Nel 2010 la produzione di uva da tavola e uva destinata alla vinificazione anche in India è stata stimata intorno a circa 18mila quintali, ovvero l’equivalente della produzione iraniana: questo dato pone l’India al nono posto tra i produttori di uva nel mondo, facendone uno dei pochi paesi al mondo in cui questa produzione è in crescita, come avviene anche in Cina (terzo produttore mondiale), in Turchia (sesto produttore) e in Argentina (ottavo produttore al mondo).

Vedi anche:


UVA BIOLOGICA
Come tutte le colture più commercializzate, anche l’uva oggi è valutata dal punto di vista biologico, in virtù del possibile controllo parassitario con i prodotti fitosanitari a disposizione; l'agricoltura biologica e con questa la produzione di uva biologica, infatti, entrano sempre più nella coscienza del consumatore, poiché si tratta di un'agricoltura di prevenzione che opera soprattutto nel miglioramento della fertilità del terreno, al fine di contenere, ridurre o eliminare i problemi di coltivazione. Esiste attualmente solo il regolamento per la produzione di uve biologiche, con il quale si regolamenta la produzione di uve, secondo le certificazioni del regolamento europeo 2092/91, che definisce anche la stessa agricoltura biologica. Tuttavia ancora non è corretto parlare di vino biologico, in quanto quest’ultimo effettivamente non esiste: può soltanto profilarsi la dicitura “vino prodotto da uve biologiche”.
Coltivando i vigneti per ottenere uva biologica si esclude l’utilizzo di molte sostanze che, oltre a peggiorare la qualità delle uve, ne snaturano la qualità ossia le “distaccano” dal territorio di produzione.
Nei vigneti biologici non è possibile utilizzare erbicidi chimici: in tal modo, oltre a favorire la vita nel vigneto, si crea quella competizione radicale che spesso comporta una favorevole e spontanea riduzione di produzione di uva per ettaro e conseguentemente una migliore qualità delle uve biologiche prodotte.
Ancora, non si possono utilizzare trattamenti antiparassitari endoterapici, cioè che penetrano all’interno della pianta: si evita quindi anche la possibile presenza all’interno degli acini di queste sostanze chimiche, e soprattutto si evitano i dannosi insetticidi chimici.
È vietato anche l’utilizzo di concimi chimici, solitamente a base di azoto, fosforo e potassio, che creano delle vigne vigorose, assetate ed una produzione di uva sempre troppo annacquata, priva di sapore.
Il mantenimento dei paesaggi viticoli in agricoltura biologica e in agricoltura biodinamica risultano più completi: per necessità pratica infatti, la produzione di uva biologica impedisce lo sviluppo troppo intensivo del vigneto, lasciando spazio ad altre culture e soprattutto ai boschi, fonte di insetti ed uccelli indispensabili nel controllo biologico dei parassiti. L’agricoltura biologica e biodinamica, pur riducendo di molto la resa ad ettaro, evita però gli eccessi di produzione di uva, le eccedenze e le successive giacenze e la caduta dei prezzi dell’uva, come sta avvenendo in questo periodo di crisi. È così che oggi tantissime aziende ortofrutticole, che si occupano di produzione di uva, lavorazione di uva, importazione di uva, esportazione di uva, ingrosso di uva, ecc.. hanno valutato come redditizia l’opportunità di coltivare uva biologica, destinata sia al consumo che alla lavorazione per prodotti derivanti da essa.
Sempre di più oggi sono i distributori di uva biologica, fornitori di uva biologica ed i grossisti che si occupano del prodotto biologico: il consumatore moderno infatti oggi dà sempre più importanza alla coltivazione ecologica.
Nella scelta del vitigno in agricoltura biologica si deve fare riferimento agli elenchi delle varietà di uva idonee raccomandate ed autorizzate per ogni singola provincia ed alle indicazioni tecniche previste dai piani di ristrutturazione e riconversione di ogni regione. Una buona pratica è quella di valutare l’interazione tra vitigno, clima e suolo ed in genere preferire vitigni di provata coltivazione. È consigliabile in generale dirigersi verso varietà di uva a maturazione precoce, in grado cioè di sfuggire meglio alla botrite e a condizioni climatiche sfavorevoli, con vigoria contenuta, grappoli tendenzialmente spargoli ed acini con buccia spessa, per una maggior resistenza agli attacchi parassitari.

Vedi anche:


Produttori, aziende agricole, import export DELL’UVA DA TAVOLA, UVA CON SEMI E UVE APIRENE
A tutt’oggi esistono numerose aziende ed imprenditori agricoli che operano attivamente nel settore della lavorazione dell’uva, nel commercio ortofrutticolo o nella vendita di prodotti derivanti dall’uva, tra cui spicca la produzione di uva: si tratta spesso di aziende certificate per la produzione di uva, in possesso di certificazione proveniente dall’UE. Grazie ai nostri annuari FruitNEWSLETTER e MEC Ortofrutticolo (e le relative versioni digitali) ) puoi avere comodo supporto per metterti in contatto ed avere informazioni sulle principali aziende di ortofrutta ed ortaggi.
In particolare puoi trovare un elenco di aziende:

Per questa specifica coltivazione, così rilevante nel settore ortofrutticolo, ti forniamo oggi la possibilità di accedere a zipmec.eu, il più grande motore di ricerca di aziende ortofrutticole di tutto il mondo dove avrai modo di reperire informazioni su

Facilmente consultabili e sempre aggiornati. Si tratta di un elenco di aziende per la produzione di uva, la distribuzione di uva, la vendita di uva, l’import/export di uva, la vendita all’ingrosso di uva, ed in generale di ogni azienda presente sul mercato ortofrutticolo che si interessa di produzione e lavorazione di uva con semi e uve apirene. Oltre alle aziende legate al settore vitivinicolo puoi trovare chiaramente elenchi e dati di tutte le aziende del mercato ortofrutticolo mondiale.
Il MEC Ortofrutticolo descrive tante varietà di uva: esso indica, per ogni varietà specifica di uva, le caratteristiche agronomiche e morfologiche, accompagnate da un’illustrazione del prodotto. Nel catalogo sono riportate le caratteristiche del prodotto, quali forma del grappolo, forma degli acini, colore della buccia e della polpa. Per ogni varietà di uva il MEC Ortofrutticolo presenta l’elenco di aziende che trattano quella specifica varietà di uva, come produttori di uva, rappresentanti di uva, ingrossi di uva, importatori di uva ed esportatori di uva, specificando per ogni azienda ortofrutticola l’indirizzo della sede e l’eventuale sito web per contattare direttamente il produttore e distributore di uva, uva biologica e uve apirene.

Vedi anche:

Zipmec.eu

zipmec.eu

MecOrtofrutticolo.eu

mecortofrutticolo.eu

ZipmecDigital.eu

box_zipmecdigital.eu

Social network Zipmec.com

zip_twzip_fazip_yo





Seguici da subito sui migliori social network per restare sempre aggiornato sulle novità di Zipmec

Varietà ortofrutticole

Sondaggi

Come ci hai trovati?




Risultati

Follow Us