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Insalate - storia, produzione, commercio

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INSALATA
Con il termine “insalata” si designa genericamente un gruppo di ortaggi a foglia consumati prevalentemente crudi. Spesso invece, nella terminologia comune, il termine insalata ha assunto il significato di un vero e proprio piatto realizzato con più verdure fresche, condite o meno: l’accezione a cui noi facciamo riferimento in questo breve trattato sull’insalata è invece la prima.
La maggior parte delle insalate si può suddividere in tre famiglie botaniche: le CICORIE, che comprendono la sottocategoria dei radicchi, le INDIVIE e le LATTUGHE.
A queste principali famiglie botaniche si affiancano poi numerosissime altre tipologie di insalata a foglia cruda, come erbe di campo (crispigne, il tarassaco, la borragine), fiori ecc..

Mangiare insalata ogni giorno rappresenta una sana abitudine per una dieta corretta, mirata al benessere e alla salute dell’organismo. L'insalata verde, cioè la tipologia di insalata più comune e maggiormente conosciuta sul mercato ortofrutticolo internazionale, è presente nei menù di quasi ogni ristorante, per la notevole importanza che riveste nella dieta quotidiana di ciascuno di noi.
L’insalata è una tipologia di verdura fresca molto poca calorica, con solo 25 Kcal, dalle mille proprietà benefiche: nonostante esistano moltissime varietà di insalata, la composizione alimentare di questa verdura fresca varia di pochissimo.
In generale, l’insalata ha una parte edibile pari all’80-90% dell’intero cespo di foglie, è ricca di acqua e di sali minerali come il potassio, l’insalata ha pochissimi carboidrati, nessun grasso e poche proteine. Anche l’apporto vitaminico dell’insalata non è apprezzabile. Una tipica caratteristica dell’insalata è la sua voluminosità, che si traduce in un maggior potere saziante all’atto del pasto: mangiare insalata prima del pasto è un’ottima abitudine e un buon rimedio per coloro che devono sottostare a regimi dietetici ipocalorici; essendo povera di calorie e ricca di fibre, infatti, l’insalata prepara al pasto dando contemporaneamente un senso di sazietà immediato, anche se non duraturo.
Le insalate a foglia verde contengono all’incirca lo stesso quantitativo di agenti protettivi, come vitamine e sali minerali. È bene preferire sempre la parte verde dell’insalata rispetto a quella bianca, perché molto più ricca di caroteni, principali precursori della vitamina A. Come accennato, le fibre cellulosiche dell’insalata sono già di per sè ricche di molta acqua, e, per questo motivo, non si rigonfiano più di tanto nell’intestino, diversificandosi molto dalle proprietà di altre fibre, come ad esempio quelle derivanti dai cereali, che aumentano la massa fecale.

Il contenuto vitaminico dell’insalata dipende molto dalla sua freschezza, mentre il contenuto di sali minerali dipende dal fatto che l’insalata non sia lasciata troppo a lungo a bagno: rimane tuttavia importante lavare accuratamente l’insalata a causa dei probabili concimi e additivi chimici che vengono utilizzati per coltivare questi ortaggi, ad eccezione delle insalate biologiche, per le quali non vengono utilizzate nella coltivazione sostanze chimiche.

Il sapore di questi ortaggi freschi, di per sé non saporito, può essere arricchito con una limitata quantità di olio d’oliva, preferibilmente extravergine, o con svariate erbe aromatiche quali estragone, erba cipollina, pepe, aglio e cipolla, aromi che amplificano il sapore dell’insalata senza il bisogno di eccedere con l’utilizzo di olio, dannoso per il nostro corpo se consumato in eccessive quantità a causa del forte contenuto di lipidi che lo costituisce.

Mangiare insalata fa bene per il contenuto di fibra, che può ridurre i livelli di colesterolo e prevenire la stipsi o stitichezza: la fibra dà inoltre una sensazione di sazietà, con la conseguenza di mangiare meno ed il vantaggio di non ingrassare. Mangiare insalata infatti contribuisce a diminuire calorie, senza inficiare il grado di soddisfazione dell’appetito. Mangiare insalata porta benefici anche per la salute, grazie al contenuto di antiossidanti: nelle insalate verdi infatti vi sono una serie di potenti antiossidanti (vitamina C ed E, acido folico, licopene, e alfa-e beta-carotene), sostanze che contribuiscono a proteggere l'organismo da danni provocati da molecole dannose chiamati radicali liberi. Per anni, i ricercatori hanno rilevato un legame tra alimenti come frutta fresca e verdura fresca e minori rischi di molte malattie, in particolare il cancro. Inoltre, un recente studio, condotto dal National Cancer Institute, ha rivelato che le persone che hanno diete ricche di verdura fresca, ed in particolare di insalata, hanno un più basso rischio di sviluppare tumori, soprattutto per coloro che abusano di sostanze alcoliche e fumo di sigaretta.

All’acquisto dell’insalata sul mercato ortofrutticolo fresco o attraverso i prodotti ortofrutticoli confezionati di quarta gamma è bene controllare sempre che i colori siano vivaci, le foglie turgide, croccanti e non alterate da insetti; è inoltre importante non lasciare mai le diverse varietà di insalata negli involucri sigillati, poiché marcirebbero in breve tempo. La soluzione ideale è sistemare l’insalata in un contenitore coperto con un panno inumidito e riporle in un cassetto del frigorifero dove l’aria riesca a circolare.
Le insalate si conservano al massimo per 3-4 giorni, ad eccezione del radicchio rosso, un po’ più resistente in termini di tempo.

L’insalata nel mondo ha acquisito sempre maggior rilievo: numerosissime sono oggi le aziende produttrici di insalata, le aziende certificate per la produzione di insalata, i produttori di insalata, le aziende produttrici di insalata biologica, le aziende che si occupano di commercio di insalata (confezionamento di insalata e prodotti di quarta gamma a base di insalata), i distributori di insalata, gli importatori di insalata, gli esportatori di insalata ed i grossisti di insalata.

Vedi anche:

 

LA STORIA DELL’INSALATA

L’INSALATA ha origini piuttosto incerte: sembra essere originaria dell’Oriente, anche se è accreditata l'ipotesi che essa provenga dalla Siberia. Questa verdura fresca era già conosciuta dagli antichi egizi; i medici greci antichi credevano che l’insalata, ed in particolar modo la lattuga, potesse avere una leggera azione soporifera.
Come annoverano Plinio e Columella, l’insalata era già conosciuta e coltivata dai Romani, che, ritenendola piuttosto insipida, preferivano consumarla associandola a foglie aromatizzanti di ruchetta (Eruca sativa). Essi promossero la coltivazione di insalata in tutto l'Occidente, attribuendole svariate virtù terapeutiche.
Fino al Rinascimento la produzione di insalata interessò pochissime varietà, che fecero poi registrare un netto incremento a partire dal 1600, in seguito all'avvento di una nuova tecnica che consentì la coltura forzata di questi vegetali.
Cristoforo Colombo, durante gli anni della scoperta dei Nuovi Mondi (1492-1495), pare abbia “esportato” la lattuga nelle Americhe, con un successo straordinario della coltura. Il fatto certo, comunque, è che l'insalata sia una verdura antica, soprattutto in Italia, tanto da essere usata in molti dialetti in senso metaforico; spesso inoltre in Italia, per ogni varietà di insalata prodotta, corrisponde nelle diverse regioni un nome «locale».
La storia dell'insalata si confonde con quella stessa dell'alimentazione perché non esiste area culturale nel mondo in cui questa tipologia di verdura fresca cruda, più o meno insaporita, non si sia usata in qualche misura.
Nel settore ortofrutticolo mondiale vengono prodotte innumerevoli varietà diverse di insalate, tanto che, ad oggi, l’insalata risulta tra gli ortaggi freschi che conta tra il maggior numero di varietà prodotte e commercializzate sul mercato ortofrutticolo internazionale. Numerosissime sono oggi le aziende produttrici di insalata, le aziende certificate per la produzione di insalata, i produttori di insalata, le aziende produttrici di insalata biologica, le aziende che si occupano di commercio di insalata (confezionamento di insalata e prodotti di quarta gamma a base di insalata), i distributori di insalata, gli importatori di insalata, gli esportatori di insalata ed i grossisti di insalata: la scelta varietale così ampia ha così notevolmente incrementato la concorrenza tra i Paesi nel mondo (appartenenti all’Unione Europea e non) per le produzione di insalata ed il commercio di insalata.

Vedi anche:

 

LE PIANTE DI INSALATA

A partire dal mese di febbraio, fino alla fine dell'estate, si possono seminare le insalate da taglio: come abbiamo detto, si tratta di varietà di insalate diverse tra loro, dalla lattuga all'indivia, dal radicchio alla catalogna, che vengono seminate a scalare, ogni 15-20 giorni, su piccoli appezzamenti di terreno, e vengono raccolti tagliando le foglie alla base, quando sono alte dai 5 ai 10 cm: tagliare le varietà di insalata in questo periodo infatti, quando le insalate risultano ancora delicate e croccante, con piccole foglie sottili e gustose, incentiva il commercio ed il consumo di insalata sul mercato ortofrutticolo internazionale.
Verso la fine dell'inverno tutto l'orto o la serra in cui si è stabilito di coltivare l’insalata dovrebbe essere già pronto per la semina, ed in ogni caso sgombro da altre piante di verdura fresca od ortaggi in via di disseccamento e da eventuali esemplari di infestanti. Nelle coltivazioni di insalata estivo - autunnali, a seconda delle varietà di insalate prodotte, si semina da giugno a settembre. La semina dell’insalata può essere eseguita con diverse tipologie di coltura: la semina in pieno campo, la semina in semenzaio, la semina in serra, ecc...
Nella semina diretta in pieno campo di insalata, vista la stagione, è molto importante mantenere il terreno costantemente umido: per la germinazione dei semi delle piante di insalata infatti l'acqua riveste un'importanza fondamentale; occorre pertanto evitare che il terreno destinato alla coltura di insalata si asciughi, annaffiando ogni volta che il substrato sembra eccessivamente asciutto, fino a totale germinazione dei semi.
La profondità di semina dell’insalata è di 1 o 2 cm al massimo, mentre la distanza tra le file può variare tra i 30 e i 50 cm, oppure, sulla fila stessa, di circa 5-10 cm.
Quando le piante di insalata hanno sviluppato 7-8 foglioline, è necessario procedere al diradamento, lasciandole ad una distanza finale di 20-30 cm; nel caso di semina in semenzaio il trapianto va eseguito quando le piante hanno raggiunto lo stesso livello di sviluppo, avendo cura di mantenere le piante di insalata in luoghi ombreggiati e freschi, con costante irrigazione di acqua. Alcune varietà di insalata possono imbiancare in modo naturale all’interno del cespo stesso, e quindi essere naturalmente pronte al consumo senza ulteriori interventi da parte del produttore di insalata, del coltivatore di insalata o dell’azienda ortofrutticola che tratta la produzione di insalata; in altri casi, invece, è necessario un intervento apposito per l’imbiancatura: sono i casi dell’endivia, una varietà di insalata le cui foglie, all’esterno del cespo, vengono riunite e legate insieme 15-20 giorni prima della raccolta, in modo da permettere l’imbiancamento del cuore, e il caso dei radicchi, varietà di insalata che, per avere un imbiancamento completo, devono essere potate e stratificate in sabbia umida fino alla formazione di un nuovo grumo.
L’imbiancamento dell’insalata ne migliora le caratteristiche organolettiche: si otterranno quindi varietà di insalata più dolci e croccanti, anche se tale processo limita in parte le caratteristiche nutrizionali delle insalate.
Le piante di insalata temono molto il freddo: la protezione di esse contro le basse temperature è quindi un accorgimento indispensabile se si vuole protrarre la raccolta delle diverse varietà di insalata il più possibile durante l’inverno. La soluzione più semplice ed economica, che tanti produttori di insalata, distributori di insalata ed aziende ortofrutticole che trattano insalata adottano, consiste nel coprire le piante di insalata con del “tessuto non tessuto”; un’alternativa valida alla protezione delle piante di insalata alle basse temperature è anche ricorrere a delle serre fredde, alle quali si può aggiungere della paglia a protezione dei cespi. L’insalata da taglio, l’insalata da consumo fresco e l’insalata da cespo si raccolgono non appena le foglie hanno raggiunto i 5-8 cm di altezza, circa dopo 40 o 60 giorni dalla semina della varietà di insalata scelta: in genere non si diradano le piantine, ma le si lascia sviluppare liberamente, prelevando periodicamente la quantità necessaria per il consumo immediato.
Per evitare che con il tempo le foglie di insalata diventino coriacee si ripete l'operazione di semina ogni 10-20 giorni, su appezzamenti di terreno vicini; quando le foglie cominciano ad essere della misura giusta nel nuovo appezzamento il precedente può essere rilavorato e sarà pronto per una nuova semina: in questo modo moltissimi produttori di insalata, aziende ortofrutticole che si occupano della coltivazione di insalata ed in generale ogni attività che si occupa di produzione di insalata riescono a gestire sul mercato ortofrutticolo internazionale un continuo approvvigionamento di insalata fresca, che arriva sulle tavole dei consumatori molto fresca e croccante.
Per quanto riguarda le avversità della pianta di insalata, esistono diverse patologie d’origine fungina che possono interessare il grumolo (sclerotinia, antracnosi, peronospora); altri ospiti animali indesiderati (infestanti e parassiti) possono essere le limacce, i topi, gli afidi ed alcuni insetti terricoli che possono provocare seri danni ai seminati di insalata.
Le prevenzioni effettuate dai produttori di insalata, dai distributori di insalata, dalle aziende ortofrutticole che producono insalata biologica e dalle aziende ortofrutticole produttrici di insalata biologica consistono in più tecniche, tra cui vi sono una rotazione adeguata tra le colture ortofrutticole (verdura fresca ed ortaggi freschi alternati), l’evitamento di ristagni idrici e di semine di insalata troppo fitte, le irrigazioni regolari e costanti dei terreni dedicati alla produzione di insalata e alla produzione di insalata biologica, l’asportazione dei residui di prodotto ortofrutticolo infetto ed infine le concimazioni azotate o effettuate con prodotti rameici (non per le aziende produttrici di insalata biologica, per le quali i trattamenti a base di sostanze chimiche sono vietate dai regolamenti di certificazione dell’Unione Europea).
Vedi anche:

 

 

LE VARIETA’ DI INSALATA

Esistono sul mercato ortofrutticolo internazionale numerosissime varietà di insalata, dalle specie e forme diverse, dai caratteristici colori e dalle distinte tecniche di coltivazione.
Come prima accennato, la maggior parte delle piante di insalata si può suddividere in tre grandi famiglie botaniche: le insalate cicorie, le insalate indivie e le lattughe.
La produzione delle diverse varietà di insalata in tutto il settore ortofrutticolo non ha interruzioni nel corso dell’anno: alcune varietà di insalata infatti sono prettamente invernali (indivia riccia, indivia scarola, radicchi), altre sono tipicamente primaverili - estive (lattuga cappuccio, lollo, trocadero), ed altre ancora estive - autunnali (lattuga a costa lunga, iceberg).

INSALATE CICORIE: la specie delle insalate cicorie comprende numerose varietà molto diverse tra loro, in genere a raccolta autunnale o invernale.
La cicoria comune (Cichorium intybus) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteracee: essa può avere coltivazione annuale, biennale o perenne. La cicoria è molto diffusa allo stato spontaneo, nei campi, dove è possibile apprezzarne i fiori, di color azzurro intenso.
Il caratteristico sapore amarognolo di questa varietà di insalata è particolarmente gradevole nelle piante giovani, che sono quindi da preferire al momento dell’acquisto. La varietà di cicoria rossa o radicchio rosso può essere consumata crudo nelle insalate oppure cotta, grigliata o stufata.
Il radicchio rosso è considerato molto pregiato, tant'è gli è stata riconosciuta la certificazione IGP. L’insalata cicoria è normalmente distinta in:

  • CICORIA VERDE. Le varietà di cicoria verde più diffuse sono:

 

  • CICORIA URANUS F1 PAN DI ZUCCHERO: Varietà di cicoria verde ibrida, le cui piante sono perfettamente cilindriche e le foglie permettono di conservare il prodotto per molto tempo. Si tratta di una pianta di insalata cicoria alta fino a 40 cm, dal bellissimo color verde. È una pianta resistente al freddo. Si raccoglie a 80 giorni dal trapianto.
  • CICORIA PLUTO F1 BIANCA DI MILANO: Varietà di cicoria verde che si coltiva da marzo fino ad ottobre. Si tratta di una pianta di insalata cicoria dalla maturazione precoce, con foglie lunghe ed avvolgenti, veramente saporite. Pianta molto rustica e resistente alle malattie. Si raccoglie a circa 55 giorni dal trapianto.
  • CICORIA CAPOTTA O MANTOVANA BIANCA A PALLA: Ottima varietà di insalata cicoria, caratterizzata da foglie larghe ed arrotondate di colore biondo chiaro che formano un cappuccio bianco e compatto. Molto resistente al freddo. Si raccoglie a 90 giorni dal trapianto.
  • CICORIA CASTELLANO VARIEGATA DI CASTELFRANCO PRECOCE: varietà di cicoria le cui foglie esterne sono di colore verde chiaro, con punteggiature rosse che si evidenziano sempre più con l'arrivo del freddo. A cominciare dal mese di ottobre è possibile procedere alla legatura alla sommità delle foglie per imbiancare il cuore, che risulterà di colore giallo crema variegato di rosso. Si raccoglie a 80 giorni dal trapianto.
  • CICORIA LUCREZIA VARIEGATA DI CASTELFRANCO TARDIVA: Ottima varietà di cicoria adatta per raccolte invernali. Le foglie esterne sono di colore verde chiaro con punteggiature rosse che si evidenziano sempre più con l'arrivo del freddo. A cominciare dal mese di ottobre è possibile procedere alla legatura Alla sommità delle foglie per imbiancare il cuore, che risulterà di colore giallo crema variegato di rosso. Si raccoglie a 100 giorni dal trapianto.
  • CICORIA ADRIA VARIEGATA DI CHIOGGIA PRECOCE: varietà di cicoria di altissima qualità, a ciclo precoce. Molto resistente al freddo. Presenta un cespo di notevole pezzatura, con foglie di colore verde-giallognolo e screziature rosse. Ideale per produzioni invernali da gennaio e oltre. Arriva facilmente a 700/800 gr. di peso. Si raccoglie a 90 giorni dal trapianto
  • CICORIA MARINA VARIEGATA DI CHIOGGIA TARDIVA: varietà di cicoria di altissima qualità a ciclo tardivo e molto resistente al freddo. Presenta cespi di notevole pezzatura, con foglie di colore verde-giallognolo e screziature rosse. Si tratta di una pianta di insalata adatta per produzioni invernali da gennaio e oltre. Arriva facilmente a 800/1000 gr. di peso. Si raccoglie a 120 giorni dal trapianto.
  • CICORIA VARIEGATO DI LUSIA PRECOCE: varietà di cicoria le foglie, a maturazione completata, sono di color verde molto chiaro con variegature rossastre. Le foglie formano un cappuccio del peso di circa 300-400 gr. La varietà precoce si raccoglie a 60 giorni dal trapianto.
  • CICORIA VARIEGATO DI LUSIA TARDIVO: varietà di cicoria le cui foglie, a maturazione avvenuta, sono di colore verde molto chiaro con variegature rossastre. La pianta presenta un cappuccio del peso di circa 400-600 gr. La varietà tardiva si raccoglie a 90 giorni dal trapianto.
  • CICORIA BIANCA INVERNALE SEL. CAVARZERE: varietà di cicoria di altissima qualità a ciclo tardivo, estremamente resistente al freddo intenso. presenta cespi di notevole pezzatura, del peso fino ad 1 kg, con foglie di colore verde chiaro con screziature rosse. Ideale per raccolte invernali. Si raccoglie a 100/120 giorni dal trapianto.
  • CICORIA ROSSA o RADICCHIO : Le cicorie a foglia rossa o variegata, comunemente chiamate radicchi, sono oggi la varietà più diffusa. Nella loro coltivazione si utilizza in genere un metodo particolare, la forzatura, una serie di operazioni che servono a conferire all’ortaggio il caratteristico colore: si estirpano le piante con la radice e se ne recidono le foglie sopra il colletto; le piante, conservate in mucchi, generano nuove foglie dal caratteristico colore rosso.

 

Il suo nome comune Radicchio deriva dal latino radicula, diminutivo di radice.
Sul mercato ortofrutticolo internazionale se ne riconoscono 2 varietà piuttosto pregiate: il radicchio rosso di Treviso, di forma allungata e dalle foglie molto carnose, e il radicchio di Chioggia, di forma globosa. Tipico del radicchio, come del resto di tutte le insalate cicorie, è il sapore amarognolo che è dovuto alla presenza dell'acido cicorico.
Il radicchio Rosso Tardivo ha foglie piuttosto lunghe e affusolate, e, se consumato crudo, è molto croccante; tuttavia esso essere consumato anche cotto ai ferri o fritto in padella.
Il radicchio rosso di Treviso è considerato molto pregiato, tanto da essergli stato riconosciuto dall’Unione Europea la certificazione I.G.P. .

Le varietà di cicoria rossa più diffuse sono:

  • CICORIA ROSSA DI VERONA PRECOCE: varietà di radicchio del tipo "Cotogna Veneta", con cespo tondo ovale, foglie di un bel rosso vivo, con nervature anche molto visibili. La varietà precoce si raccoglie a 80 giorni dal trapianto.
  • CICORIA ROSSA DI VERONA TARDIVA: varietà di radicchio del tipo "Cotogna Veneta", con cespo tondo ovale, foglie di un bel rosso vivo, con nervature bianche molto visibili. Il peso di questa varietà di cicoria rossa è di circa 400 grammi. Si tratta di una pianta di insalata molto resistente al freddo. La varietà tardiva si raccoglie a 100 giorni dal trapianto.
  • CICORIA ORCHIDEA ROSSA PRECOCISSIMA: varietà di radicchio apprezzata dagli amatori per la sua precocità e per il suo bellissimo colore rosso vinato. Il cespo di questa varietà di cicoria rossa è molto grosso, simile ad una lattuga e leggermente aperto. Varietà ideale per i climi più freddi. Si raccoglie a 50 giorni dal trapianto.
  • CICORIA PERSEO ® PALLA ROSSA PRECOCISSIMA: varietà di radicchio a ciclo precoce, dal colore rosso brillante, con un cespo tondo e compatto. Si tratta di un’ottima varietà di insalata, adatta a colture anticipate in pieno campo (ma è consigliabile proteggere le piante con tessuto non-tessuto). Si raccoglie a 55 giorni dal trapianto. Peso 3/400 grammi.
  • CICORIA ZEUS® PALLA ROSSA PRECOCE: varietà di radicchio precoce dai cespi voluminosi che raggiungono anche i 400 grammi di peso. Il cespo si presenta di un bellissimo color rosso scuro, con venature bianchissime. Varietà di insalata resistente al freddo. Si raccoglie a 70 giorni dal trapianto.
  • CICORIA 3040® PALLA ROSSA MEDIO PRECOCE: varietà di radicchio precoce, dai cespi voluminosi che raggiungono anche i 400 grammi di peso. Il cespo si presenta color rosso scuro con venature bianchissime. Si tratta di una varietà di insalata resistentissima al freddo. Si raccoglie a 80 giorni dal trapianto.
  • CICORIA 4050® PALLA ROSSA MEDIO TARDIVA: varietà di radicchio tardiva, dai cespi voluminosi che raggiungono anche i 500 grammi di peso, di color rosso scuro con venature bianchissime. Si tratta di una varietà di insalata resistentissima al freddo. Si raccoglie a 90 giorni dal trapianto.
  • CICORIA 506® PALLA ROSSA TARDIVA: varietà di radicchio tardiva, con cespi voluminosi che raggiungono anche i 500 grammi di peso, di un color rosso scuro con venature bianchissime. Si tratta di una varietà di insalata resistentissima al freddo. Si raccoglie a 110 giorni dal trapianto.
  • CICORIA APUS® ROSSA DI TREVISO PRECOCE: varietà di radicchio di Treviso precoce, i cui cespi si presentano di un bel colore rosso scuro, che incappucciano prima di a maturare. Media resistenza al freddo. Si raccoglie a 80 giorni dal trapianto.
  • CICORIA SILE® ROSSA DI TREVISO TARDIVA: varietà di radicchio le cui foglie sono sottoposte a forzatura. Questa varietà di insalata cicoria matura dopo circa 15 gg: si eliminano le foglie esterne e si pulisce la radice lasciandone un pezzo di 5/7 cm. Raccolta a 110 giorni dal trapianto.
  • RADICCHIO GIOVE: varietà di radicchio lungo che apre la stagione primaverile. Si tratta di una pianta di insalata cicoria rossa di pezzatura elevata e dal colore rosso ciliegia brillante, con un gusto giustamente amaro senza eccessi ed una costa completamente bianca, croccante al palato. Ha una costolatura originale per un radicchio lungo.

 

  • CICORIA CATALOGNA: è una varietà di insalata cicoria, chiamata anche, in alcune zone d'Italia, cicoria asparago, e le cui foglie ricordano quelle del tarassaco. Essa si distingue dalle altre varietà d'insalata per il tipico sapore amaro, dato da uno zucchero particolare contenuto nelle foglie lunghe e strette.

La cicoria catalogna può essere consumata cruda come insalata o nel pinzimonio, ma è ottima anche cotta.
In commercio se ne trovano generalmente due tipologie; una a foglie verdi e frastagliate (adatta alla cottura) e una a costa larga e bianca o a puntarelle: i germogli della pianta di cicoria catalogna, chiamate anche “puntarelle”, vanno consumate crudi.
La cicoria catalogna è un'insalata caratterizzata da un buon contenuto di fosforo, calcio e vitamina A; essa ha ottenuto anche alcuni riconoscimenti con certificazioni provenienti dall’Unione Europea: la regione Lazio (Italia) ha ad esempio inserito questo tipo di insalata fra i prodotti agroalimentari tradizionali, come anche la regione Veneto, a cui è stato riconosciuto il prodotto tipico cicoria catalogna di Chioggia.

Le varietà di cicoria catalogna più diffuse sono:

  • CICORIA CLIO F1 CATALOGNA DI CHIOGGIA: Varietà di cicoria verde ibrida, che è possibile coltivare durante tutto l'arco dell'anno. Si tratta di una pianta eretta e vigorosa, dalla costa larga e bianca, con foglie abbastanza frastagliate. Si raccoglie a 60 giorni dal trapianto.
  • CICORIA GALATINA CATALOGNA A PUNTARELLE: Varietà di cicoria verde dal cespo molto voluminoso. Si tratta di una pianta le cui foglie vengono consumate cotte, mentre i germogli centrali, chiamati "grugni", si consumano crudi e sono gustosissimi. Si raccoglie a 60 giorni dal trapianto.

 

  • INSALATE INDIVIE: Varietà di insalata ormai sempre più presente sulle tavole dei consumatori. Si tratta di una tipologia di insalata utilizzata anche come ingrediente fondamentale nelle insalate preparate dalle aziende di trasformazione della quarta gamma.

È una pianta erbacea, simile alla cicoria, indicata anche con il termine di cicoria riccia, e tipica dei mesi invernali (anche se reperibile nel corso di tutto l’anno). Le piante di indivia presentano cespi appiattiti, con le foglie verdi inserite in un breve fusto tenero. La parte centrale, detta cuore, è di colore più chiaro, tendente al giallo.
Le insalate indivie si dividono in due gruppi: le indivie crispum ricce e le indivie latifolium o scarole.

  • INDIVIA CRISPUM RICCIA: si tratta di una tipologia di insalata indivia facilmente riconoscibile per le foglie crespate e molto frastagliate, che devono essere compatte e ben turgide anche all’esterno. L’indivia riccia viene sempre consumata cruda, meglio ancora se combinata con altre varietà di insalata, alle quali aggiunge un delicato tocco amarognolo e una certa ruvidezza, che potrebbe tuttavia risultare eccessiva quando viene consumata da sola.

Diverse sono le varietà di indivie ricce che assicurano una continuità di prodotto con elevata attitudine alla trasformazione industriale per la quarta gamma e al confezionamento di insalata.
Tra la varietà di cicoria riccia maggiormente commercializzate vi sono:

  • INSALATA DUCALE RICCIA A CUORE PIENO: Varietà di indivia riccia caratterizzata da cespi molto pesanti e da un bellissimo cuore pieno. Se legata, il cuore di questa varietà di insalata diventa ancora più bianco e croccante. Presenta foglie finemente frastagliate e molto croccanti. Si raccoglie a 60 giorni dal trapianto.
  • INDIVIA WALLONE GIGANTE DEGLI ORTOLANI: Varietà di indivia riccia caratterizzata da cespi molto pesanti e da foglie molto allungate. Si tratta di una varietà piuttosto resistente al freddo. Si raccoglie a 70 giorni dal trapianto.
  • INDIVIA SAMOA BIONDA A CUORE PIENO: varietà di indivia riccia dal cespo voluminoso, con foglie spesse di colore verde biondo ed un cuore pieno che imbianca facilmente. È una varietà adatta a raccolte estivo -autunnali. Si raccoglie a 60 giorni dal trapianto.
  • INDIVIA ARTICA ASCOLANA: varietà di indivia riccia dal cespo vigoroso e voluminoso, con foglie grandi e spesse con cuore pieno auto-imbiancante. È la varietà che resiste di più al freddo. Si raccoglie a 80 giorni dal trapianto.
  • INDIVIA RICCIA PANCALIERI: varietà di indivia riccia molto rustica, adatta alla coltura a pieno campo, con una semina estiva per il consumo in autunno-inverno. Il cespo è voluminoso, rigoglioso, espanso; presenta un cuore a rosetta, compatto, serrato.
  • INDIVIA BIANCA RICCIA DA TAGLIO detta anche ENDIVIETTA BIONDA: varietà di indivia riccia con foglie abbastanza suddivise e arricciate di colore giallo-chiaro/giallo-avorio
  • INDIVIA VERDE RICCIA DA TAGLIO O ROMANESCA: varietà di indivia riccia con foglie più sviluppate in altezza rispetto alla varietà precedente e ricciute, di colore verde intenso, e con la costolatura centrale più chiara
  • INDIVIA RICCIA DORANA: varietà di indivia riccia dal ceppo compatto, molto omogeneo e voluminoso ad elevata percentuale della parte imbiancata che garantisce poco scarto di lavorazione e rese commerciali elevate. Varietà adatta sia al mercato fresco che alla quarta gamma.
  • INDIVIA RICCIA MIDORI: varietà di indivia a ciclo estivo, a coste larghe e a ricciatura fine, cespo ad alto speso specifico, di buon volume, fondo piuttosto arrotondato.
  • INDIVIA RICCIA SNOOPIE (S&G): varietà di indivia riccia dalla pianta precoce, con un cespo di media grandezza, di colore verde scuro con parte interna giallo chiaro
  • INDIVIA RICCIA WOODIE (S&G): varietà di indivia riccia dalla pianta precoce, con un cespo di media grandezza, di colore verde scuro con parte interna giallo chiaro, mediamente sensibile alla salita a seme
  • INDIVIA RICCIA MYRNA: varietà di insalata indivia riccia di origine italiana, a ciclo medio tardivo, molto affidabile e rustica, dal colore giallo intenso che può risultare interessante per la quarta gamma.

 

  • INDIVIA SCAROLA: Nelle indivie scarole, dalla primaverile "Tarquinis", attraverso la estiva "Bomber", alle autunnali "Dimora" e Seance", alla invernale "Santel" e per finire alla primaverile precoce "Quartana", si garantisce un approvvigionamento completo del prodotto ortofrutticolo dell’insalata indivia durante tutto l’arco dell’anno: con le introduzioni delle nuove varietà alcune caratteristiche di rusticità, sanità della pianta e produttività tipiche delle tipologie autunnali ed invernali si ritrovano infatti tutto l'anno.

L'indivia scarola (Cichorium endivia latifolium) è probabilmente la più importante fra tutte le indivie, sia per quanto riguarda l'aspetto qualitativo sia per quanto concerne la sua diffusione. Secondo alcune fonti, questo tipo di insalata cicoria sarebbe originario dell'India e si distingue dalla cicoria propriamente detta per la forma del cespo più aperta. La pianta si presenta con foglie larghe e lisce, con bordi appena frastagliati, caratterizzata da una consistenza croccante e da una leggera tonalità amarognola. Questa varietà di insalata viene consumata sia cruda che cotta, ed è particolarmente utilizzata nella gastronomia italiana.
Tra la varietà di indivia scarola maggiormente commercializzate vi sono:

  • INDIVIA SCAROLA VERDE FIORENTINA: varietà di indivia scarola di tipo fiorentino (origine Italia), si caratterizza per la resistenza al freddo; presenta un cespo di grosse dimensioni e sviluppato, pianta vigorosa, coste croccanti, foglie allungate di colore verde chiaro con cuore bianco e serrato.
  • INDIVIA SCAROLA TARQUINIS: varietà di indivia scarola dalla raccolta primaverile
  • INDIVIA SCAROLA BOMBER: varietà di indivia scarola bionda estiva dalle buone dimensioni, con portamento eretto, che non necessita di legatura
  • INDIVIA SCAROLA ALLURE: varietà di indivia scarola da esportazione verso il nord Europa; tipologia di insalata verde scura a portamento eretto, adatta per raccolte tardo autunnali ed invernali
  • INDIVIA SCAROLA LISUNA: varietà di indivia scarola scura estiva dal buon volume, con un fondo arrotondato e pieno. Riempie bene il cuore e imbianca facilmente senza legatura.
  • INDIVIA SCAROLA SARDANA: varietà di indivia scarola bionda estiva dalle medie dimensioni ma elevato peso specifico. Portamento eretto, fondo molto sano. Ha una buona tolleranza al cuore nero.
  • INDIVIA SCAROLA BUBIKOPF VERDE A CUORE PIENO: Varietà di indivia scarola caratterizzata da cespi molto pesanti e da foglie di un colore verde chiaro. Molto resistente al freddo, essa si raccoglie a 60 giorni dal trapianto.
  • INDIVIA SCAROLA SEANCE: varietà di indivia scarola medio precoce, adatta per raccolte autunnali. Pianta di dimensioni medie, con portamento semieretto e foglie distese e non divise, di buona struttura. Si presenta di un colore verde brillante.
  • INDIVIA SCAROLA SANTEL: varietà di indivia scarola di tipo gigante degli ortolani, dalla maturazione medio tardiva per raccolte invernali fino a marzo. Varietà di insalata di ottimo volume, con portamento più eretto delle giganti tradizionali, con le foglie basali che restano più sollevate dal terreno. Ottima tolleranza alle basse temperature. Adatta anche alla produzione per quarta gamma
  • INDIVIA SCAROLA FULL HEART: varietà di indivia scarola particolarmente indicata per le colture primaverili-estivi. Presenta foglie rotonde, ampie, di colore verde scuro: le foglie interne formano un cuore grosso, ben serrato che facilita l'imbianchimento naturale. Piante di circa 35/40 cm di diametro. Ottima tolleranza al caldo e alla salita a seme.
  • INDIVIA SOLERA GIGANTE DEGLI ORTOLANI: varietà di indivia scarola dai cespi giganti e molto pesanti. Presenta foglie spesse che formano un cuore molto pieno. Si tratta di una varietà di insalata molto resistente al freddo; si raccoglie a 70 giorni dal trapianto.
  • INDIVIA CORNETTO DI BORDEAUX: varietà di indivia scarola dal cespo grosso, con le foglie avvolte nel classico cornetto. Presenta foglie di colore verde biondo e molto croccanti. Si raccoglie a 60-90 giorni dal trapianto.

 

    • INDIVIA BELGA: varietà di ortaggio fresco dalla caratteristica forma ovale allungata. L’indivia belga presenta foglie bianche ben serrate, con sfumature giallo chiaro: quelle tendenti al verde hanno un sapore amaro molto più accentuato.

INSALATE LATTUGHE: si tratta delle varietà di insalata più delicate, sia per quanto riguarda la consistenza della foglia, sia per quanto riguarda la conservazione.
La lattuga (Lactuca sativa) è una pianta appartenete alla famiglia delle Composite: il suo nome deriva dal latino lac, lactis (latte) in riferimento al liquido bianco contenuto nel fusto.
Il fusto della lattuga può raggiungere altezze considerevoli, fino a 130 cm circa.
La produzione di questo tipo di insalata lattuga è praticamente ininterrotta durante l'anno perché le specie sono così numerose che ogni stagione ha la sua varietà di lattuga: questo facilita tutti gli imprenditori agricoli, i produttori di insalata e le aziende ortofrutticole che intendano coltivare insalata lattuga con costanza e produttività durante l’anno. La lattuga viene solitamente consumata cruda, ma vi sono anche ricette che la prevedono bollita o stufata.
Esistono molte varietà di lattuga in commercio sul mercato ortofrutticolo internazionale, ma esse generalmente si suddividono in alcune grandi famiglie: lattuga cappuccio, lattuga da taglio, lattuga a foglia ondulata.

  • LATTUGA CAPPUCCIO: varietà di lattuga di forma rotonda e dalle foglie molto larghe, concave e rugose. Si tratta del tipo di lattuga più utilizzato, consumato e commercializzato sul mercato ortofrutticolo.

Tra le diverse varietà di lattuga cappuccio, le più diffuse sono:

  • LATTUGA TROCADERO: varietà di lattuga che si distingue per robustezza e consistenza croccante;presenta una testa di media grossezza con foglie di un bel verde intenso sfumato di rosa e un cuore bianco-giallo. Adatta per raccolta in autunno-inverno.
  • LATTUGA ICEBERG O LATTUGA BRASILIANA (anche Californiana): varietà di lattuga particolarmente resistente al calore e, per questo, utilizzata spesso nella preparazione dei famosi hamburger. Si tratta di un tipo di lattuga che rimane tondeggiante, con una forma simile al cavolo cappuccio, dalle foglie molto larghe, concave e rugose, e dalla consistenza croccante. È un tipo di insalata dal gusto dolce, succoso e croccante
  • LATTUGA REGINA DI MAGGIO: varietà di lattuga a foglia rotonda dal lembo espanso di colore verde chiaro e sfumata di rosa al bordo. Cappuccio tondo e ben serrato. Ciclo precoce, si semina in marzo – aprile e si raccoglie da metà maggio a metà giugno.
  • LATTUGA AUGUSTA: varietà di lattuga di media grossezza con foglie di un bel verde intenso, adatta al consumo fresco
  • LATTUGA APPIA: varietà di lattuga dalle foglie verdi e brillanti, adatte sia al consumo fresco sia alla produzione di insalata per quarta gamma
  • LATTUGA ANALENA: varietà di lattuga cappuccina adatta alle raccolte primaverili ed autunnali in pieno campo. Ha una eccezionale presentazione sia del cespo, ampio e con foglie brillanti, che del fondo, di buona larghezza e con colletto di sezione ridotta e coste fini e diritte. Si adatta sia per il mercato fresco che per la produzione di cuori di lattuga ed ha un ampio periodo di raccolta grazie alla lenta evoluzione della maturazione.
  • LATTUGA PRONTO: varietà di lattuga cappuccio di colore verde medio sempre brillante. Adatta alle coltivazioni in pieno campo per raccolte tardo primaverili, autunnali ed estive in Abruzzo (Fucino). Pianta voluminosa e pesante con fondo pieno ed ampio; fittone di ridotte dimensioni. Foglie leggermente ondulate e lisce, di buon spessore. Brillante anche nei periodi di maggiore intensità luminosa.
  • LATTUGA DA TAGLIO O LATTUGHINI A COSTA LUNGA: Detta comunemente anche lattuga da taglio, si presenta di vario tipo, a foglie lunghe e verdastre o tenere e bianche o raccolte in piccoli cespi ricciuti. La pianta è ricca di foglie tenere, che possono essere tagliate due o tre volte durante il ciclo vegetativo perché si riformano rapidamente. Esse sono consumate sia a crudo nelle insalate, sia cotte brasate o nella preparazione di minestre.

Tra le diverse varietà di lattuga da taglio, le più diffuse sono:

  • LATTUGA ROMANA: varietà di lattuga caratterizzata da foglie strette e allungate; ha una pianta a cespo di aspetto ovale, presenta foglie a margine liscio di colore verde intenso, leggermente bollose, che si sovrappongono strettamente attorno ad un cuore non completamente chiuso.
  • LATTUGA‘BIONDA DEGLI ORTOLANI’: varietà di lattuga il cui cespo è di forma allungata e voluminoso che si raccoglie solo quando è compatto e pieno. Foglie di color verde brillante all’esterno e bianche all’interno con nervature bianche e grosse.
  • LATTUGA ‘VERDE D’INVERNO’: varietà di lattuga il cui cespo è verde brillante nella parte esterna, mentre è bianco all’interno.
  • LATTUGA PASQUALINA: varietà di lattuga con foglia frastagliata dalle piccole dimensioni, appartenente alle lattughe acefale; si raccoglie in primavera
  • LATTUGA TRENTINA: varietà di lattuga dal cespo di buone dimensioni, con foglia frastagliata‚ ottima per la qualità gustativa. È una varietà molto rustica che produce bene anche in condizioni non ottimali.
  • LATTUGA LOLLO ROSSA:tipologia di lattuga con cespi di colore rosso tenue tendente al verde oppure nella variante “Triple Red” di un rosso acceso, tendente allo scarlatto, cespi di 200 grammi in media a portamento basso e semi sferico. Di sapore leggermente amaro stico, croccante e serbevole, è adatta alla lavorazione di quarta gamma.
  • LATTUGA LOLLO BIONDA: è una varietà che si utilizza come lattughino da taglio se seminata fitta, oppure come varietà da cespo. La pianta è di media taglia con foglie di colore verde chiaro, fini, ricce, con lembo frastagliato.
  • LATTUGA BIONDA RICCIOLINA: Varietà di lattuga precoce, con una pianta rustica a cespo aperto con foglie erette e consistenti, di colore biondo con margine arricciato. Questa varietà di insalata rivegeta dopo il taglio.
  • LATTUGA SALANOVA®: particolare varietà di lattuga a marchio registrato "Rijk Zwaan", che si suddivide attualmente in due tipologie: a foglie frastagliate (incised) bionde e rosse simili alla "Lollo", oppure multifoglie (multileaves) bionde e rosse a cappuccio. Questa varietà di lattuga viene commercializzata per il mercato fresco come prodotto a cespo intero o come prodotto per la quarta gamma in buste a foglie singole. Tali lattughe sono caratterizzate dal fatto che con un unico taglio, il cespo si separa in tante foglie uguali.
  • LATTUGA A FOGLIA ONDULATA: varietà di lattughe la cui caratteristica primaria è quella di avere foglie ondulate, di colore verde intenso tendenti al rossiccio, particolarmente dolci e croccanti.

Tra le diverse varietà di lattuga a foglia ondulata, le più diffuse sono:

  • INSALATA LATTUGA GENTILE O INSALATA GENTILINA: varietà di lattuga a foglia ondulata dal sapore fresco e delicato
  • INSALATA LATTUGA GENTILE CORANY: varietà di insalata gentile da pieno campo per raccolte da giugno a ottobre, di origine italiana. Presenta un fogliame dentellato, plastico, di facile manipolazione, con un cespo sempre aperto anche con scarsa luminosità. Il fondo mantiene un colore fresco e non sbianca in fase di maturazione. L'elevata resistenza alla salita a seme ed alla formazione di doppie teste, unite al corredo di resistenza contro i più recenti ceppi patogeni di Bremia, la rendono una scelta affidabile.
  • LATTUGA BATAVIA: varietà di lattuga gentilina per raccolte autunnali, invernali e di inizio primavera. Si tratta di una pianta di insalata plastica, rustica e notevolmente produttiva anche in condizioni di freddo e poca luce. Presenta un cespo elegante, aperto e di colore verde brillante. Fondo serrato con torsolo molto piccolo. Questa varietà di insalata ha una resistenza elevata alle avversità e ai parassiti. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco.
  • LATTUGA ESTONY: varietà di lattuga della tipologia "gentilina" verde. Adatta alle coltivazioni in pieno campo per raccolte estive e al Nord anche in serra. Cespo sempre aperto con foglie di colore verde medio molto tolleranti all'ingiallimento dei bordi. Foglia molto elastica, poco soggetta a rotture nella manipolazione. Fondo con taglio di ridotte dimensioni. Particolarmente interessante la sua resistenza agli afidi e alle manipolazioni.

 

Moltissime nel mondo sono oggi le aziende produttrici di insalata, le aziende certificate per la produzione di insalata, i produttori di insalata, le aziende produttrici di insalata biologica, le aziende che si occupano di commercio di insalata (confezionamento di prodotti ortofrutticoli, quarta gamma di insalata), i distributori di insalata, gli importatori di insalata, gli esportatori di insalata ed i grossisti di insalata che si avvalgono delle innumerevoli varietà di insalata messe a disposizione dal settore ortofrutticolo, con ottimi successi e costante produttività del ciclo durante tutto l’anno.

Vedi anche:


LA PRODUZIONE DI INSALATA

La produzione dell’insalata nel mondo, ed in particolar modo la produzione di lattuga, è stimata intorno 22.253.266 tonnellate (FAO, 2008). La Cina è in testa alla produzione di insalata mondiale, con 12.505.500 tonnellate di insalata prodotte, seguita dagli Stati Uniti, con 4.014.590 t, dalla Spagna, con 1.002.800 t, dall’Italia, con 847.666 t, e dall’India, con 790.000 t di insalata prodotta (FAO, 2008). Quanto alla superficie, in Cina nel 2009 sono stati coltivati 550.265 ettari destinati alla produzione di insalata; negli Stati Uniti, nello stesso anno, sono stati coltivati 110.966 ettari di insalata, di cui circa il 70 % prodotti nella sola California.
Anche la produzione di insalata in serra, sempre più in aumento, si aggira sulle 56.000 t in Olanda (quantità più che doppia rispetto a quella in piena aria), 45.000 t in Francia, 40.000 in Spagna, e 18.000 tonnellate in Inghilterra. Seguono con valori minori le produzioni di insalata in serra di Germania e Danimarca.
Le insalate, tra i principali e più importanti ortaggi freschi da foglia da taglio, hanno visto un’estensione sempre maggiore dell’areale di coltivazione in diversi paesi del Mediterraneo, a causa della crescente domanda di questi prodotti ortofrutticoli ad opera delle industrie di quarta gamma, interessate al confezionamento di insalata in buste ed al confezionamento di altri prodotti ortofrutticoli già lavati e tagliati, commercializzati sul mercato ortofrutticolo già pronti per il consumo.
Tra i paesi europei produttori di frutta fresca, verdura fresca ed ortaggi risulta al primo posto la Spagna, seguita da Italia, Francia, Germania, Grecia e Polonia.
La Spagna possiede il primato per la produzione di insalata europea, con 850 milioni di tonnellate prodotte (dato medio sul periodo 2008-2010); segue al secondo posto l'Italia con 490 milioni di tonnellate, e la Francia, con 315 milioni di tonnellate prodotte.

In Italia, la produzione di insalata(dati 2010) si attesta attorno alle 700.000 tonnellate, ottenute per quasi il 70% nelle regioni italiane di Puglia (25%), Campania (15%), Sicilia (10%), Lazio (9%) e Abruzzo (7%). Nella produzione di insalata in piena aria, nel 2002, sono stati coltivati circa 19.016 ettari, con una produzione totale di 382.592 tonnellate, una produzione di insalata raccolta di 363.981 t e per unità di superficie di 20,12 t/ha.

Secondo gli ultimi dati del ministero spagnolo dell'agricoltura, datati 2011, la produzione di insalata in Spagna ha registrato incrementi del 4,9% rispetto all’anno precedente (2010). In particolare, la quantità di lattuga prodotta è salita a 860.400 tonnellate. Nonostante questi dati di produzione confortanti, in Spagna nel 2011 i produttori di insalata delle regioni di Murcia, Alicante e Almeria hanno subito "gravi perdite" a causa del gelo che ha colpito gran parte dell'Europa nell’inverno.
Il 2011, non solo per i produttori di insalata spagnoli, rimarrà nella memoria come annata catastrofica per la produzione di insalata: i produttori francesi di lattuga, infatti, hanno visto calare i prezzi dell’insalata del 17% rispetto all’anno precedente, ed anche i volumi hanno registrato un segno negativo. Ad eccezione della Germania, tutti i paesi europei hanno registrato un calo di produzione di insalata nell’anno 2011. La produzione della lattuga in Europa è instabile: solo l'Italia registra una certa stabilità da circa 10 anni.

Le motivazioni da ricercare riguardo al calo di produzione di insalata che hanno registrato più o meno tutti i Paesi dell’Unione Europea sono dovute ai prezzi pagati agli agricoltori, che risultano molto inferiori ai costi stessi di produzione dell’insalata. La media dei prezzi dell’insalata è stata intorno ai 0,10 centesimi di euro al chilo, quando invece costi di produzione dell’insalata sono pari circa a 0,14 euro al chilogrammo.
Inoltre l’intera produzione di insalata europea ha raggiunto livelli adeguati per la raccolta contemporaneamente, con la conseguenza di un'abbondante disponibilità di prodotto ortofrutticolo sul mercato internazionale: questo fatto ha contribuito a far crollare ulteriormente i prezzi dell’insalata sul mercato ortofrutticolo. Per un cespo di lattuga che normalmente sarebbe stato pagato tra i 10 e i 12 centesimi di euro al chilo, il prezzo nel 2011 pagato è stato pari a 3 centesimi di euro, cosicché molti coltivatori di insalata, produttori di insalata, aziende ortofrutticole che producono insalata ed operatori che si occupano di insalata sul settore ortofrutticolo hanno deciso di non raccogliere nemmeno.

La produzione di insalata in Portogallo, coltivata soprattutto nelle serre, risulta invece sempre più in aumento secondo i dati 2010, la produzione di lattuga portoghese si è estesa su un'area molto maggiore degli anni precedenti.

Vedi anche:


COMMERCIO, IMPORT ED EXPORT DI INSALATA
In Europa i più elevati quantitativi di produzione di insalata vengono esportati da Olanda, Spagna, Italia e Belgio, mentre la Germania risulta essere il Paese che importa di più, seguita in minima parte dalle importazioni di insalata da Francia ed Inghilterra. In generale, a livello europeo, le importazioni di insalata, le importazioni di insalata iceberg e le importazioni di lattuga sono complessivamente aumentate.

L'Italia è un ottimo esportatore di insalata sul mercato ortofrutticolo europeo: con produzioni in serra di insalate verso i mercati della Germania e dell’Austria.
Le esportazioni di insalata italiana interessano in particolare alcune regioni, più attive per l’esportazione, tra cui Puglia, Marche ed Abruzzo;
per quanto invece riguarda le importazioni di verdura fresca e le importazioni di insalata, l’Italia, in media, importa circa 3.000 tonnellate all'anno, specialmente dalla Francia (dati 2008). In Italia i mercati ortofrutticoli all'ingrosso che assorbono la maggiore quantità di importazioni di insalata europea sono, in ordine decrescente, Milano, Torino, Roma e Bologna, con una quintuplicazione dei prezzi all’origine.
Il consumo di insalata pro-capite mensile più elevato si verifica negli Stati Uniti, con circa 11 kg, seguiti da Francia (circa 7 kg), Italia (5 kg) e Olanda (3 kg).

Anche la Croazia è un ottimo importatore di insalata, proveniente per lo più dalla Danimarca.

Nel 2010 la Spagna ha esportato 584 018 tonnellate di lattuga, di cui 381 027 tonnellate di lattuga iceberg. Sul totale del volume esportato, Germania e Regno Unito sono stati i principali destinatari dell’esportazione di insalata spagnola: essi rappresentano da soli il 55% delle importazioni di insalata in Europa. In particolare, nel corso del 2008, i consumatori tedeschi hanno acquistato 236.686 tonnellate di lattuga, mentre il Regno Unito ne ha consumate 172.414 tonnellate.
In Germania, la lattuga Iceberg rappresenta il 68% del consumo totale di verdura fresca in foglia, con 3 chili pro capite sul consumo totale di lattuga nel mercato ortofrutticolo europeo.

Nel 2011 l'export ortofrutticolo di insalata verso l'Italia ha ricevuto grande impulso dai prezzi bassi dell’Olanda: l'Italia è così diventata la destinazione più naturale per l’esportazione di insalata olandese. Il volume di insalata esportata è aumentato dal 30 al 40% rispetto all’anno precedente (2010).
A causa dei prezzi decisamente bassi gli italiani hanno acquistato volentieri prodotti ortofrutticoli olandesi qualitativamente buoni, anche se l’Italia, dato l’alta percentuale di prodotti ortofrutticoli prodotti ed i primati di produzione in quasi tutti i prodotti ortofrutticoli coltivati, rimane ancora un Paese esportatore di insalata molto piccolo.

Anche le importazioni di insalata e le importazioni di verdura fresca in Ucraina sono aumentate di oltre 2 volte nel corso del primo trimestre del 2011, e le importazioni complessive nei primi 10 mesi della stagione 2010/11 hanno mostrato una crescita anno su anno dell'80%, fatto che rappresenta un record per le importazioni di prodotti ortofrutticoli nella storia dell'Ucraina.

Vedi anche:

 

L’INSALATA BIOLOGICA

Fare agricoltura biologica significa sviluppare una produzione di verdura, una produzione di ortaggi o una produzione di frutta nel massimo rispetto delle risorse naturali, al fine di preservare l'ambiente e la salute del consumatore.
Come tutte le varietà ortofrutticole più commercializzate, a maggior ragione le insalate oggi, essendo prodotti ortofrutticoli di largo consumo, sono valutate dal punto di vista biologico, in virtù del possibile controllo parassitario con i prodotti fitosanitari a disposizione; l'agricoltura biologica e con questa la produzione di insalata biologica, infatti, entrano sempre più nella coscienza del consumatore, poiché si tratta di un'agricoltura di prevenzione che opera soprattutto nel miglioramento della fertilità del terreno, al fine di contenere, ridurre o eliminare i problemi di coltivazione. Sempre più sono i produttori di insalata biologica, importatori di insalata biologica, esportatori di insalata biologica, grossisti di insalata biologica e distributori di insalata biologica che hanno abbracciato i metodi e i valori propri dell’agricoltura biologica.
L'azienda agricola è il luogo dove il processo biologico inizia e dove i prodotti ortofrutticoli biologici, come verdura fresca, frutta fresca ed ortaggi freschi, prendono vita.
Le aziende agricole biologiche non solo dipendono dalla natura per produrre colture biologiche ed allevare gli animali: esse stesse sono parte della natura. I produttori biologici infatti lavorano al meglio delle loro abilità per produrre prodotti dall'ambiente che li circonda usando sistemi di produzione più simili possibili a quello che accadrebbe spontaneamente in natura. Essi lavorano ispirandosi al concetto del ciclo chiuso della natura. Per esempio, l'utilizzo di concimi animali e altri agenti di origine organica come i fertilizzanti aiutano a creare un terreno fertile che resiste all'erosione e alla perdita di nutrimenti e acqua. Inoltre, gli input, come letame e foraggio, per minimizzare la necessità di utilizzarne di esterni, dovrebbero essere prodotti nella stessa azienda agricola in cui sono usati, o nelle aziende agricole limitrofe.
Come per gli agricoltori, anche tutti i successivi processi di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli devono possedere determinati requisiti se i prodotti riportano logo e certificazione biologica europea. Il nuovo regolamento europeo sull'agricoltura biologica include infatti la trasformazione a partire da ingredienti per la maggior parte di origine agricola, l'uso di ingredienti non provenienti da agricoltura biologica solo se autorizzati dalla Commissione o dagli Stati Membri, il ricorso ad un numero molto limitato di additivi e coadiuvanti di lavorazione, che sono autorizzati, in determinate condizioni, dalla Commissione Europea, il divieto dell'uso di aromi e coloranti e la garanzia che gli ingredienti biologici e non biologici siano conservati, maneggiati e lavorati separatamente in ogni fase produttiva.
Oggi la domanda di prodotti biologici in Europa, ed in particolar modo la domanda di insalata biologica, è maggiore dell'offerta: ciò significa che i cittadini europei spesso hanno bisogno di avere la possibilità di comprare cibi e bevande importate se vogliono comprare biologico; sempre più, dunque, intervengono in Europa altri Paesi che importano prodotti ortofrutticoli biologici, come ad esempio il caffè biologico importato dal Brasile, il kiwi biologico importato dalla Nuova Zelanda, il riso biologico importato dalla Thailandia, le banane biologiche importate dalla Costa Rica, il tè biologico importato dall’India, ecc.
Si assiste inoltre oggi ad una maggiore diffusione della produzione di prodotti ortofrutticoli biologici in tutta Europa: all’incremento di produzione di insalata biologica hanno contribuito anche l'abbassamento dei prezzi provocato dall'aumento delle aziende produttrici di insalata biologica, i contributi Cee per l'agricoltura biologica e una più completa rete di distribuzione dell’insalata biologica.
In Italia, il settore biologico conta circa 20.000 aziende agricole ed aziende ortofrutticole che operano su oltre 300.000 ettari, con un fatturato annuo di circa 920 miliardi di euro (dati 2010). La maggioranza dei prodotti ortofrutticoli biologici italiani vengono da aziende agricole del sud Italia, ma sono poi lavorati, trasformati e commercializzati sul mercato ortofrutticolo nazionale soprattutto al Nord.
Attualmente non esiste in Italia una specifica attività di miglioramento genetico di varietà ortofrutticole per la coltivazione di insalata con metodi di produzione biologica. In mancanza di liste di raccomandazione varietale per il biologico, si può però far riferimento a quelle relative a metodi di produzione integrata, effettuando un’ulteriore scelta in funzione, oltre che delle caratteristiche agronomiche e merceologiche (elevata produttività, resistenza all’induzione fiorale, colore, brillantezza, ecc.), anche alla rusticità, alla tolleranza o alla resistenza alle fitopatie (peronospora, afidi, virus).
Un’attenzione particolare va posta alla resistenza varietale nei confronti della peronospora e degli afidi, avversità particolarmente temibili non solo in agricoltura biologica ma anche in agricoltura integrata.

La densità d’impianto per le varietà di insalata destinate ad agricoltura biologica va definita tenendo conto della sua notevole influenza sulle condizioni microclimatiche e sulla suscettibilità delle piante di insalata a problematiche biotiche o abiotiche.
La maggiore ampiezza dei sesti d’impianto adottati per la produzione di insalataproveniente da agricoltura biologica rispetto a quella integrata (per la lattuga Cappuccio indicativamente di 36 centimetri tra le file e di 30 centimetri sulla fila) ha l’obiettivo di permettere un migliore arieggiamento della coltura di insalata e consentire un più agevole accesso ai campi da parte del produttore di insalata biologica o del coltivatore di insalata biologica per effettuare le necessarie operazioni di rimozione meccanica degli infestanti (sarchiatura e zappatura).
Impianti troppo fitti o troppo radi nella produzione di insalata in agricoltura biologica sono in ogni caso da evitare, poiché possono influire negativamente sia sulla gestione della coltura (fertilizzazione, interventi di controllo delle malerbe e dei parassiti ecc.) sia sulla produttività e la qualità del prodotto biologico.

Vedi anche:

L’INSALATA IN SERRA

Oggigiorno la tendenza della domanda del mercato ortofrutticolo internazionale è orientata verso la produzione di verdura fresca e la produzione di ortaggi di qualità; gli agricoltori e le aziende ortofrutticole possono rispondere a questa domanda con due risposte: offrire quella qualità richiesta dal mercato ortofrutticolo elevando la produzione e la produttività dei propri prodotti ortofrutticoli.
Queste due esigenze possono verificarsi attraverso l’utilizzo delle coltivazioni di verdura ed ortaggi in ambiente protetto: la tecnologia infatti mette a disposizione oggi conoscenze e strumenti che consentono il controllo quasi totale delle condizioni colturali al fine di ottenere produzioni di verdura fresca, di ortaggi e di insalata adeguate alla domanda del mercato ortofrutticolo.
Oggi coltivare ortaggi o verdura fresca non è più sinonimo della bella stagione: la coltura in serra infatti può estendere la stagione di semina e raccolto a tutto l'anno, inverno compreso. Gli ortaggi coltivati in serra hanno costi senz'altro superiori a quelli coltivati in piena terra, ma presentano notevoli vantaggi: permettono ugualmente di risparmiare soldi, risultano di qualità superiore come forme, dimensioni e colori perché le condizioni di crescita sono più controllate e non occorrono pesticidi ed antiparassitari; inoltre il periodo di raccolta di ogni varietà ortofrutticola viene notevolmente esteso, compresa l’insalata e le sue innumerevoli varietà.
La coltivazione di insalata in serra ha cominciato così ad espandersi all’interno del settore ortofrutticolo, soprattutto europeo: le serre consistono in tunnel, cioè sostegni di ferro ricoperti da teli di plastica, non riscaldati o riscaldati. Essa permette di far crescere insalata ed ortaggi bassi in tempi record, proteggendo al contempo le colture dal freddo e dalle lumache, e garantendo aerazione delle colture grazie ad un telo forato.

Solitamente la coltivazione di insalata in serra avviene nei mesi invernali, mentre in primavera cede il posto ad altri prodotti ortofrutticoli come pomodori e peperoni.
In Italia nel 2002 sono stati destinati alla coltivazione di insalata in serra 3.456 ettari di terreno, che hanno fornito una produzione totale di 113.873 tonnellate di insalata ed una produzione raccolta di 110.480 tonnellate.
Il clima, anche se non unico, è sicuramente un fattore che influenza fortemente i costi di produzione di insalata e produzione di ortaggi presso i produttori agricoli e le aziende ortofrutticole: la coltivazione di insalata in serra (come di altri prodotti ortofrutticoli) risulta quindi un’ottima soluzione per ovviare a questa difficoltà, dando tale impianto la possibilità all’imprenditore agricolo o al produttore di insalata controllare le temperature.
La situazione attuale delle serre in ambito europeo porta a considerare l'esigenza di miglioramento delle strutture produttive appunto verso i sistemi di gestione e controllo del clima.

Le tecniche di produzione in ambiente protetto (serra) si discostano in maniera marcata da quelle tecniche tipiche del pieno campo, in quanto in serra l’ambiente può essere modificato al fine di massimizzare la produttività della coltura.

Nell'Europa centrale e settentrionale la tendenza predominante è verso un controllo totale dell'ambiente serra al fine di raggiungere la produzione potenziale della coltura. Di conseguenza, l'evoluzione della serricoltura è avvenuta parallelamente alla comparsa di sistemi a tecnologia avanzata (climatizzazione computerizzata, idroponica a ciclo chiuso, robotica).
Al contrario, nei Paesi a clima mediterraneo, la presenza diffusa di serre caratterizzate da strutture leggere ha comportato lo sviluppo di tecniche colturali che favoriscono l'adattamento della coltura ad una ambiente sub-ottimale e solo parzialmente controllato. In queste aree, poiché vi è un minore controllo dell'ambiente serra, la coltura in sé gioca un ruolo predominante sul microclima in quanto lo definisce in virtù dei suoi scambi gassosi.
Nell’ambito dei mezzi impiegati per la protezione delle colture di insalata in serra dalle avversità climatiche, la serra rappresenta il termine più elevato, in quanto offre la maggiore possibilità di isolare lepiante di insalata dall’ambiente esternopoiché permette di praticare il condizionamento più o meno completo del clima alsuo interno: ultimamente, nel costante lavoro di ricerca e sperimentazione per un miglioramento della produttività delle colture in serra, le applicazioni fotovoltaiche hanno ad esempio riscosso molto successo, permettendo a numerosi imprenditori agricoli, produttori di insalata ed aziende ortofrutticole di seguire lo sviluppo di alcuni prodotti ortofrutticoli, tra cui spicca la produzione di insalata, utilizzando soluzioni impiantistiche innovative come quella dell’impianto fotovoltaico.
Sempre nell’ambito del controllo del clima e delle temperature all’interno delle coltivazioni di insalata in serra, oltre a quanto detto sugli impianti fotovoltaici, altri strumenti utili sono impianti di riscaldamento (termosifoni, aerotermi, generatori di aria calda, stufe a gas, ecc…), impianti per il raffrescamento delle colture di insalata (finestrature nelle pareti laterali e sul tetto per consentire un ricambio d'aria mediante ventilazione naturale o forzata, reti o teli ombreggianti, condizionamento mediante pompa di calore, ecc..), l’utilizzo di frangivento, utili per ridurre le perdite di calore per conduzione o convezione attraverso le pareti nel caso di venti freddi, impianti per il controllo dell’umidità ed infine impianti per il controllo dell’illuminazione delle colture di insalata prodotte in serra.
Nel caso della coltura dell’insalata, le varietà maggiormente diffuse per la produzione di insalata in serra sono:

  • INSALATA BATAVIA FUNSONG: varietà di lattuga gentilina da serra per raccolte autunnali, invernali e di inizio primavera. Si tratta di una pianta di insalata plastica, rustica e notevolmente produttiva anche in condizioni di freddo e poca luce. Presenta un cespo elegante, aperto e di colore verde brillante. Fondo serrato con torsolo molto piccolo. Questa varietà di insalata ha una resistenza elevata alle avversità e ai parassiti. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco.
  • INSALATA BATAVIA CANASTA: varietà di lattuga batavia adatta a raccolte primaverili, estive e autunnali in pieno campo e per raccolte invernali in serra. Si tratta di una pianta di insalata molto produttiva, con un fogliame ampio e spesso ed un cespo di colore verde intenso con bordature rosse, dal gusto dolce e croccante. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco
  • INSALATA CAPPUCCIO BAGLIN: Lattuga cappuccio da serra per raccolte invernali. Si tratta di una pianta di insalata dal peso eccellente e dal volume elevato, con un portamento ordinato ed elegante che consente notevole uniformità al momento del taglio. Presenta un cespo semi-aperto, di un bel colore verde intenso e con ottima resa del cuore. Adatta sia al mercato ortofrutticolo fresco sia alle produzioni di insalata per la quarta gamma.
  • INSALATA LATTUGA ROMANA SELE: varietà di lattuga romana da serra per raccolte dall’autunno ?no a primavera inoltrata. Si tratta di una pianta di insalata dal portamento eretto, ordinato ed elegante. Presenta una foglia bollosa, rustica e croccante di colore verde brillante. Ha un cespo compatto e pesante con fondo ampio e ben chiuso. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco
  • INSALATA LATTUGA ROMANA PRESIDENTIAL: varietà di lattuga romana per raccolte primaverili, di inizio estate e autunnali in pieno campo e per raccolte primaverili e autunnali in serra. Si tratta di una pianta di insalata dal portamento ordinato ed elegante, con una notevole uniformità al momento del taglio. Presenta una foglia rustica, bollosa e di colore verde brillante. Ha un cespo aperto e pesante, pieno internamente e voluminoso. Questa varietà di insalata ha una resistenza elevata alle avversità e ai parassiti. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco
  • INSALATA LATTUGA ROMANA VOLTURNO: varietà di lattuga romana da serra per raccolte invernali. Si tratta di una pianta di insalata dal portamento eretto, ordinato ed elegante. Presenta una foglia quasi liscia e vellutata, di colore verde chiaro. Ha un cespo compatto con fondo ampio e ben chiuso. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco
  • INSALATA LATTUGA ROMANA SIVNA (LS8865): varietà di lattuga romana tipica della tradizione meridionale italiana, adatta a raccolte tardo-autunnali, di inizio inverno e primaverili in pieno campo ed a raccolte invernali in serra. Ha un’elevata produttività ed una buona tenuta alla sovramaturazione. Si tratta di una pianta di insalata dal portamento assurgente, con foglie rustiche, molto bollose e di colore verde scuro. Ha un cespo molto pesante e voluminoso, con cuore semi-aperto e pieno internamente. Adatta al mercato ortofrutticolo fresco

Vedi anche:


L'INSALATA DI QUARTA GAMMA, L'INSALATA DI 4 GAMMA, L'INSALATA DI IV GAMMA
Vengono chiamati prodotti ortofrutticoli di quarta gamma tutte quelle varietà di verdura fresca, di frutta fresca, ortaggi freschi pronti per il consumo.
Si tratta di frutta fresca e verdure fresche, già lavate, asciugate, tagliate, confezionate in vaschette o in sacchetti di plastica e quindi pronte per essere messe in tavola. Tra i prodotti di quarta gamma consideriamo i prodotti ortofrutticoli freschi, singoli o miscelati, che durante i processi di post-raccolta sono sottoposti a operazioni di selezione, cernita, mondatura, taglio, lavaggio e “confezionamento” in buste e/o vaschette sigillate e che, tramite la catena del freddo, vengono commercializzati sul mercato ortofrutticolo pronti per il consumo al momento o previa cottura.
I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma, ed in particolare l’insalata di quarta gamma, soddisfano i nuovi stili di consumo attraverso una preparazione e una presentazione funzionali sia al consumatore, sia alla moderna distribuzione. Il mercato italiano predilige appunto per queste confezioni le verdure a foglia quali lattuga, rucola, indivia e valeriana, che oggi rappresentano oltre il 60% del prodotto commercializzato di quarta gamma.
Le insalate pronte all’uso si stanno così affiancando alle tradizionali insalate da foglia, che nel paniere di spesa rappresentano un genere insostituibile con un livello di penetrazione al consumo intorno al 90% in Europa. Nei supermercati infatti lo spazio dedicato alle insalate e verdure pronte è notevolmente aumentato negli ultimi anni: al momento della spesa, infatti, le buste di frutta fresca e verdura fresca pronte da condire sono sicuramente più invitanti. L'offerta di prodotti ortofrutticoli di quarta gamma è molto ampia, spaziando da confezioni monovarietali di insalata (lattuga, cappuccina, rucola, soncino e via dicendo) a miscele di tutti i tipi che si prestano e diversi utilizzi. Recentissimamente sono state introdotte anche confezioni in vaschetta di insalata di quarta gamma contenenti anche il condimento: basta premere la vaschetta, agitare e l’insalata di quarta gamma è pronta al consumo.
Tra i vantaggi dell’acquisto di insalate di quarta gamma (insalate di 4 gamma, insalate di IV gamma), il risparmio di tempo è uno dei primi aspetti da evidenziare, seguito dal fatto che non ci sono scarti di verdura fresca o frutta fresca e che invece essi hanno dei "plus" salutari, come il fatto che conle insalate di quarta gamma è più facile ricorrere ai mix che includono molte varietà, permettendo al nostro fisico di assumere una gamma più ampia di composti antiossidanti, aumentando così la capacità antiossidante complessiva del nostro corpo.
Le insalate di quarta gamma inoltre possono essere facilmente trasportate e quindi consumate anche in luoghi diversi da casa, in ufficio, per il pic-nic, per lo snack dopo palestra, aumentando così le occasioni di consumo di verdura, a tutto beneficio della salute globale.
Tra gli svantaggi indubbi sull’acquisto di prodotti ortofrutticoli di quarta gamma e di insalata di quarta gamma, c’è sicuramente il prezzo più elevato rispetto all’insalata fresca esposta in cespi: le verdure di quarta gamma certamente sono più care dell'equivalente fresco non lavorato (in genere costano 5-6 volte di più), ma d’altronde, oltre al servizio offerto al consumatore, è soprattutto il processo di produzione, dalla coltivazione alla distribuzione refrigerata, che ha un costo elevato.
Le verdure fresche destinate alla quarta gamma e l’insalata di quarta gamma sono infatti coltivate ad-hoc per questo tipo di produzione, con sementi e tecniche controllate e specifiche.
Per la qualità finale dell’insalata di quarta gamma è infatti determinante limitare al minimo il tempo che intercorre tra la raccolta e la lavorazione: la semina viene perciò programmata in modo da far arrivare la materia prima allo stabilimento in maniera continua, ma scaglionata. All'arrivo i vegetali vengono refrigerati e passano quindi alla lavorazione.
La prima fase di lavorazione dell’insalata di quarta gamma è una cernita manuale accurata, per eliminare le parti alterate o non idonee alla lavorazione (come ad esempio foglie ingiallite o imbrunite). Segue la mondatura, che consiste nell'eliminazione dall'insalata delle parti non utilizzabili come foglie e brattee esterne; segue a questa il primo lavaggio, che consente di eliminare residui terrosi, corpi estranei, residui di prodotti indesiderati o di fitofarmaci, in acque sanitizzate con cloro.
Si procede poi al taglio, effettuate solo per le insalate adulte, poiché gli sfalciati sono forniti già in foglia di piccola pezzatura e quindi non necessitano di taglio nello stabilimento.
Ad un secondo lavaggio e sanificazione dell’insalata di quarta gamma, effettuata con acqua fredda batteriologicamente pura, queste verdure fresche passano all'asciugatura in centrifuga o, nel caso di prodotti più delicati come l’insalata, si asciugano in tunnel ad aria fredda.
Infine si passa al confezionamento dei prodotti ortofrutticoli trattati: la confezione delle verdure in generale e dell’insalata di quarta gamma non è una semplice busta di plastica. Il materiale impiegato è stato studiato per ogni tipo di prodotto perché il film deve avere una permeabilità ai gas ben precisa, affinché i vegetali continuino a "respirare" dopo la raccolta, producendo acqua e anidride carbonica e consumando ossigeno. Se il film fosse impermeabile infatti si formerebbe all’interno della busta condensa e accumulo di CO2, condizione ideale per la crescita di batteri anaerobi; se invece al contrario essa fosse troppo permeabile si avrebbe disidratazione del prodotto ed eccesso di ossigeno.
Controllare l'equilibrio tra anidride carbonica e ossigeno e mantenere il giusto grado di umidità dentro la confezione è indispensabile per una conservazione ottimale, ed è compito dei produttori di verdure fresche di quarta gamma e di insalata di quarta gamma controllare i suddetti aspetti. Essendo poi le insalate e le verdure di quarta gamma più deperibili dei prodotti ortofrutticoli commercializzati senza lavorazioni, esse hanno bisogno costante del mantenimento della catena del freddo, strumento indispensabile per la loro conservazione.
È importante ricordare che nei prodotti di quarta gamma e nelle insalate di quarta gamma non esistono conservanti, proibiti dalla legge per questa categoria di alimenti.
Per quanto riguarda la durata commerciale dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma, essa varia a seconda delle caratteristiche dei vegetali e del relativo sistema di produzione: solitamente un'insalata di quarta gamma non può essere conservata più a lungo di sette giorni. Inoltre, va sottolineato il fatto che questa tipologia di produzione di quarta gamma non valorizza ortaggi di seconda categoria, poiché soltanto vegetali della migliore qualità, in termini di sviluppo, condizione fisiologica, aspetto ed integrità, possono reggere alla consunzione indotta dalla preparazione, in modo da risultare ancora appetibili al termine della prevista durata commerciale.
Il canale della Grande distribuzione organizzata (GDO), ha preso un netto sopravvento sugli altri canali distributivi per quanto riguarda la vendita degli ortaggi trasformati. In media supermercati e ipermercati controllano l'81% in volume e l'85% in valore del mercato ortofrutticolo di quarta gamma, a cui debbono sommarsi i discount e liberi servizi: la quota complessiva della GDO risulta pari al 95% sia in volume sia in valore.
La normativa che disciplina l'etichettatura dei prodotti alimentari di quarta gamma è una forma e di garanzia e di tutela per il consumatore: per questo motivo egli dovrebbe essere in grado di leggere correttamente le informazioni riportate sulle etichette di ciascun prodotto effettuando, così, delle scelte consapevoli al momento dell'acquisto. Infatti, obiettivo cardine della normativa è di fornire mediante un'etichettatura puntuale e rigorosa una descrizione accurata dell'alimento, dei suoi componenti, degli ingredienti, dei valori nutrizionali e delle funzioni che questi possono svolgere.
L’Italia è il secondo mercato europeo nel consumo dei cosiddetti ortaggi di quarta gamma già pronti per il consumo, dopo la Gran Bretagna: con un consumo annuo di oltre 42 mila tonnellate di insalata di quarta gamma prodotta e un giro di affari di 375 milioni di Euro (2004), nel 2007 il settore dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sfiorava in Italia i 700 milioni di Euro.
I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sono sempre più richiesti: ideati all’inizio sulla spinta dei mutamenti degli stili di vita, per la necessità di risparmiare tempo, per la funzionalità d'uso e per la garanzia di igiene che offrono, i prodotti di quarta gamma oggi vengono preferiti da parte di quasi un italiano su due, malgrado il prezzo sia mediamente superiore di circa cinque/sei volte rispetto al prodotto sfuso.
L’insalata di quarta gamma è, in ogni caso, uno dei comparti più dinamici e con maggiori performance del settore ortofrutticolo internazionale rappresentando, da solo, quasi l'8% (7,9% per l'esattezza, dati al 2010 per l'Europa) del valore di mercato degli ortaggi freschi acquistati.
Tra le varietà di insalata destinate alla quarta gamma, quelle più utilizzate negli ultimi anni sono:

  • Lattuga cappuccio di quarta gamma(Ambiance, Imperial, Mantilia, Rosalba, Appia, Isolde, Massilia, Samurai, Clarion, Jessy, Mira, Tropica, Columbus, Jipsi, Musette, Tures, Delia, Jordan, Paradeez, Venere, Elsa, Jory, Plastina, Verpia, Frandria, Justine, Ravel, Vertico);
  • Lattuga Romana di quarta gamma(Colosseo, Inor, Melissa, Sumatra, Corsaro, Manital ez, Miranda, White Boston, Corsica, Melania, Odessa, Igea, Melina, Remus;
  • Lattuga da taglio di quarta gamma(Salad bowl, Lattughino, Lollo verde, Lollo rossa, Gentiline, Batavie).

Vedi anche:


PRODUTTORI E AZIENDE AGRICOLE DI INSALATA
A tutt’oggi esistono numerose aziende ortofrutticole ed imprenditori agricoli che operano attivamente nel settore della frutta, della frutta fresca, della frutta di stagione, della verdura fresca, degli ortaggi e dei prodotti derivanti da lavorazione della verdura.
In particolare, come sopra ricordato, la lavorazione dell’insalata, il commercio dell’insalata, la produzione di insalata, la vendita di insalata, il confezionamento di insalata e la produzione di insalata di quarta gamma risultano attività sempre più remunerative per il settore ortofrutticolo: si tratta di aziende ortofrutticole certificate per la produzione di insalata ed altri prodotti ortofrutticoli, in possesso di certificazione proveniente dall’UE. Grazie ai nostri annuari FruitNEWSLETTER e MEC Ortofrutticolo (e le relative versioni digitali) ) puoi avere comodo supporto per metterti in contatto ed avere informazioni sulle principali aziende di ortofrutta ed ortaggi.
In particolare puoi trovare un elenco di aziende:

  • produttrici di insalata (aziende certificate per produzione di insalata, aziende che producono qualità specifiche di insalata, aziende ortofrutticole, aziende produttrici di insalata biologica)
  • che si occupano di commercio di insalata, distributori di insalata, grossisti di insalata, import ed export di insalata (importatori di insalata ed esportatori di insalata) ed operatori dell’ingrosso di insalata

Per questa specifica coltivazione, così rilevante nel settore ortofrutticolo, ti forniamo oggi la possibilità di accedere a zipmec.eu, il più grande motore di ricerca di aziende ortofrutticole di tutto il mondo dove avrai modo di reperire informazioni su

Facilmente consultabili e sempre aggiornati. Si tratta di un elenco di aziende per la produzione di insalata, la distribuzione di insalata, la vendita di insalata, l’import/export di insalata,la vendita all’ingrosso di insalata, il confezionamento di insalata in busta e la produzione di insalata di quarta gamma ed in generale di ogni azienda presente sul mercato ortofrutticolo che si interessa di produzione e commercio di insalata. Oltre alle aziende legate al settore ortofrutticolo europeo puoi trovare chiaramente elenchi e dati di tutte le aziende del mercato ortofrutticolo mondiale.
Il MEC Ortofrutticolo descrive tante varietà di insalata: esso indica, per ogni varietà specifica di insalata, le caratteristiche agronomiche e morfologiche, accompagnate da un’illustrazione del prodotto. Per ogni varietà di insalata il MEC Ortofrutticolo presenta l’elenco di aziende dei produttori di insalata, rappresentanti di insalata, ingrosso di insalata, importatori di insalata ed esportatori di insalata, specificando per ogni azienda ortofrutticola l’indirizzo della sede e l’eventuale sito web per contattare direttamente il produttore e distributore di insalata e di insalata biologica.
Vedi anche:

Il MEC Ortofrutticolo descrive tantissime varietà di insalate: esso indica per ogni varietà di insalate da consumo le caratteristiche agronomiche e morfologiche, accompagnate da un’illustrazione del prodotto.
Nel catalogo sono riportate le caratteristiche del prodotto, quali forma e colore delle foglie.
Per ogni varietà di insalate il MEC Ortofrutticolo presenta l’elenco di aziende per insalate , come produttori di insalate, rappresentanti di insalate, ingrossi di insalate, importatori di insalate ed esportatori di insalate, specificando per ogni azienda ortofrutticola l’indirizzo della sede e l’eventuale sito web per contattare direttamente il produttore e distributore di insalate.

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